Ora vi spiego perché è un bellissimo film

Qualche anno fa lessi la recensione di uno dei primi libri di Harry Potter scritta da quel genio dell'umorismo (ma anche spietato castiga-costumi) che è Beppe Severgnini… ed improvvisamente capii lo straordinario successo di quel libro, e di tutti i film che ne furono tratti. L'autrice infatti, rivolgendosi ai bambini, era riuscita a conquistare, in uguale misura, i ragazzini che si nascondono in ognuno di noi, e Severgnini lo capì leggendo la storia, alla sera al suo bambino, ed immedesimandosi, egli stesso, a capofitto, nella storia del «maghetto».
Non è diversa la chiave del successo del Codice Da Vinci… infatti, Dan Brown, da «sempliciotto» americano quale è (dico subito che per me è un pregio e non un difetto), ha saputo rendere «semplice», e comprensibile ai più, ragazzi e non, vicende storiche intricate e complicatissime, ignorate dalla maggior parte della gente. Immagino se un cronista avesse chiesto, in epoca pre-Codice ad alcuni passanti, ragazzi, ma anche adulti, chi fossero i Templari, quali potrebbero essere state le risposte… (se non ci credete ascoltate quelle dei concorrenti ai vari quiz televisivi, eppure lì vanno solo i più preparati!).
Non diverse sarebbero state le risposte alla domanda : sai dirmi che cosa è il Santo Graal?
Adesso, come per «magia» tutti sanno e discutono… trovo questo fatto stupendo: in un'epoca in cui la maggior parte dei ragazzi (e molti adulti) pensano solo al pallone ed ai tatuaggi, e le ragazze alle diete e a fare le «veline», Dan Brown ha saputo fare un vero e proprio «miracolo». Sono infatti vertiginosamente aumentate le vendite di tutti libri che affrontano argomenti collegati al Codice: i Templari, il Santo Graal, ma anche l'Opus Dei, e la Storia della Chiesa in genere. Ma molti hanno comperato la Bibbia, e letto, o riletto, i Vangeli. Questo è lo straordinario risultato raggiunto: spingere le persone a conoscere, per meglio comprendere. Critica la religione, sminuisce la Fede? Da un punto di vista psicologico, certamente no, come ho già avuto modo di scrivere, riguardo al libro, ma il film (che mi è piaciuto molto), da questo punto di vista, è ancora più esplicito: un conto è la Religione, un conto l'uso che la Chiesa, (o meglio, una certa parte di essa), può fare della Religione. Nel film, infatti, il poliziotto francese, fedele seguace dell'Opus Dei, quando si rende conto di essere divenuto lo «strumento», non certo di Dio, ma solo di un prelato «deviato» (esistono «deviati» in tutte le Organizzazioni, religiose e non), si ribella, e ritorna ad essere, finalmente, «solo» lo strumento della Legge.
Se la corruzione fa parte (putroppo) di tutte le sfere umane, non si capisce perché ci si scandalizzi se talvolta si evidenziano «pecche» anche nella parte umana della Chiesa (che sicuramente ci sono state e continueranno ad esserci, senza togliere nulla alla Fede).
Ma ritorniamo al film, ho già detto che mi è piaciuto molto, più del libro, ed ora aggiungo che non l'ho trovato affatto «noioso»... come ho sentito dire da molti. Vi dirò di più: sapete perché lo hanno apprezzato quasi tutte le donne, e le ragazze, mentre ha lasciato «freddini» parecchi mariti? Semplice: perché il film è un «romanzo», oserei dire d'amore (anche se non esplicito, fra i due protagonisti), che a noi donne piace tanto, mentre il libro è un «romanzo storico», e quindi più di interesse per la componente maschile del pubblico. È risultato noioso? Non per me, e per tanti che, non avendo letto il libro, hanno sicuramente apprezzato tempi, forse un po' lenti, ma necessari, per potersi immedesimare in argomenti e «passaggi», altrimenti non facilmente comprensibili. Il film, è sì una storia romanzata, ma complessa, e racchiude due millenni di storia… Due millenni condensati in due ore, ma che hanno aperto la curiosità nella mente e nel cuore di milioni di persone. E chi può avere paura della curiosità, e del desiderio di «scoperta» che è giustamente presente nell'uomo? (a meno che non sia depresso, ma allora va curato).
Non mi sono affatto sentita offesa, come cristiana, né dal libro, né tanto meno dal film, e continuo a non capire, gli attacchi, quelli sì violenti, da parte del Clero. Persino il settimanale Newsweek ha dato grande risalto alle parole del Cardinale Angelo Amato (sarà parente ?): «se tali menzogne fossero state indirizzate nei riguardi del Corano, o dell'Olocausto, esse avrebbero provocato, giustamente, una rivolta mondiale». Quelle parole non capisco, e se cerco di comprenderle, non le apprezzo, perché non mi sento diversa da un credente di altre Religioni, e penso, che purtroppo, il fanatismo alberghi ovunque. Risale solo a qualche settimana fa l'uccisione «a botte» di un ragazzino quindicenne cattolico, nella «civilissima» e molto europea Irlanda...
Che dire ?
Cari genitori, lasciate andare i vostri figli a vedere il «Codice» e andate voi stessi a guardarlo, ma soprattutto favorite sempre la loro curiosità nei confronti della Storia… a meno che… non crediate che qualche anno fa in Vaticano gli omicidi-suicidi di un certo numero di guardie Svizzere, non siano mai avvenuti, ed i poveretti (mogli comprese) siano in realtà morti perché caduti (sicuramente per errore) in una piscina (forse colma di acqua Santa)... e che Emanuela Orlandi sia scappata di casa per andare a cercare fortuna a Hollywood…
*docente di Psicologia Medica