Operati ogni anno 60mila pazienti

La liposuzione è un intervento di chirurgia plastica abbastanza diffuso e vi si ricorre per eliminare depositi di grasso che si sono localizzati in particolari zone. Ogni anno si sottopongono a questo tipo di operazione circa 60mila persone. L’intervento viene solitamente svolto in anestesia totale o parziale a seconda della complessità. L’operazione consiste nel praticare una serie di piccole incisioni nelle aree in cui si è localizzato il grasso che si vuole eliminare.
Attraverso le incisioni vengono poi introdotte delle cannule meccaniche collegate ad un potente aspiratore, attraverso le quali il grasso viene eliminato. L’intervento lascia delle ecchimosi temporanee e per riprendersi occorre un periodo variabile da qualche giorno a un mese. Secondo i dati della società italiana di Chirurgia Plastica, ricostruttiva ed estetica (Sicpre), ogni anno ci sono circa 60mila interventi di liposuzione e liposcultura. In Italia si sottopongono annualmente a interventi di addominoplastica (cioè della liposuzione della parte bassa e centrale dell’addome) circa 20mila persone, il 68% donne e il 32% uomini. Sono invece il doppio e quasi tutte donne (92%) quelle che fanno ricorso a liposuzione o liposcultura per rimodellare fianchi, addome, cosce e natiche.
Tuttavia, questa pratica operatoria comporta anche rischi per il paziente che decide di sottoporvisi. In totale, è stata calcolata un’incidenza di 245 complicanze maggiori non fatali su 94.159 interventi, mentre il tasso di mortalità per la liposuzione effettuata singolarmente (quindi non in associazione ad altre procedure) è risultato di 1 su 47.415, pari allo 0,002 per cento. La liposuzione, quando è associata ad altri interventi, ha mostrato una maggior pericolosità con una frequenza di casi di mortalità valutata in uo su 7.314, pari allo 0,01 per cento. In quelle situazioni in cui invece la liposuzione viene svolta insieme ad interventi che non siano l’addominoplastica, il rischio di incidenti è quantificato in uno su 3.281, pari allo 0,03.
Sembra insomma di poter dire che questo tipo di pratica chirurgica non comporti gravi rischi e solo la sua attuazione insieme a operazioni di addominoplastica riveli una casistica di maggior pericolosità. Va detto infine che questa statistica finisce per offrire soltanto dei valori di riferimento, in quanto sia per il chirurgo sia per il paziente è difficilissimo quantificare i pericoli di tali interventi chirurgici.