Orsi-Romani, botta e risposta sui fondi per Finmeccanica

Botta e riposta tra Finmeccanica e governo. L’ad del gruppo, Giuseppe Orsi, chiede che l’esecutivo continui a sostenere la ricerca aerospaziale: Orsi ha detto di «essere preoccupato per la capacità del governo di sostenere la ricerca». E il ministro Paolo Romani, non senza uno spunto polemico, ha risposto che «Finmeccanica ha poco da lamentarsi, perché il governo ha mantenuto le promesse anche in un momento in cui ci potevano essere dei tagli». Il vivace scambio di battute tra il top manager e il ministro è avvenuto a New Delhi, nel contesto della missione di Confindustria in un paese che rappresenta uno dei mercati più promettenti per l'industria aerospaziale e della difesa nazionale. E che sta considerando di acquistare il caccia Typhoon, un velivolo europeo nel quale Finmeccanica ha una quota 36%. Una gara che vale miliardi di euro e che vede il Typhoon finalista contro il francese Dassault Rafale, a seguito della eliminazione dei concorrenti russi e statunitensi.
Orsi, nel corso del suo intervento, ha auspicato che il governo non faccia mancare all'industria le risorse per investire in ricerca e sviluppo, non nascondendo, per l’appunto, la sua preoccupazione. In particolare uno degli strumenti utilizzati a questo fine è la Legge 808. Il ministro Romani ha sostenuto che i fondi governativi non sono mai mancati: anche nel 2011 la Legge 808 ha garantito 400 milioni di euro.
Il ministro ha affermato che si sta cercando di approvare uno stanziamento anche per il 2012. Romani ha ribadito il sostegno del governo all'export, ricordando che se si trovava in India, in precedenza aveva visitato Abu Dhabi e Arabia Saudita, due dei paesi che più spendono in una regione, quella del Golfo, dove gli investimenti per sicurezza e difesa restano molto elevati. In effetti Finmeccanica dedica ogni anno quasi il 10% dei ricavi, 2 miliardi di euro, in ricerca e sviluppo, e per rimanere competitiva deve continuare a rinnovare il proprio patrimonio tecnologico. I fondi governativi sono essenziali in questo senso, in particolare quelli effettivamente finalizzati a programmi di ricerca e sviluppo, meglio ancora se concentrati in progetti prioritari. Del resto Finmeccanica deve confrontarsi con una realtà di riduzione degli investimenti, con il ministero della difesa che si appresta a tagliare gli stanziamenti per l'ammodernamento dai 3,9 miliardi previsti per il 2012 a 2,5 miliardi, cancellando programmi, ritardando consegne e dilazionando i pagamenti. Quindi ricerca e export sono ancora più cruciali.
Ma Finmeccanica deve anche diventare più efficiente, rifocalizzarsi e impegnarsi a fondo per sostenere solo quei settori dove eccelle. In questo contesto Orsi ha detto che per Ansaldo Breda si sta cercando un partner industriale (da scegliere tra la statunitense GE, la canadese Bombardier, la francese Alstom e la spagnola CAF), ma non si è mai pensato ad una cessione totale. Un modo comunque per ridurre il coinvolgimento industriale ai soli settori strategici, dove l'azienda ha o può raggiungere posizioni di rilievo internazionale.