Ora gli italiani coltivano l’orticello in casa

Ortaggi fai-da-te per 4 consumatori su 10: «Risparmio e cibi genuini»

Nino Materi

Per coltivare un qualsiasi hobby ci vuole passione. Ma per coltivare un orto ci vuole competenza, oltre che l’indispensabile zappa. Che poi al centro delle nostre attenzioni ci sia un grande appezzamento o un piccolo «podere» a misura di balcone, cambia poco.
Gli italiani - specialisti nella cura del «proprio orticello» (inteso come «affari privati») - pare siano diventati bravi a prendersi cura dell’«orticello» anche in senso non figurato. Insomma, sono sempre di più i connazionali che verdure e ortaggi se li crescono direttamente sul terrazzo di casa. Chi poi ha la fortuna di disporre di un giardino, può pensare addirittura a un «raccolto» in grande stile.
Fatto sta che 4 italiani su 10, si dichiarano alla disperata ricerca dei «sapori di una volta» e di «qualche risparmio» su una particolare voce di spesa: la spesa, appunto. La ricerca condotta dalla Coldiretti per l'Adnkronos dimostra come l’hobby di piantare zucchine, pomodori, melanzane ma anche basilico, salvia, prezzemolo e lattughe abbiano trovato - è proprio il caso di dirlo - un terreno paricolarmente fertile.
Una forma di agricoltura domiciliare che accomuna le famiglie del Nord a quelle del Sud nel primo grande esempio di federalismo col pollice verde. Mai come in questa attività seminare bene è fondamentale; in caso contrario il rischio non è quello di razzolare male, ma di vedere svanire il sogno di minestroni e insalate fai-da-te.
Le stime dell'organizzazione agricola calcolano che il 36,5 per cento degli italiani con età superiore ai 14 anni in casa si dedica al giardinaggio o alla cura dell'orto, con una percentuale che aumenta con gli anni e che raggiunge quasi la metà (47,5%) degli over 65. Si tratta peraltro di un hobby che coinvolge le donne (35,9%) così come i maschi (36,5%) e che non dispiace ai giovani, considerato che è praticato da uno su quattro di quelli con età compresa tra i 25 e i 34 anni.
Lo sfizio dell'«orto domiciliare» oltre a rappresentare una possibilità in più di mangiar sano, può anche trasformarsi in un risparmio di tempo e denaro rispetto al «giro» dal verduraio. Nel borsino dei vivai è tutto un fiorire di cartellini. Le lattughe hanno i prezzi più bassi, da 5 a 10 centesimi l'una, le altre costano in media 18 centesimi l'una, 1 euro 6 piante, prezzo che sale a 1,50-1,80 euro se vengono acquistate da un rivenditore.
I costi possono salire ulteriormente se si comprano piante di più grandi dimensioni, fino a due euro, un'abitudine invalsa tra i neo coltivatori «autogestiti», per lo più professionisti del ceto medio che scelgono le piante e le curano in prima persona.
Per tutti valgono i consigli della Coldiretti: «Innanzitutto accertatevi che il balcone sia soleggiato. Poi conviene acquistare piantine da travasare, soprattutto se si è alle prime esperienze, perché i semi hanno tempi molto più lunghi ed è quindi più difficile che attecchiscano. Sul terrazzo non possono mancare le piante aromatiche, che tra l'atro hanno anche gradevoli infiorescenze e sono molto usate per la preparazioni di sughi, arrosti, piatti di pesce o contorni».
Tutto inutile, però, se uno non sa cucinare.