Oristano, muore schiacciata dal crocifisso

Evitata la strage: il sagrato in quel momento era gremito di persone per la festa di San Lorenzo

Daniele Casale

da Oristano

La croce sotto la quale era venuta a pregare l’ha uccisa. Paola Urru, 42 anni da compiere oggi e originaria di Allai (Oristano) ma residente a Voghera, è morta schiacciata da un pesante crocifisso in ferro staccatosi da un cornicione all’ingresso della chiesa parrocchiale di Mogorella, piccolo centro in provincia di Oristano. Una tragedia assurda consumata ieri mattina intorno alle 11.30, nel pieno dei festeggiamenti religiosi per San Lorenzo, patrono del paese. Poteva essere una strage: il crollo, avvenuto da un’altezza di circa sei metri, ha sfiorato il marito e i due figli della vittima, due bambini di 9 e due anni, quest’ultimo su un passeggino. Dal distaccamento del cornicione è comunque rimasta ferita un’altra persona, Massimo Sanna, operaio trentottenne che ha riportato ferite non gravi alla caviglia.
È successo tutto in pochi istanti. La chiesa era colma di gente, accorsa da tutto il paese e da quelli vicini per assistere alla tradizionale festa. La famiglia di Paola Urru, che vive a Voghera dove il marito lavora come guardia carceraria nel carcere cittadino, era arrivata a Mogorella da pochi giorni e non era voluta mancare a un appuntamento atteso da un anno. Visto che all’interno non c’era posto, i quattro sono rimasti fuori, nei dintorni del sagrato, assieme ad altre decine di fedeli. A un certo punto, per cause ancora da chiarire, un rumore sordo ha trasformato una giornata di festa in una mattinata di morte. Il crocifisso di ferro grande circa un metro, collocato sulla facciata, si è staccato dal blocco di pietra ed è crollato per sei metri in verticale, colpendo in testa la povera donna. Paola Urru è caduta a terra, esanime. Le urla di terrore della gente hanno interrotto l’omelia, mentre il marito ha chiamato i soccorsi. Un’ambulanza è partita dalla vicina Mogoro, mentre un elicottero del 118 è stato bloccato mentre stava decollando. Ormai era tutto inutile: i medici arrivati sul posto hanno dovuto constatare che la donna era morta sul colpo. Il corpo della vittima è rimasto a lungo a terra, in attesa che il magistrato, in arrivo da Oristano, desse l’autorizzazione alla sua rimozione. Che è avvenuta solo intorno alle 15.
Un’inchiesta aperta dalla Procura della Repubblica oristanese dovrà chiarire l’esatta dinamica della sciagura e accertare eventuali responsabilità. Per prima cosa, dovrà capire come un crocifisso possa essersi staccato in quel modo dalla facciata: ieri in paese era una giornata di sole, in cui soffiava un leggero scirocco. Secondo alcuni testimoni, sarebbe stato proprio il vento ad aver favorito il distaccamento del crocifisso, sul quale erano sistemate bandierine per la festa. Un’affermazione tutta da dimostrare, anche perché in zona il vento dominante è il maestrale, che soffia in modo ben più impetuoso e non ha mai fatto danni simili. Altra circostanza che gli inquirenti dovranno prendere in considerazione: i lavori nella vicina piazza, che tempo fa avrebbero interessato anche la chiesa. Occorrerà stabilire se, una volta smontati i ponteggi per il restauro della facciata, siano stati eseguiti lavori a regola d’arte. A cedere potrebbe essere stata la malta.