Oscar Giannino: "La crisi è colpa dello Stato"

Per il giornalista siamo di fronte a una crisi epocale che aggredisce la piccola impresa, investe la sicurezza di sé e l'erosione di patrimonio accumulato da generazioni formiche mentre lo Stato faceva la cicala

Come si è arrivati alla crisi economica attuale?
"Siamo di fronte a una crisi epocale. C'è una prima parte della crisi che dura due anni e comincia nel 2006 per eccesso di consumi privati finanziati a debito nel mondo delle banche anglosassoni e c'è una seconda parte della crisi degli ultimi due anni e mezzo dovuta all'eccesso di consumi pubblici finanziati a debito dall'Europa".

C'è la sensazione diffusa di essere arrivati quasi al capolinea. E' d'accordo?
"Nei paesi eurodeboli più esposti alla crisi, in particolare Italia Grecia e Spagna, siamo arrivati al capolinea. Perché siamo in presenza di rotture di continuità che nel caso greco e spagnolo erano rotture di continuità storiche più brevi perché loro erano arrivati al benessere molto dopo di noi. Noi ci siamo arrivati con la fatica di una generazione che ha rimesso in piedi l'Italia nel secondo dopoguerra e poi negli ultimi 30 anni abbiamo assaporato il benessere vero".

Insomma, nel Belpaese la crisi è ancora più radicale...
"Da noi la rottura di continuità storica è più profonda e aggredisce le ragioni di continuità soprattutto di quella piccola e piccolissima impresa che è un po' ciò che contraddistingue l'Italia come tessuto produttivo ma anche come struttura sociale. Ecco il motivo per cui la crisi in Italia è più profonda di quello che dicono i pur amari risultati economici perché investe la sicurezza di sé, investe per la curva demografica il futuro dei propri figli, investe l'erosione di patrimonio accumulato da generazioni formiche mentre lo Stato faceva la cicala, investe la scommessa di 2-3 milioni di italiani che hanno scommesso tutto su se stessi avendolo appreso dai propri genitori. E quindi hanno fatto piccola impresa e adesso tra banche e tutto il resto non vanno avanti. Quindi diventa una crisi profondamente valoriale".

Si parla molto anche di uscita dall'euro, considerata colpevola del disastro economico attuale. Che idea si è fatto a tal proposito?
"Non è colpa dell'euro. E il fenomeno della diminuzione del potere d'acquisto c'è ogni qual volta che si passa da una moneta all'altra. Cioè ci sono delle prese di profitto di che ne ha vantaggio potendo maneggiare il cambio. In quel caso la soglia di cambio per l'Italia effettivamente fu troppo alta. La soglia di cambio tra Lira e Euro fu imposta dai tedeschi perché sapevano che così eravamo costretti a durissimi anni di razionalizzazione del nostro tessuto produttivo nelle specializzazioni in cui eravamo direttamente concorrenti con loro. Ma la colpa non è dell'euro".

Come fa a sostenerlo?
"Perché l'Italia ha una crisi che viene da prima dell'Euro che dura da più di 20 anni. La bassa crescita italiana rispetto a tutti i paesi avanzati è una crisi tutta italiana e non c'entra neanche troppo con la globalizzazione. Perché da quando nel 2001 abbiamo fatto entrare la Cina nel Wto la verità è che i paesi avanzati hanno fatto crescita e noi no. Nel nostro caso il problema è lo Stato".

In che senso?
"Noi siamo il paese record per ciò che lo Stato ha preso di più rispetto a quello che ha dato negli ultimi 20 anni. In 20 anni ogni italiano ha fatto più prodotto pro capite per 9 punti, eppure se andiamo a vedere il reddito pro capite gli italiani rispetto a 20 anni fa sono al -4%. Allora di quei 13 punti di differenza che mancano agli italiani rispetto al prodotto la verità è che più di 11 se l'è preso lo Stato per finanziare una spesa corrente che non ha eguali con una pressione fiscale che non ha eguali e con un debito pubblico che non ha eguali".

La sua è una tesi quasi controcorrente...
"So che è impopolare perché nella crisi la gente tende a credere che la risposta sia lo Stato, da noi lo Stato è il problema".

Sul web corre voce di una sua candidatura alle primarie. La conferma?
"Ma di chi? No. Io tenterò di dar voce a questa parte dell'Italia che sento molto preoccupata e sfiduciata, Mi riferisco all'impresa del lavoro. Siamo l'unico paese tra quelli eurodeboli che devono correggere la finanza pubblica che ha un aggravio dell'80% di tasse su coloro che già ne pagavano a livelli record. Quella parte di Italia lì mi preoccupa perché c'è il rischio che resti senza voce".

La sua ricetta contro la crisi?
"La risposta è che al debito pubblico si risponda con gli attigui patrimoniali dello Stato, cedendo quelli e ce ne sono per molte decine di Pil e poi la spesa corrente ha 7-8 punti cioè sino a 100 milardi che in tre anni si possono eliminare senza conseguenze recessive perché bisogna diminuire del corrispettivo le tasse".

Che idea si è fatta del fenomeno dei suicidi, a cui i giornali hanno dato molto spazio?
"Il caso dei suicidi è presente perché è lo Stato che chiede di più. Quello che servirebbe è un apparato tributario capace di distinguere. Un conto sono gli evasori da accertare e perseguire. Altro conto sono milioni di italiani che dichiarano esplicitamente di non farcela a fronteggiare l'accresciuta pretesa dello Stato. Purtroppo il nostro apparato tributario ha norme che non gli consentono di distinguere e che lo rendono autolesionista perché porta alla chiusura di imprese e alla disoccupazione: cioè a perdere gettito. Lo Stato ha praticamente sempre ragione ed è un principio di barbarie perché vuol dire che siamo diventati sudditi e non cittadini".

