Onorevoli al lavoro. Su piadine e tarantella

Nei primi 100 giorni in Parlamento proposte per rilanciare i balli del Salento, le sfoglie emiliane e regolamentare i «consulenti filosofici»

da Milano

Le riforme indispensabili per rilanciare l’Italia? Calma, nei primi cento giorni della legislatura c’era da pensare innanzitutto al rilancio della pizzica e dei balli tradizionali salentini, o all’introduzione della patente europea dei pizzaioli, o all’albo dei centralinisti con problemi di vista, o alla promozione della sfoglia emiliano-romagnola (la piadina) e «disciplina della relativa professione». Bankitalia lancia l’allarme recessione? Naturale, finché nel Paese non passano norme fondamentali come l’istituzione del 19 marzo, san Giuseppe, nuova festa nazionale, o non ci si decide, con un bel dialogo bipartisan, a venire a capo di un nodo improcrastinabile per il Paese: il riconoscimento della lingua italiana dei segni.
Guai a dire che i parlamentari lavorino poco, anzi, a scorrere le pagine sulle proposte di legge di onorevoli e senatori (come ha fatto in un divertente dossier Silvio Boccalatte, ricercatore dell’Istituto Bruno Leoni) verrebbe da dire che spesso lavorano pure troppo. Di fantasia. Il ministro della Semplificazione Roberto Calderoli è avvisato. Mentre lui sforbicia qua e là leggi ed enti inutili, altri colleghi si danno da fare per crearne di nuovi, spinti da chissà quali urgenze.
Così se gli italiani fanno i conti con la benzina alle stelle e i salari ridicoli, il Parlamento si occupa invece dell’importantissimo problema di regolamentare la figura del «consulente filosofico» (ddl firmato dalla dipietrista Silvana Mura), dell’introduzione di nuove norme sui maestri di fitness (idea del leghista Piergiorgio Stiffoni), oppure della creazione di un Consiglio superiore della lingua italiana, una specie di Csm dei puristi del bello stile (a quando la separazione delle carriere tra gli esperti di grammatica e quelli di sintassi?).
Immaginiamo la pressione delle lobby, delle innumerevoli categorie, associazioni professionali varie che si aspettano dall’onorevole un aiutino per quella questione lì. Solo così si spiegano le dozzine di nuovi albi professionali in cantiere nei ddl dei nostri parlamentari. A dar retta a loro, c’è assoluto bisogno di un Albo degli interpreti, di un Albo dei cuochi professionisti, dell’Ordine dei pedagogisti, di quello degli informatori del farmaco, dell’Albo dei tecnici laureati in ingegneria, dell’Ordine degli statistici, dell’Albo dei centralinisti telefonici e degli operatori della comunicazione minorati della vista, o di quello degli agenti di polizia privata presso il ministero dell’Interno. Come altro spiegare la preoccupazione del senatore Filippo Berselli (Pdl) per la regolamentazione della «professione intellettuale dell’ufficiale giudiziario»? Ma quanti sforzi anche per le categorie disagiate. Ecco il senatore del Pdl Michele Saccomanno che si impegna per la promozione della «piena partecipazione delle persone sorde alla vita collettiva», altri pensano a introdurre Disposizioni per la promozione dell'attività fisica e sportiva negli istituti penitenziari, o per l'ammissione dei soggetti fabici nella Polizia.
Per non parlare del tragicomico capitolo delle nuove Province, dove i parlamentari seguono il principio del Not in my backyard, cioè: aboliamo le province inutili, ma solo quelle degli altri. Per quanto riguarda invece il loro bacino elettorale i parlamentari lavorano alacremente per moltiplicarle. Ecco dunque il ddl per creare l’indispensabile Provincia della Valcamonica, nel Bresciano (ddl del bresciano Caparini, Lega nord), o il disegno di legge per istituire la Provincia di Lanciano-Vasto-Ortona, zona Chieti (ddl del chietino Angeli, deputato Pdl), o quello per una riforma eccezionale della Provincia di Catanzaro: si chiamerà Provincia di Catanzaro-Lamezia Terme (ddl della catanzarese Ida D’Ippolito, deputata Pdl). E sono lì in attesa le proposte di legge costituzionali per la trasformazione in Province autonome delle Provincie di Belluno, Bergamo, e Verbano-Cusio-Ossola, promosse per contiguità geografica da parlamentari eletti nelle medesime Province. Un commuovente attaccamento alla terra d’origine, esemplare nell’onorevole Domenico Zinzi, casertano dell’Udc, che propone l’istituzione di una corte d’appello a Caserta e sempre nella sua città l’istituzione dell'università degli studi di Caserta «mediante la trasformazione della seconda università degli studi di Napoli».
Con l’estate alle porte c’è da ringraziare i deputati del Pd che hanno sollevato il problema della disciplina dei centri benessere, ma anche quelli che vogliono la patente nautica a punti o i promotori della Giornata nazionale della solidarietà. E i professori in vacanza pregano perché si trasformi in legge la proposta per il riconoscimento della qualifica di «lavoro usurante» per l’attività svolta dai docenti delle istituzioni scolastiche pubbliche di ogni ordine e grado.