Un Osservatorio del Comune dirà se lo smog rovina la salute

(...) città che di traffico se ne intende, hanno portato anche gli esperti genovesi a voler studiare un fenomeno che contraddistingue la nostra piccola metropoli. Il caso Cornigliano, prima e dopo la chiusura della cokeria, impianto delle Acciaierie che sviluppava livelli di inquinamento elevatissimi e di qualità simile a quella del traffico delle automobili.
«Potremmo trovare una conferma dello studio americano proprio qui - spiega Federico Valerio dell’Ist -, mettendo a confronto le prestazioni scolastiche dei bambini nati nel quartiere dopo il 2002, con quelle dei loro coetanei dei decenni precedenti, quando le Acciaierie erano in piena attività». Se gli attuali bambini di Cornigliano risultassero più svegli, dunque, potrebbe essere perché le loro mamme grazie alla chiusura della cokeria hanno respirato meno di un nanogrammo di idrocarburi per metro cubo di aria, mentre anni fa chi abitava a Cornigliano ne respirava ben più di 30. Basti pensare che lo studio americano ha trovato bambini più «lenti» con livelli di apprendimento superiore a 2,3 nanogrammi per metro cubo.
Lo studio, interessante dal punto di vista scientifico e ambientale, dovrebbe presto portare a risultati anche da noi. Questo grazie alla creazione dell’Osservatorio Salute e Ambiente, creato dal Comune e che vedrà la prima riunione operativa il 3 dicembre grazie al coinvolgimenti di Ist, Asl, Arpal e Provincia, di tutti i soggetti, quindi, che si occupano di inquinamento e influssi sull’ambiente.
«Nell’osservatorio si dovrà individuare un indicatore che dia l’unità di misura per stabilire i reali influssi dell’inquinamento non soltanto sul nostro fisico, ma anche sulle capacità intellettive», spiega Valerio, che precisa poi quali siano le dirette connessioni tra sostanze nocive e cervello. «Si sa per certo che l’ozono, per esempio, ha un forte potere ossidante, ossia è legato ai radicali liberi che tutti conoscono come agenti che fanno invecchiare il nostro corpo - spiega il chimico -, le nostre ricerche ci portano a pensare che lo stesso potere di invecchiamento ci sia anche sul cervello. In base a uno studio recentissimo, infatti, si stima che, ogni 20 microgrammi di ozono in più in ogni metro cubo d’aria che respiriamo, il nostro cervello invecchia di 3-5 anni».
D’altra parte non è la prima volta che l’Ist affronta la relazione tra inquinamento e benessere individuale. «Abbiamo fatto uno studio sulle assenze da scuola dei bambini - spiega ancora Valerio - e abbiamo scoperto che chi si assentava di più viveva in abitazioni più esposte a sostanze inquinanti, magari su strade molto trafficate».
Poiché a Genova dal 1999 al 2002 siamo passati da 81 a 51 microgrammi di ozono, con un netto miglioramento nei confronti di questo inquinante, l’invecchiamento dei nostri cervelli dovrebbe essere, quanto meno, rallentato. «E ancora una volta il beneficio maggiore in termini di intelligenza, dovrebbe vedersi nelle nuove generazioni che, rispetto ai loro coetanei del boom economico, grazie alle benzine verdi, respirano meno piombo, anche quello un pericoloso neurotossico», dice Valerio.
Intanto, martedì prossimo, quanto siano intelligenti i ragazzi genovesi, lo si scoprirà nel corso del seminario organizzato all’Ist cui sono state invitate le scuole genovesi per un’esclusiva lezione di Chimica e Epidemiologia ambientale: i ricercatori dell’Ist sveleranno i trucchi per identificare gli inquinatori e far capire ai ragazzi quali effetti abbiano sulla salute.