In questo ciclo di interviste, noi chiediamo un personale percorso di letture per uscire dalla crisi o quanto meno per scorgere un barlume di speranza per uscire dal tunnel. Lei cosa consiglia?
"Suggerisco di rileggere Einaudi, è un classico dimenticato dalle università e nel dibattito pubblico. Le edizioni scritte nel 44' e 45' sono una biblioteca di buon senso per la politica economica italiana. Poi l'istant book "Sudditi", in cui da Nicola Rossi a Natale D'Amico documentano come si tratti di spezzare questa catena che ci ha fatto introiettare questo atteggiamento di soggezione nei confronti dello Stato. Infine consiglerei una lettura valoriale perché io sono fiducioso che l'Italia ce la faccia. C'è una grande parabola di come attraverso la povertà e la miseria umana si possa ascendere. E' I Miserabili Victor Hugo".

Commenti
Ritratto di mariosirio

mariosirio

Mar, 26/06/2012 - 17:37

la tesi di giannino non è convincente perché non è supportata da dati congruenti. in relazione alla crisi il problema non è la spesa dello stato, piuttosto le scelte in materia di sovranità di stampa (produzione) della moneta che è ceduta a privati, di cui non sappiamo nulla, che possono alzare o abbassare il costo del denaro alterando il potere di acquisto, ci sono le agenzie di rating che sofisticano il mercato dirottando i denari dove possono speculare meglio tutto pilotato da fmi. se invece imputiamo allo stato grosse spese dobbiamo anche valutare la grande distribuzione di ricchezza che compie, e piuttosto notare come i burocrati di stato acquisiscono poteri nel tempo data l'intoccabilità. resta il fatto che uno stato "leggero" è più vulnerabile in quanto, in quelle poche posizioni di potere ci sarebbero le solite persone. è pessima l'idea di vendere i beni dello stato che andrebbero sfruttati mettendoli a reddito. far passare per giusto cio che è nocivo è controinformazione

idleproc

Mar, 26/06/2012 - 17:43

Si certo... Buona l'iniziativa per confondere le acque. Adieu.

Ritratto di Imperatrice

Imperatrice

Mar, 26/06/2012 - 17:39

Bravo Giannino, la Sua analisi è assolutamente condivisibile. Purtroppo lo Stato ha rapinato tutte le energie lavorative e ogni risorsa, sperperandole. Lo Stato italiano è il problema, non la soluzione. Lo Stato italiano non va creduto, va combattuto dagli italiani che credono in loro stessi! Grazie. Angelo Imperatrice

pittariso

Mar, 26/06/2012 - 17:47

Bravo Giannino,é proprio così e lo sappiamo in tanti. Ma perchè continuiamo a permetterlo?

gian carlo galli

Mar, 26/06/2012 - 17:51

Giannino e' da sempre che ha ragione !! lo stato e' ladro e lazzarone perche' e' gestito da persone che di stato sapevano e sanno poco. questi personaggi hanno favorito se stessi sempre per poco senso dello stato, affossato famiglie e imprese, dando poco valore alla parte attiva e produttiva del paese. gli italiani innanzitutto vogliono e chiedono meno tasse, piu' liberta' d'impresa, piu' giustizia ed equita' !!

Ritratto di Goldglimmer

Goldglimmer

Mar, 26/06/2012 - 17:50

#1 mariosirio...è vero quello che scrivi, ma è lo stato che ha permesso tutto ciò, prtanto è colpa dello stato o di chi lo rappresenta......keep smiling ***9833;***9835;***9834;***9836;

a.zoin

Mar, 26/06/2012 - 17:53

Non bisogna aver studiato per capire ,chi,e' la causa di questa CRISI. Da che i mafiosi, agli inizi degli anni 90dello Scorso secolo,sono stati scarcerati per essere Messi Nelle isole Eolie,da li e'scoppiato il Bom. STATO-MAFIA. Ora,tutti i SOCIAL-DEMOCRATICI, che da allora ci hanno governato,dovrebbero cambiate nome, e, chiamarsi,POLITICANTI ,À DELINQUERE. Berlusconi ha provato à rompere le pive à questi signorii,ma, Corrotti come sono,si sono comperato il resto dei partiti,e hanno provato à lineaire il Berlusca. Che gli studiosi ,u di meno ,e ,cerchino di dare una mano,(FINANZIARMENTE) Per cercare di risolvere questa crisi, che,se va male per l'operaio,va peggio per il datore di lavoro e non dimentichiamoci Dell' ECONOMIA NAZIONALE.

eras

Mar, 26/06/2012 - 17:55

Sono state le speculazioni a rovinarci lo sanno tutti macché stato !

papi.presidente3

Mar, 26/06/2012 - 17:56

ah però... siamo nel 2012 e fate adesso lo speciale sulla cirsi?! sempre in prima linea eh!

stefanopiero

Mar, 26/06/2012 - 18:14

Condivido in toto quanto sostenuto da Giannino. Si presentasse come candidato premier lo voterei subito a occhi chiusi. Ma, sulla scorta di precedenti governi e premier, lui è sicuro che se fosse capo del governo o ministro dell'economia cammi nerebbe nel solco di quello che ha appena sostenuto senza la tentazione di ritoccare la benzina?

lucky75

Mar, 26/06/2012 - 18:21

A me giannino non piace per niente. Il tasso di cambio Lira/Marco/Euro corrisponde esattamente a quanto valevano le suddette monete prima dell'euro. Chi si ricorda che 1 marco era circa 1000 Lire (980, mi pare), cioé circa 1/2 euro? E chi sa che il cambio Marco/Euro è stato fissato, GUARDA CASO, proprio a 1 € = 1,95583 DEM? In pratica, il cambio è sempre stato a questi livelli. Però, gli imbecilli ci vogliono fare credere che la nostra crisi è stata colpa di questo tasso di cambio. Il vero problema dell'euro è stato il mancato controllo del governo sui prezzi, per cui le conversioni sono state, in maniera truffaldina, fatte con tasso di cambio 1€=1000 lire e non 1€=2000 lire. Questo ha fatto impoverire il paese...

