Otto italiani su dieci vogliono andare a votare

<span class="xtesto_notizie">Gli italiani non sembrano
avere dubbi sul futuro
della crisi. Caduto il governo,
l’unica strada percorribile
è lo scioglimento delle Camere
e le elezioni. Il dato emerge da un sondaggio dell’istituto di ricerca
&quot;Ferrari Nasi&Grisantelli&quot;</span>

Milano - Gli italiani non sembrano avere dubbi sul futuro della crisi. Caduto il governo, l’unica strada percorribile è lo scioglimento delle Camere e le immediate elezioni. È quanto emerge a chiare lettere da un sondaggio effettuato dall’istituto di ricerca Ferrari Nasi&Grisantelli su un campione di popolazione di 800 persone rappresentativo di tutte le regioni italiane e trasversale per età, sesso e titolo di studio. A domanda secca, circa l’80 per cento del campione si è dichiarato d’accordo con l’ipotesi di tornare subito alle urne, mentre soltanto il cinque per cento ha espresso scetticismo. La statistica è stata anche suddivisa per area geopolitica - l’Emilia Romagna, ad esempio, è stata inserita nell’area delle regioni «rosse» - mentre le interviste hanno tenuto conto delle intenzioni di voto suddivise per «anime»: per quanto riguarda la sinistra, il rapporto ha evidenziato le differenze tra il gruppo «radicale » (Prc, Pdci e Verdi) e quello riformista, depurato dai «satelliti» Rosa nel Pugno e Udeur. È interessante osservare come proprio tra i radicali si evidenzi la maggior percentuale di sostenitori di un ritorno al voto in caso di caduta del governo: 87 per cento contro il 68,9 che rappresenta il dato medio dell’Unione. Il valore ovviamente sale tra i fan del centrodestra, raggiungendo una media del 92,9 per cento con un picco del 95,4 per cento tra gli elettori di An (tra gli azzurri la media è stata del 94,5 per cento). Contrario alle urne, invece, più di un quarto dei sostenitori del centrosinistra, in particolare quelli dell’area riformista (27,3 per cento). Anche tra le fasce di età non mancano dissonanze. Più favorevole al voto la popolazione tra i 18 e i 35 anni (70,9 per cento), mentre il dato scende al 58,9 per cento tra gli elettori ultracinquantacinquenni.