Opera da Boston il paziente a Milano con l’assistenza del chirurgo-robot

Intervento spettacolare al San Raffaele. Ecco tutto quello che i medici (e le macchine) riescono a fare a distanza

Monica Marcenaro

da Milano

Migliaia di chilometri di distanza tra chirurgo e paziente non hanno impedito la perfetta riuscita di un intervento complesso come quello di ablazione al cuore per la cura della fibrillazione atriale, la più comune forma di aritmia cardiaca. Da una parte dell’Oceano Atlantico, precisamente a Boston, il chirurgo, dall’altra, a Milano all’ospedale San Raffaele, il paziente: a condurre l’operazione un robot “intelligente” in grado di eseguire in maniera completamente autonoma un’operazione davvero delicata.
Ideatore della nuova apparecchiatura robotizzata ed esecutore dell’intervento, è il responsabile del servizio di Aritmologia ed Elettrofisiologia Cardiaca dell’ospedale milanese, Carlo Pappone, che in passato ha già utilizzato il robot-chirurgo su quaranta pazienti ottenendo risultati «più che soddisfacenti».
L’intervento, durato poco meno di un’ora, è avvenuto per la prima volta mercoledì sera in occasione del Congresso mondiale di aritmologia in corso a Boston, dinanzi ad una folta platea di specialisti provenienti da tutto il mondo. Pappone ha operato un paziente di 34 anni affetto da fibrillazione atriale e ricoverato a Milano. Lo ha fatto utilizzando semplicemente la tastiera di un personal computer, e a Milano, in sala operatoria, ad agire è stato appunto il robot intelligente.
Ma come funziona, in pratica, il robot-chirurgo per la cura della fibrillazione? «Il robot intelligente è in grado di eseguire l’intervento in maniera completamente automatizzata, facendo tutto da solo - spiega lo specialista -. In altri termini, ha “imparato” ad eseguire l’intervento basandosi sull’esperienza operatoria su circa 10mila pazienti, esperienza “concentrata” in un software che rende il robot capace di riconoscere la tipologia di paziente e le modalità di intervento».
«Un grande passo avanti e un successo della ricerca italiana - ha commentato l’esperto - che permetterà di eseguire interventi complessi, per i quali era richiesta fino ad oggi una grande esperienza, in modo più sicuro e semplice».
Medicina e tecnologia formano ormai un binomio inscindibile e sono molti gli esempi. Uno degli esami più efficaci per scongiurare l’insorgere e il crescere dei tumori è la biopsia ad ago: il medico preleva delle cellule dall’organo interessato con un ago inserito in profondità. Il pericolo è di pungere gli organi vicini o dover aggiustare la traiettoria. Per ovviare a questi inconvenienti, l’équipe di Dan Stoianovici, direttore del laboratori URobotics della Johns - Hopkins University di Baltimora, ha messo a punto un prototipo di robot che è più preciso e infallibile di un uomo, se non altro perché non gli trema la mano. Collegato a un dispositivo per la risonanza magnetica, ha un margine d’errore di non più di un decimo di millimetro. A guidare il posizionamento del braccio e il percorso dell’ago nel corpo è un potente computer che riceve gli input dai dati e dalle immagini della risonanza in tempo reale. Altro esempio. Con l’aiuto del computer e della realtà virtuale, un team medico della Virtual Surg di Strasburgo ha progettato un sistema per ovviare agli errori in chirurgia: sullo schermo del computer si crea un clone tridimensionale del corpo del paziente. Con lo scanner bastano 15 minuti, il tempo utile per individuare gli organi vitali, studiarne i volumi e copiarli. Poi si simula l’intervento, con la possibilità naturalmente di correggere le mosse sbagliate. La versione definitiva è registrata e inviata a un robot-chirurgo che agisce sul vero malato.
Non ha nessuna importanza che ci siano migliaia di chilometri di distanza tra paziente e camice bianco. Nel 2001, per esempio, un’équipe di New York ha operato di colicisti una donna di Strasburgo utilizzando le braccia di un robot che reggeva gli strumenti chirurgici e un minuscolo laparoscopio con microtelecamera per esplorare l’interno del corpo della paziente. Il robot era teleguidato con un sistema di fibre ottiche di collegamento tra console e braccio e agiva per via endoscopica. Non saranno seducenti e rassicuranti come i medici, ma i robot dovrebbero ridurre progressivamente le percentuali di errore umano.