AG485151

Mar, 26/06/2012 - 18:38

Giusto.Ma non c'è bisogno di economisti,filosofi,ecc. per saperlo. La questione è QUESTA : Anche uno Stato si arricchisce quando esporta più di quanto importa. Per esportare si deve produrre. Per produrre ci vogliono le imprese. Per avere le imprese bisogna essere attrattivi più dei migliori competitors. Quindi il sistema politico/amministrativo/burocratico italiano deve diventare più attrattivo dei migliori competitors. Come si fa : 1 - Si riducono le spese che generano il debito 2 - Si vendono tutte le proprietà che non c'entrano con il concetto di "pubblico" e si azzera il debito 3 - Con gli interessi che non si devono più pagare e con le rimanenze del punto 1 si fanno gli investimenti 4 - Si investe in : riduzione delle tasse , welfare , energia , ambiente , scuola e ricerca , beni culturali , turismo , agroalimentare , infrastrutture 5 - Si riformano : stato , giustizia , fisco , sanità , lavoro e welfare , burocrazia e si liberalizza NON HO SPAZIO PER I DETTAGLI.

Ritratto di antoni55

antoni55

Mar, 26/06/2012 - 18:36

Buona sera a voi.Caro Oscar la sua tesi sulla crisi è in buona parte condivisibile,ma vorrei esporre anche il mio pensiero sull'aspetto della innovazione chè non ci sarebbe stata, questo lo dice lei!!! Noi nel nostro settore della stovoglieria abbiamo buttato a ferro vecchio 30 aziende nuove tecnologicamente avanzate,in pratica abbiamo buttato dei macchinari nuovi di zecca nel cassone della immondizia ed abbiamo perso il lavoro per circa 1500 famiglie maggiormente femminile,è sà perchè???Perchè un bel giorno sono arrivati i cinesi chè hanno sbaragliato i mercati praticando dei prezzi impossibili facendolavorare i bambini di 12 anni,e nessuno dei nostri governanti è stato capace di imporsiin fatto di concorrenza sleale contraffazione di marchi,mi ricordo il mortadella che diceva chè la cina era una grande opportunità!!ma per chì,forse per loro chè sono passati dalla produzione al commercio licenziando tutti i nostri operai con la benedizione dei sindacati collusi e ladri!!!!!!!!!!!!!!! !

compustela1860

Mar, 26/06/2012 - 18:46

INDIPENDENTE:è la prima cosa sensata che sento...la crisi è colpa del governo. La Merkel dice che bisogna aver un debito moderato ma nessuno lo fa...Il Giappone fa il debito folle e se lo ricompera, gli USA fanno il debito pazzesco noto e occulto e se lo ricomperano o al limite chiedono di autorizzare un maggior debito. Però mi domando ma come si fa ad operare senza scaricare il debito ai lavoratori se i governi spendono più di quanto entra. In primis è evidente che 200 parlamentari apolitici in Italia sono più che sufficienti che le a. p. devono essere un 10% dell'attuale che le regioni e provincie devono essere rdotte e il SUD deve essere delimitato nella spesa pubblica. Questo signor Giannino basta vederlo dai costi di esercizio dello stato...così facendo si dminuisce il costo del lavoro e di converso le entrate....si perchè lo stato parassita e le formule di parassitismo dello stato con sprechi, privilegi e agevolazioni ci portano a fallire cosa che la Merkel non vuole ed è OK.

ugo Condoleo

Mar, 26/06/2012 - 18:59

"C'è qualcosa che sfugge, non solo alla politica, alla magistratura e a tutti gli altri poteri " ma anche agli italiani: NOI, SIAMO IL POPOLO SOVRANO. Voi, politici, magistrati, poteri in genere, VENITE dopo di Noi.

quipercaso

Mar, 26/06/2012 - 19:23

non, non ci siamo caro Giannino. vero che la crisi italiana inizia vent'anni fa, ma la causa principale è l'euro. non a caso vent'anni fa l'italia entrava nello SME (attuale euro) che già allora prevedeva il mantenimento del cambio fisso sulla lira. dunque: no leva per correggere gli squilibri sui differenziali d'inflazione (che ancora persistono) nella zona euro, che sono alla base della crisi. senza la leva del cambio flessibile perdi competitività, non produci, non esporti, licenzi e sei costretto a indebitarti all'estero importando prodotti esteri (tedeschi?, oh si!)...contribuendo a realizzare il surplus di altri paesi (germania?, oh si!)...da questi squilibri si sono generati tutti i mali dell'euro(pa)... ed io pago!

Roberto C

Mar, 26/06/2012 - 19:16

#1 mariosirio: Distributore di ricchezza? Dica piuttosto distributore di tasse, e di miseria... a meno che non si riferisca ai parlamentari. Certo che Giannino ha ragione, purtroppo è solo un giornalista, entrasse in politica è una di quelle persone che voterei ad occhi chiusi... Purtroppo c'è un solo modo per dar voce a quegli italiani che sono giustamente preoccupati e sfiduciati: ed è quella di farla arrivare in Parlamento. Lui forse i mezzi per farlo li avrebbe, peccato che non li sfrutti. Finchè esporrà queste giustissime idee in talk show o sulle pagine di un giornale resterà la tipica cosa cui i nostri sobri politici risponderanno "Beh, in democrazia tutti hanno il diritto di esprimere il proprio pensiero, ma le decisioni spettano al Parlamento" (e siccome il parlamento sono loro, la cuccagna a nostre spese continua...)

Ritratto di Gian Lore

Gian Lore

Mar, 26/06/2012 - 19:20

Uno speciale sulla crisi, con i parere di grandi esperto (dovrò verificare in seguito la loro esperienza) . Lasciatemi però dire che siete un pò in ritardo, non più di un anno fa dicevate che eravamo ormai fuori dalla crisi, spero in una vostra abiura. Naturalmente io seguirò con attenzione gli interventi che si susseguiranno.

gbalge

Mar, 26/06/2012 - 19:23

giannino mi piace e mi piace la sua ricetta di meno stato e questo è il primo punto, io da anni combatto per un fisco equo, se è vero che l'evasione sia il 17 % del pil perchè non combattere l'evasione rendendola non conveniente cioè con il sistema delle deduzione dall'imponibile di tutte le spese documentate unita all'aliquota unica, questo si tradurrebbe in un aumento dei consumi perchè questi sarebbero di fatto detassati, si innescherebbe un circolo virtuoso sostenuto dalla domanda interna con enormi ricadute benefiche per l'intero sistema italia dalle famiglie alle imprese e quindi anche allo stato, la ricetta mi sembra molto semplice e facilmente attuabile ma nessuno la prende in considerazione accetto qualsiasi contradditorio anche sul mio blog [url]http://tasse33.blogspot.it/[/url]

