Omofobia, bocciato il ddl: è incostituzionale Ma il Pdl assicura: "Ora riprendere il dialogo"

Affossato il
provvedimento sul contrasto dell’omofobia: "Il disegno di legge avrebbe offerto una protezione privilegiata alla persona offesa in ragione del proprio orientamento sessuale e avrebbe creato discriminazioni fra chi subisce forme di violenza". La Carfagna: "Bocciato questo testo, ma riprendiamo il dialogo". L'opposizione: "E' una vergogna"

Roma - L’Aula della Camera "affossa" il provvedimento sul contrasto dell’omofobia. Oggi pomeriggio sono state approvate le pregiudiziali di costituzionalità sul testo, presentate da Udc, Lega e Pdl. Il ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna si è astenuta mentre tutto il governo votava a favore delle pregiudiziali. Contro le pregiudiziali hanno votato il Pd, l’Idv e Fli; nel Pdl si sono viste, in dissenso dalla posizione del gruppo, l’astensione anche di Claudio Scajola e altri colleghi e il "no" di Santo Versace. Immediata la reazione della comunità omosessuale che con l'Arcigay accusa il parlamento di aver preso "una deriva pericolosissima" e con Vladimir Luxuria parla di "esempio di schizzofrenia". "Il parlamento - tuona Anna Concia - sta dalla parte dei violenti". Ma il centrodestra non ci sta e replica duramente. "Non abbiamo nessun atteggiamento omofobo - ha spiegato Fabrizio Cicchitto - la nostra posizione di fondo è quella di considerare i gay come dei cittadini uguali agli altri".

Una legge incostituzionale La pregiudiziale di costituzionalità della Lega, illustrata in aula da Carolina Lussana, afferma che il disegno di legge "offre una protezione privilegiata alla persona offesa in ragione del proprio orientamento sessuale ed in particolare discrimina fra chi subisce forme di violenza, perché vi è una tutela rafforzata (sulla base dell’orientamento sessuale, ndr.) rispetto invece a chi subisce altre forme di violenza". Rocco Buttiglione ha illustrato la pregiudiziale dell’Udc, affermando, tra l’altro, che "in altri paesi una norma simile esiste, è vero". Dopo aver citato il caso della "discriminazione positiva" degli Stati Uniti, il presidente dell’Udc ha proseguito: "Oggi molti giuristi americani preferirebbero non averlo mai introdotto. Una volta iniziato è difficile fermarlo. Ogni gruppo cerca di far approvare norme particolari e la maggioranza dei cittadini finisce col sentirsi discriminata dalle minoranze, con il risultato di maggiore disintegrazione e non integrazione". Gaetano Pecorella ha esposto, infine, le ragioni del Pdl, presentando una mozione che porta la prima firma di Isabella Bertolini: "La norma non è di per sé da rigettare e pone un problema serio che è quello della discriminazione, ma così come è scritta è in contrasto con un principio cardine, quello della parità, e con il principio della chiarezza e della tassatività che deve essere alla base di ogni norma". Hanno espresso voto a favore delle pregiudiziali gli ex Responsabili, per bocca di Vincenzo D’Anna, mentre sono intervenuti per annunciare voto contrario Massimo Donadi (Idv), Pino Pisicchio (Api), Flavia Perina (Fli), Francesco Nucara (Repubblicani Azionisti) e Dario Franceschini (Pd), che, ringraziando la deputata Concia per l’impegno profuso, ha sottolineato che la norma attuale "non c’entra nulla con la materia delle coppie omosessuali, delle adozioni o altro", ma prevede solo un’aggravante da aggiungere al codice penale.

Carfagna: "Ora riprendiamo il dialogo" "Mi sono astenuta perché, pur non condividendo alcuni passaggi della proposta di legge presentata dal Pd, avrei preferito che si arrivasse alla discussione nel merito del provvedimento, per migliorarlo", ha spiegato il ministro per le Pari opportunità, Mara Carfagna. "Ho sempre pensato che sia utile per il Paese una legge di stampo europeo che introduca aggravanti per i reati commessi in nome di tutte le discriminazioni e, tra queste, quella per orientamento sessuale. Il Parlamento si è espresso chiaramente, sollevando pregiudiziali di costituzionalità sul testo messo ai voti". Ad ogni modo, la Carfagna si augura che "si possa ricreare al più presto il clima necessario per la ripresa del dialogo tra maggioranza e opposizione e che, dal confronto, possa nascere una proposta capace di trovare il consenso del Parlamento".

Sinistra subito all'attacco Pier Luigi Bersani ha criticato duramente l’affossamento della proposta di legge contro l’omofobia. "E' una vergogna, una delle pagine più brutte e spero che non passi inosservata - ha detto il segretario del Pd ai cronisti - quando si è trattato del reato di immigrazione clandestina, non si sono fatte sofisticazioni sulla fattispecie di reato, invece per una norma contro ogni discriminazione si è sollevato un argomento inaccettabile". "Speravo che dopo tante dichiarazioni da parte del centrodestra ci fosse un pò di coscienza in più", ha concluso il numero uno del Pd. Molto duro anche il governatore pugliese Nichi Vendola: "Questione morale è anche chiudere la porta in faccia ai diritti delle persone gay, questione morale è anche legittimare le violenze frutto dell’omofobia, questione morale è anche minimizzare i comportamenti intolleranti e razzisti". "Ancora una volta questo Parlamento - ha concluso il leader di Sel - si mostra incapace di capire ciò che accade nella società e si chiude nel proprio cuore di tenebra".