Oms: "Il mondo invaso dai virus" Unicef: "No, muoiono meno bimbi"

Roma - Per l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) il riscaldamento del pianeta sta provocando l’«importazione» dai tropici di una lunga serie di virus (malaria, dengue, febbre del Nilo Occidentale, malattia di Lyme, encefalite da zecca, leshmaniosi): «Con l’aumento delle temperature e il cambiamento del clima dovremo prepararci a fare sempre più i conti con queste malattie». Ma l’Unicef sostiene invece che per la prima volta la mortalità infantile nel mondo è calata sotto i 10 milioni. Un trend in controtendenza proprio in quei Paesi che sarebbero più soggetti ai presunti danni provocati dalla «rivoluzione climatica»; un dato importante che con 9,7 milioni di bimbi al disotto dei 5 anni tocca il minimo storico, rispetto al picco dei 13 milioni del 1990.

A sottolineare l’importate traguardo è l’Unicef, che ha diffuso i dati dell’ultima serie di indagini, condotta con altre agenzia Onu, tra il 2004 e il 2005, in più di 50 paesi. Calano del 60% le morti da morbillo, con punte massime del 75% nell’Africa sub-sahariana. Facile fare i conti: nel mondo sopravvivono 3,3 milioni di bambini in più ogni anno, rispetto a 17 anni fa. Ma bisogna continuare su questa strada per raggiungere l’Obiettivo del millennio: ridurre il tasso di mortalità di due terzi entro il 2015, rispetto al 1990. Un traguardo che salverebbe la vita di altri 5,4 milioni di bambini. Nonostante il calo, però, non bisogna abbassare la guardia perchè, dice il direttore generale dell’agenzia Ann M. Veneman, «9,7 milioni di bambini morti ogni anno non sono accettabili».

Allattamento al seno esclusivo e immediato, vaccini contro il morbillo, somministrazione di vitamina A e zanzariere per prevenire la malaria sono alla base di questi risultati. E rispetto al passato, è anche aumentato il sostegno alla sanità. «Servono altri fondi - denuncia però Save the Children -. I dati diffusi dall’Unicef attestano la possibilità di compiere ulteriori passi avanti». Così l’organizzazione lancia un appello ai donatori internazionali affinchè «si impegnino a investire maggiori fondi». America latina e Caraibi sono già vicini al raggiungimento dell’Obiettivo del millennio. In queste aree muoiono 27 bambini ogni 1.000 nati vivi, contro i 55 del 1990. Ma sono anche altri i paesi che hanno ottenuto buoni risultati: Marocco, Vietnam e Repubblica Dominicana che hanno ridotto il tasso di mortalità di oltre un terzo.