Ritratto di Gian Lore

Gian Lore

Mar, 26/06/2012 - 19:28

A giannino ti accorgi ora che la colpa è dello stato????? e quale stato? quello che distribuisce a pioggia i soldi dei contribuenti onesti? Lo stato che si affanna per avere sempre più apparati politici? sempre più sistemi per distribuire soldi ai parassiti? E' questo lo stato? hai scoperto l'acqua calda

quipercaso

Mar, 26/06/2012 - 19:36

debito pubblico, debito pubblico, debito pubblico... no! in prevalenza debito privato, accumulato da banche poi finanziate dallo stato (direttamente o indirettamente)...ed io pago!.. debito pubblico, debito pubblico, debito pubblico... qualcuno mi spiega com'è che abbiamo un avanzo primario (costante da anni, ormai)??.. vuol dire che il debito cala ma aumentano gli interessi per ripagarlo, sempre più insostenibili... allora? ah, ecco: lo spread!.. che sia, lo spread, il tasso d'interesse (!!) che paghiamo per restare in questa €(pa), bell'affare!... oppure la "svalutazione" del nostro paese per l'uscita anticipata (sperem!) da questo inferno...? bene, prima molliamo meglio staremo. con la nostra moneta fluttuante d'inflazione non si muore, anzi ha fatto grande l'italia!

Roberto C

Mar, 26/06/2012 - 19:30

#11 lucky75: A me sembra invece che lei dovrebbe leggere più attentamente quanto il sig. Giannino scrive, a prescindere che la persona possa piacerle o meno. Infatti lui dice che la crisi NON è colpa dell'euro. Ma dello Stato. Per una serie di motivi. Lei nel suo post dice che la colpa non è dell'euro ma del fatto che nessuno prese le adeguate misure per evitare la manovra speculativa per cui 1 € = 1.000 lire. E non è che per caso proprio lo Stato, nel momento in cui ci imponeva l'euro, avrebbe avuto il dovere - oltre a essere l'unico ad averne gli strumenti - per vigilare affinchè il cambio rimanesse, 1 € = 2.000 lire? Che poi i furbi ci sono stati da entrambi i lati perchè io me li ricordo i clienti nei negozi: un articolo costava 5,16 € e loro: "Eh su, sia buono, non mi può fare 5 euro?" Logico che i commercianti si sono stressati e a poco a poco 5,16 euro sono diventati prima 5,50, e poi 6...

ted

Mar, 26/06/2012 - 19:30

Oscar for President!!!Uno dei pochi che ne capisce veramente di Economia e che denuncia le profonde VERITA' censurate di questo Paese.Spero formi un movimento di persone liberali e liberiste e che si presenti alle prossime elezioni! Non mollare Oscar!

enio rossi

Mar, 26/06/2012 - 19:56

Possibile che siamo così cretini? si. La crisi è esplosa seguito del fallimento di LB in USA e della crisi della banche che avevano comprato i derivati. Noi (grazie a Napo ed i suoi compagni) abbiamo mandato al potere le banche e ne siamo contenti perchè ci hanno convinti che non possiamo fare altro. Quindi se uno è cretino non può pretendere altro che subire

arturo456

Mar, 26/06/2012 - 20:32

Egregio signor Giannino, lasci stare le sue remore e per favore faccia nascere un soggetto politico (nella forma che più le aggrada) e stia certo che in pochi giorni avremo la maggioranza assoluta degli italiani che ci segue. Altro che 5 stelle !!!! Gli italiani secondo me stanno solo aspettando uno come lei che gli racconti la verità e non le solite baggianate dei soggetti politi oggi presenti sulla scena e che, sono certo, sono prossimi alla scomparsa. Salvi gli italiani.

enzo1944

Mar, 26/06/2012 - 20:37

Lo Stato ,sono i Politici che lo gestiscono,con o senza l'approvazione del Popolo!.....Pertanto gli Italiani debbono solo prendersela con i Politici che hanno eletto!...............e non diamo sempre la colpa a Berlusconi!........a comandare in Italia c'è che sta lì da 60 anni(napolitano,ciampi,cossutta,scaiola,pisanu),da 50/40/30anni(prodi,dalema,amato,bersani,fini,casini,bottiglione,rutelli,bianco,bassolino,iervolino,BINDI,franceschini,ENRICOLETTA,finocchia,veltroni,dantoni,marini etc). E' a loro che dovremmo chiedere cos'hanno mai gestito!!........e noi(redditi fissi) le TASSE,le abbiamo sempre PAGATE,tutte e troppe! Bravo Giannino,la tua analisi è sacrosanta! Complimenti!!

ferrante

Mar, 26/06/2012 - 21:08

se si guarda ai paesi del Global Emerging Market si trovano in testa il Vietnam e la Romania. Dalla Sua tesi si deduce che lo Stato da quelle parti funziona. Si potrebbe proporre al Conte Dracula un posto da premier. Le è mai venuto per la testa -se ha mai girato per fiere, mercati, esposizioni posti dove si incontrano gli imprenditori- che ci potrebbe essere una generazione di uomini e donne -soprattutto al Nord- che si ostina a non voler fare i conti con sè stessa?

mazzarò

Mar, 26/06/2012 - 21:18

un euro-una lira. tasso di cambio fisso. si può fare. e mandiamo tutti a quel paese

erikjanhanussen

Mar, 26/06/2012 - 21:43

Questa la mia idea come lettore: mettete un tetto di 3.000 euro netti di stipendio a tutti i dipendenti statali (magistrati e Presidente della Repubblica compresi). Aumentate la paga di polizia e carabinieri e dividete l'Italia in 3 macroregioni perfettamente indipendenti se non per la politica di difesa. Che ognuna abbia una propria costituzione. Incentivate gli investimenti stranieri da noi. Niente tasse per gli stranieri che investono per i primi anni 3 anni dopo il breakeven garantite da fideiussioni o garanzie reali. Costruite nuovi carceri e create lavori socialmente utili. Investite grandi risorse nella formazione dei giovani del post diploma perché facciano stage in azienda. inserite la meritocrazia tra gli insegnanti.

