Ora solare: lancette indietroDormiremo un'ora  di  più

Si dorme un'ora in più (almeno la prima notte) ma le giornate si accorceranno. Disturbi per qualche giorno per un italiano su sei. Gli esperti consigliano riso e latte. Più sani e meno inquinamento con l'ora legale, secondo studi inglesi

Milano - Torna questa notte l'ora solare. Alle 3 le lancette vanno indietro di un'ora, permettendo di dormire un po' di più. I minuti in più tra le coperte, però, non permetteranno di recuperare subito il "jet lag". Così gli esperti del Centro di medicina del sonno del San Raffaele di Milano, interpellati dalla Coldiretti Lombardia, consigliano di consumare prodotti ad alto contenuto glucidico, come il riso e la pasta, oppure il latte, che contiene triptofano, o anche un piatto di brodo, per regolare il ritmo del dormiveglia. Tra i cibi da evitare, almeno la sera, ci sono quelli troppo piccanti o troppo conditi e, in ogni caso, a cena meglio restare leggeri. Un buon bicchiere di vino non è controindicato, a patto di non eccedere.

Disturbi per adulti e bambini Come ogni anno, però, tornano insieme all'ora legale, le polemiche. Oltre all'alterazione del ritmo cicardiano (che regola i meccanismi di sonno e veglia), infatti, in molti si lamenteranno per la mancanza di luce. Il sole calerà sempre prima e un italiano adulto su sei accuserà qualche disturbo. Per Massimo Biondi, direttore del Dipartimento di scienze psichiatriche e medicina psicologica dell’università La Sapienza di Roma, gli effetti del cambio di orario sono "un aumento del senso di fatica, irritabilità, aumento di umore nero, mal di testa, difficoltà ad addormentarsi".

Più sani con l'ora legale Molti sono quindi propensi ad "abolire" l’ora solare, per restare tutto l’anno in regime di ora legale. E a dare sostegno a questa teoria, arriva ora uno studio pubblicato sul British Medical Journal secondo il quale se non si passare all'ora solare, la gente sarebbe più sana e attiva. Mayer Hillman, professore emerito del Policy Studies Institute e autore della ricerca, sostiene che la salute ed il benessere della nazione trarrebbero un "vasto" beneficio dalle serate più lunghe che spingerebbero la gente ad intraprendere più attività all’aperto.

Meno emissioni e risparmio energetico Secondo un altro studio condotto dall’univesità di Cambridge inoltre, non cambiare l’ora durante l’inverno farebbe risparmiare ai britannici mezzo milione di tonnellate di emissioni di anidride carbonica l’anno. Elizabeth Garnsey, la ricercatrice che ha condotto lo studio, ha inoltre citato un esperimento condotto negli anni Sessanta che aveva dimostrato che la luce nelle ore serali riduce il numero di incidenti mortali sulle strade. Senza dimenticare che, secondo Terna, in sette mesi di ora legale, sono stati risparmiati circa 85 milioni si euro di energia elettrica.