IlGrilloParlante9

Mar, 26/06/2012 - 21:58

Giannino sei un GRANDEEEEEE!!!!!!!!!!

Marco88

Mar, 26/06/2012 - 22:15

Carissimo Dott.re Giannino, in parte la sua osservazione è del tutto condivisibile. In Europa, gli Stati membri sono i responsabili di questa crisi. Però, a differenza Sua, tendono a dimenticare come la crisi nata nel 2008, derivi da un'idea di mercato del mondo anglosassone del tutto sbagliata!!!!.....Secondo me, quest'aspetto non deve essere affatto dimenticato, perchè dal 1929 ( cioè da quando la finanza avanza nella scena economica), i paesi anglosassono hanno causato rilevanti crisi!!!!!....Ci vorrebbe più mercato in Europa e nel mondo, ma un mercato controllato!!!!.....

Roberto Casnati

Mar, 26/06/2012 - 22:50

Giannino ha tutta la mia stima. E' l'unico economista che ha il coraggio di non allinearsi e di dire pane al pane. E' chiaro che l'euro fu "costruito" su misura per la Germania, ma, evidentemente, la Germania era nelle condizioni di potere dettare le regole con buona pace di Prodi e di Ciampi che truccarono le carte credendo di "far fessi" i tedeschi. Ricordo una frase sintomatica di Prodi che disse: "faremo vedere i sorci verdi all'Europa". Affermazione che più imbecille non si può! In realtà è l'Europa che fa vedere i sorci verdi a noi! L'euro fu scambiato ad un cambio troppo alto è vero, ma, come tutte le cose, in sè e per sè l'euro è uno "strumento" neutrale, non è nè buono nè cattivo tutto sta nel modo di "usarlo", come l'energia atomica. L'euro in Italia è stato trattato a 1000 lire e non a circa 2000 come da "cambio ufficiale", la conseguenza derivata è stato un raddoppio immediato di tutti i prezzi. Sfido qualunque economia a sopportare un raddoppio di prezzi in 24 ore!

Roberto Casnati

Mar, 26/06/2012 - 23:02

Giannino for president! Già Andreotti, quand'era ancora "al potere", ammoniva che gli Italiani stavano vivendo largamente al di sopra delle proprie possibilità. Andreotti, l'unico vero grande uomo politico che anche gli USA c'invidiano! Andreotti si oppose tenacemente all'idea di creare la "lira pesante" ovvero 1000 lire = 1 lira, perchè nella sua saggezza di grande politico, sapeva che sarebbe successo quel che poi è successo con l'euro, una svalutazione effettiva del 50% in 24 ore. Ma, evidentemente, Prodi e Ciampi hanno creduto di essere dei "furbi", invece sono stati dei furbastri non tenendo conto del parere di chi aveva veramente un'esperienza politica. Ed eccoci quì con un euro dal potere di acquisto di 1000 lire che noi paghiamo quasi 2000 lire. Bella trovata davvero signor Prodi! Naturalmente e, come sempre, la "colpa" è di Berlusconi innocente solo, forse, della pendenza della torre di Pisa! Le colpe dello stato ricadono sui cittadini!

WSINGSING

Mar, 26/06/2012 - 23:12

L'idea delle riunioni - salotti, dopo la radio e la televisione ha contagiato anche i giornali. Personalmente non credo che sia una iniziativa plausibile, perchè, in fin dei conti, serve a poco o a nulla. Forse servirà ad aumentare gli indici di ascolto e/o di gradimento, ma ciò non serve. Perchè? Certamente non è colpa degli ospiti. Il Prof. Giannino è un grande e non è facile essere in disaccordo. E' una persona di grande competenza e mi sembra asettico e sicero nelle sue valutazioni. Però non ha il potere. Come non ce lo hanno tutti gli altri ospiti che seguiranno. Si parlerà di vicende reali, si potrà giungere ad una conclusione comune, ma alla fine, tutto rimarrà come prima. Orbene, proprio per non scivolare nella sciatteria, è senz'altro meglio che gli "ospiti" siano i politici che hanno la possibilità di fare qualcosa e che si confrontino prima di emettere un provvedimento (dopo non servirebbe a nulla.....) con la platea dei lettori. Quasi quasi a mo' di democrazia.......

Roberto Casnati

Mar, 26/06/2012 - 23:27

E' inutile e meschino che i "nostri" s'affannino a dire che la "colpa" è della Merkel; il nostro debito pubblico ch'è il secondo, SECONDO, al mondo lo ha creato la Merkel? La Merkel che, quando la DC daccordo con il PCI gettava le "basi" per il nostro megagalattico debito, era bambina? Mi sembra di rivivere la favola del lupo e dell'agnello, solo che in questo caso l'agnello ha creduto di essere il lupo! Come si fa dico io a dar credito al Mortadella! Anche lui solo buono a far fare i "lucidi" a qualche malcapiato borsista all'università di Bologna? Ad un signore che, con la "scusa" delle consulenze, andava a spiare nei bilanci (e nel "nero") delle aziende tramite Nomisma per poi sottoporle a ricatto? Quando uno stato si affida a certi personaggi è doppiamente colpevole: prima perchè ha favorito l'evasione fiscale degli "amici" e poi perchè ha punito con il ricatto quelli che erano meno "amici" con buona pace della "silente" magistratura. Le colpe nostre sono e rimangono nostre.

Barnaba

Mar, 26/06/2012 - 23:34

Invece di insistere nel chiedere alla Merkel quello che non darà (come osservavo nella 1° e-mail), perchè è la leva che le consente di tenere gli altri paesi UE alla mercé della Germania (dopo la riunif. il più grande, il più popol. ecc), perché il prof Monti -se non è del tutto dipendente da Merkel e circoli finanziari- non impegna la sua intelligenza e forza per diminuire in modo eccezionale il debito pubblico? 1° con vendite di beni patrimoniali statali (non come quella residenza storica venduta nel casertano a un gruppo francese a un prezzo modesto e poi in parte riaffittata da una istituz statale a un prezzo esorbitante), 2° con oculata revisione, regione per regione, delle spese sanitarie, particolar. elevate in alcune regioni del sud ( Obama, che ha rischiato il default dello stato americano per la rif. sanitaria, sembra voglia imporre una assicuraz. obblig...), 3° pagando parte degli stipendi di Statto più elevati in Btp, reintrodurre parziale obbligo acquisto per banche, ...

Ritratto di vincenzoaliasilcontadino

vincenzoaliasil...

Mar, 26/06/2012 - 23:42

Uscire dalla crisi? bene, ma lo Stato può investire 300-500 mdl€ di cui circa 100 serviranno per risanare il sistema del nostro territorio idrogeologico con cui avremmo un ritorno di IRPEF ,ICI e PIL, pensate quante persone verranno occupati e quanti risparmi per futuri disastri? Il problema e meglio costruire come in passato Cattedrali nel Deserto dei Tartari Rossi per fare ingrassare ancora questa Casta visto che, oggi tira la cinghia avendo ucciso la formichina: Oggi le Banche possono spennare solo l'osso del piccolo imprenditori, ma c'est finì la cuccagna e i professori hanno fatto una pessima figura “Re Giorgio I “ di cui senza uno straccio di voto ha cambiato la Repubblica Parlamentare a Presidenziale. Mi spiace ma nella storia sarà ricordato come un Comunista autarchico, poiché non è stato eletto dal Popolo per negarci l'art.1!

Roberto Casnati

Mar, 26/06/2012 - 23:36

Si Giannino è assolutamente vero, da noi lo Sato è il problema. Uno Stato rapace, biscazziere, scialacquatore, dannoso all'ecomìnomia, uno Stato che prende molto e non dà nulla, neppure un ragionevole "servizio di giustizia", uno Stato ed una burocrazia che si rigenera continuamente a spese di cittadini, uno Stato dove trovano posto solo raccomandati ignoranti, parassiti ed imbecilli d'ogni tipo e razza, uno Stato vessatorio forte coi deboli e debole con i forti, uno Stato che non ha neppure il coraggio della propria storia, uno Stato simbolico nel quale contano più i simboli che i fatti, uno Stato che non riesce a svincolarsi dal dualismo Fascismo-Comunismo, uno Stato succube delle mafie che "governano" meglio di lui, uno Stato ch'è tutt'ora poco più di un'espressione geografica, uno Stato che non si merita la fiducia di nessuno, uno Stato di politicanti voltagabbana; ma è uno Stato questo?

asalvadore@gmail.com

Mer, 27/06/2012 - 00:57

Questa é purtroppo un'analisi di fredda logica che mette sotto accusa lo Stato Italiano, la societá di cui é l'espressione, e i politici che ne hanno approfittato. L'unica osservazione che ho da fare é che il verme che ha fatto marcire la mela viene da molto piú tempo che venti anni. Mi laureai nel 1949 con 110 e lode nella vecchia Universitá degli Studi di Roma, vinsi una borsa di studio per avere i migliori voti della mia facoltá per quattro anni di seguito, borsa Cavedoni, ma ebbi solo una misera offerta di lavoro dalla Montecatini, allora ottenni una borsa di studio dal Center for International Education di New York, feci le valige ed emigrai nello stesso 1949. Ebbi un'offerta dall'ENI anni dopo ma l'atmosfera di lavoro era giá malata e rimasi con la Standard Oil. La crisi si vince con una politica che ha fiducia nella capacitá dell'individuo e non con una politica che ha sfiducia nell'individuo (qui ho citato Tocqueville), il verme si chiama socialismo.

Ritratto di Runasimi

Runasimi

Mer, 27/06/2012 - 01:26

Oscar Giannino, l'unico italiano che tutta la nazione è in grado di capire, anche chi non si intende di economia. I politici dovrebbero prendere esempio da lui ma sarebbe come pretendere che piova dal basso verso l'alto. Troppo impegnati a farsi i ca.zi loro anziché interessarsi del paese e dei suoi problemi. Vedi Casini che pur di stare a galla cerca alleanze con Bersani. E' ritornato alla vecchia politica DC del compromesso storico. Si vede che il caldo gli ha dato alla testa.

sorans99

Mer, 27/06/2012 - 02:28

Gentile Dott. Giannino. Dalla mia quasi trentennale esperienza in organizzazione intergovernativa europea, sono molto familiare con "l'ECU"; unità di conto europeo. Fu usato per stabilire quanto i vari paesi membri dovevano versare per partecipare nell'organizzazione specifica. Ogni anno si negoziava di quanto doveva ammontare la propria fetta. Quando accadde l'entrata in vigore della divisa unica, l'Euro, per la Lira, il cambio era 1936,27 lire per un ECU. Quindi nulla imposto dalla Germania, e per nulla "troppo alta per metterci in ginocchio". La crisi attuale sarebbe per la colpa dei nostri governi cicala? No! "Evviva, abbiamo firmato una Costituzione che renderà l'Italia ingovernabile"! Togliatti nel 1948. Con governi di una vita media di 8 mesi, nulla d'infrastrutture seri sono realizzabili. La vera macina al collo è lo strapotere sindacale. Le astronomiche pretese di "contributi" che superano lo stesso salario, ha tolto la competitività ai nostri prodotti. Finché quest'assurdità resti, il baratro è sempre più vicino.

antonio.chichierchia

Mer, 27/06/2012 - 07:43

Grande Giannino, hai commesso un piccolo errore: quello di non candidarti...c'è bisogno di gente morigerata in Italia.Lasciamo perdere le primarie, ma presentati.

sevgiovanni

Mer, 27/06/2012 - 07:52

Dott.Giannino, da Toscano quale sono non posso che apprezzare la sua schiettezza nell'esporre i problemi e individuare le possibili soluzioni. Complimenti ! Ha centrato bene anche quali sono le problematiche nel rapporto tra cittadino con l'apparato tributario, ( venale, vessatorio e nemico ). Credo però in un momento così difficile dove sia il cittadino che lo stato dovrebbero cercare di riacquistare fiducia, una pacificazione sarebbe opportuna. Non mi riferisco certamente ad attuare condoni, bensì ad una agevolazione per chiudere in modo meno oneroso e più flessibile tutti i vari contenziosi fiscali. Qualche furbo come sempre, ne trarrebbe vantaggio, ma sono molti i poco furbi che ne avrebbero necessità. Non crede che sarebbe proponibile anche a chi quando sente parlare di queste cose rizza i capelli ? Non perde soldi lo stato a perseguire spesso in certi modi ?Grazie e Buon Lavoro.

Robertin

Mer, 27/06/2012 - 08:29

Restituitemi l'IMU sulla mia prima casa che a spendere i miei soldi ci penso io.

juventus

Mer, 27/06/2012 - 09:02

Dott. Giannino Condivido Quello Che Scrive. Pero' Bisogna Tagliare Veramente Tutto Quello Che Non Serve Nel Settore Pubblico. Sono Passati Oltre 67 Anni Dalla Fine Della Guerra Adesso I Privilegi Del Settore Pubblico Devono Essere Cancellati. Siamo In Un Mercato Mondiale Globale Volenti O No. La Ricchezza Non Si Produce Con Interventi Statali.

saraceno eduard...

Mer, 27/06/2012 - 09:20

Dott.Giannino lo Stato in 10/15 anni non ha valorizzato il lavoro artigiano, nè agricolo aprendo le frontiere a milioni di braccia molte volte senza professionalità, i giovani hanno visto che chiuque può aprire una partita IVA o andare nei campi. Nel frattempo in questi lustri non si è favorita l'immigrazione interna da SUD a NORD, i sevizi, le lo- cazioni oggi sono a prezzi improponibili per una forte domanda straniera, bastava allora una semplice norma defiscalizzare del tutto le locazioni per immigrazione interna, i canoni si sarebbe calmeriati verso il basso essendo appetito il lavoratore ad esempio del sud e dando respiro alla flessibilità e mobilità. eppure queste persone non sanno che il Sud da sempre non riesce ad assorbire i suoi lavoratori !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

idleproc

Mer, 27/06/2012 - 09:23

#24 enio rossi. Non si preoccupi, la sostanza del problema & altro è quella a cui lei fa cenno, non è nemmeno "colpa" della redazione. Il problema dello stato, dell'inefficienza sistemica, della spesa e dello stampar carta sono interconnessi col primo oltre alla crisi di sovrapproduzione globale. I "professori" in questa fase saltano fuori come funghi, anche in perfetta buona fede ma nella sostanza coprono il meccanismo di disinformazione che serve a spostare l'attenzione dal centro del problema che ha come soluzione l'esproprio della periferia dell'economia reale verso la copertura dei buchi e dei capitali fasulli costruiti dalla finanza creativa. Non sta nemmeno funzionando. Hanno problemi reali di controllo sociale e una fifa pazzesca.

saraceno eduard...

Mer, 27/06/2012 - 09:37

Poi Confindustria. Montezemolo mezzo F1, promuovono Allianz e banche straniere UBS, Santander, ma vadano a quel paese.

Ritratto di Rosella Meneghini

Rosella Meneghini

Mer, 27/06/2012 - 10:55

Ho sempre avuto grande stima di Oscar Giannino e sinceramente ho sperato che si candidasse alle elezioni politiche. Come ministro del Tesoro sarebbe la salvezza del Paese. Propongo al “Il Giornale” di fare un sondaggio in merito. Sono sicura che la percentuale a favore sarebbe altissima. Comunque, proprio perché amo il mio Paese, chiedo direttamente a lei Dott. Giannino: “Se ha a cuore le sorti di questo disastrato Paese, ci pensi, ci pensi, ci pensi, la prego! Ci vogliono persone preparate e con idee chiare e semplici, che non si incamminino lungo le famigerate “parallele convergenze” che servono solo a scontentare tutti e ad affossare il Paese. Se al posto di Monti ci fosse lei, gli italiani avrebbero potuto guardare al futuro con speranza. La prego, ci pensi!!!!!”

macchiapam

Mer, 27/06/2012 - 12:12

Giannino ha perfettamente ragione. Se il sistema statale fosse organizzato come quello delle società per azioni, bisognerebbe proporre un'azione personale di responsabilità contro tutti coloro che hanno avuto influenza sull'attività di governo dal 1970 al 1990. Ma bisogna dire di più: la crisi non è soltanto dei paesi deboli, è di tutta l'Europa, che è vissuta di rendita sui vantaggi del colonialismo e del postcolonialismo, permettendosi lussi esagerati. Ora che le nazioni ex-terzo mondo sono largamente in grado di fare da sè, la rendita europea si è prosciugata; ma bisogna comunque trovare il modo di mantenere i lussi esagerati, oppure di ridurli. Diversamente si andrà al disastro.

migrante

Mer, 27/06/2012 - 13:03

devo ammettere che ho fatto fatica a seguire il ragionamento...soprattutto quella "storiella" dei "punti"..lo Stato che tanto prende e poco da`...ma se poi dici che 11 su 13 punti sono riversati in spesa corrente, come fai a sostenere che lo Stato da poco ?..che altro e`la spesa corrente se non denaro reinserito nel circuito economico nazionale ?...il "danno economico" e`rappresentato dalle spese per gli "interessi" sul debito ed in modo particolare per gli interessi di quella parte di debito che sta fuori dai confini, infatti se il debito fosse nelle mani del Popolo italiano gli interessi non rappresenterebbero altro che denaro reimmesso nel circuito economico interno..mi pare che Giannino si lasciprender la mano dalla sua visione liberale e come tutti i dogmatici cada in trappola perdendo di vista i reali generatori del problema

rokko

Mer, 27/06/2012 - 15:54

Ciò che dice quest'uomo è lapalissiano, se davvero si vuole ripartire occorre fare come dice: dismettere patrimonio statale per ridurre il debito, abbassare la spesa corrente di 6/7 punti di pil in tre anni, ridurre la pressione fiscale su lavoro e imprese. Con queste azioni non necessiteremmo nemmeno del salvagente degli eurobond. Ciò che non dice (ma che pensa) è che purtroppo non c'è nessuno al momento che lo possa fare: Berlusconi si è rivelato un pagliaccio da circo, Bersani non ha i numeri, Casini non ne parliamo, la Lega peggio che andar di notte, Monti si è rivelato un bluff.

sorans99

Mer, 27/06/2012 - 18:45

A parte dell'implosione demografica, è la Carta Costituzionale che impedisce l'Italia di sollevarsi. Poi, possono inventare quanti sistemi elettorali che vogliono, avremo sempre dei governi deboli, inconcludenti e coalizioni litigiose. E' l'interpretazione della democrazia che non va bene. E' troppo numeroso la fetta di elettori senza la minima consapevolezza della realtà politica, sociale ed economica. Vanno a votare drogati, alcolizzati, criminali ed individui che confondono la loro squadra calcistica con un partito politico. Occorre cambiare in modo che ogni cittadino che vuole votare dovrà recarsi al proprio comune ed ISCRIVERSI nell'elenco dei cittadini con il diritto di votare. In questo modo (che del resto è in vigore negli USA), abbiamo un elettorato di una certa preparazione per eleggere governi più stabili e seri. E mi ripeto, con il strapotere sindacale e "contributi" assurdi che rendono prodotti italiani costosi e fuori mercato, è impossibile mettere in moto un'economia in grado di ridurre il debito pubblico a valori realistici.

emaldi

Mer, 27/06/2012 - 18:52

Convengo sostanzialmente su tutto. Solo la ricetta non mi sembra adeguata alla gravità del momento. Io mi aspettavo che si proseguisse sull'idea di “far comprare dagli italiani il loro debito per abbattere lo spread”. Mi aspettavo, ad esempio, che gli italiani venissero chiamati, proporzionalmente alla loro ricchezza immobiliare, a dover richiedere un prestito alle banche (mettendo a garanzia parte del loro patrimonio immobiliare) con cui acquistare titoli di Stato. In questo modo avrebbero mantenuto inalterato il loro potere di acquisto perché la loro liquidità non veniva toccata e si sarebbero evitati disinvestimenti destabilizzanti in altri settori dell’economia come in Borsa. Certamente sarebbe stato un modo brusco ma salutare, di dire agli italiani che: “se vi svegliate e finite di sognare un futuro senza riforme drastiche, lo Stato riuscirà a ripagare il debito e, quindi, a liberarvi dalle ipoteche sui vostri immobili; diversamente continuerete a perdere”.

Ritratto di romy

romy

Mer, 27/06/2012 - 20:22

#53 sorans99 Convengo,ho scritto più volte le stesse cose,ma è come battere la testa al muro,difficile cambiare mentalità in Italia,la cultura dell'orticello politico è nel DNA del teatrino della politica,che nemmeno Berlusconi,imprenditore del fare e senza perdere tempo,è riuscito a scalfire.Il problema in Italia?c'è un solo Berlusconi ed è anche avanti negli anni,mentre ne occorrerebbero a migliaia e di tutte le età,ed abbattere la cultura di odiare in politica,sport nato in onore del Cavaliere,che pero' ha fatto male agli Italiani ed all'Italia,mentre a Lui medesimo ha fatto un baffo,come era più che logico,l'invidia non paga.

rokko

Gio, 28/06/2012 - 07:56

#55 romy, Berlusconi è parte del problema, non della soluzione. Ormai dovrebbe essere chiaro a tutti che è solo un parolaio, come Bertinotti.

sorans99

Ven, 29/06/2012 - 13:57

@rokko: Ma che scrive: "parolaio, come Bertinotti". Berlusconi, da quando silurò la golpe comunista con Saverio Borrelli - Ambrosio E l'uso del mastino DiPietro nel Pool Mani pulite, sta subendo un Guinness di persecuzione politico e giuridico. Dalla sua affermazione si vede che lei è condizionato da questa disgustosa propaganda comunista.

Ritratto di ilsaturato

ilsaturato

Ven, 29/06/2012 - 15:04

Ammiro e rispetto Giannino e condivido il più delle volte le sue posizioni, ma stavolta qualche nota stonata gli è scappata. Sul discorso Euro: è vero che i tedeschi avevano tutto l'interesse a tentare di imporre un cambio con la Lira che mutilasse la pericolosissima (per loro) concorrenza del sistema produttivo Italiano, ma da questa parte hanno trovato facile sponda (siamo proprio sicuri per Prodi e Compagni si trattò unicamente di "stoltaggine" e "impotenza"?...) e una veloce resa incondizionata! Almeno Giannino, queste cose dovrebbe avere il coraggio di dirle per quello che sono! E poi rieccoci con la storia della "svendita" dei beni pubblici... L'ho già detto mille volte, è una delle cose che andranno fatte, ma solo quando si sarà provveduto (prima e in modo drastico) al taglio di tutta la voragine di spese e costi inutili e improduttivi di Stato, politica, P.A., Sanità, Enti vari, Sindacati, Amministrazioni locali, ecc.. altrimenti anche questi soldi spariranno in un secondo!!!

Ritratto di Nanuq

Nanuq

Mar, 03/07/2012 - 17:15

52 rokko: e vaiii, rokko, fatti avanti, partecipa alle primarie, solo tu ci puoi salvare, alza la mano e fatti avanti, gli italiani ti saranno grati e passerai alla storia. Non esiste asino che ragli meglio di te.

tucidite1

Gio, 05/07/2012 - 14:22

Tra le tante cause della nostra crisi economica, si dimentica del fattore Cina. Quasi tutto quello che consumiamo: Vestiario, pomodori, trapani...,proviene dalla Cina. Comprano a poco e rivendono a troppo. Penso che sia una delle maggiori cause della disoccupazione. Sbaglio?

Roberto Casnati

Gio, 24/01/2013 - 16:32

Mi si dica dove si presenterà Oscar Giannino farò campagna elettorale per lui e lo voterò senz'altro! Oscar for president!