Padoa-Schioppa: Alitalia privata a giugno

Milano - La privatizzazione di Alitalia avverrà entro i primi quindici giorni del mese di giugno e il piano industriale sarà un elemento centrale nella valutazione dell’acquirente. Inoltre non è escluso che lo Stato mantenga una quota nel capitale dell’ex compagnia di bandiera. Questi i punti più importanti messi in evidenza ieri dal ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa che, all’indomani della pubblicazione delle cinque manifestazioni di interesse selezionate, è stato ascoltato in audizione congiunta dalle commissioni Bilancio e Finanze del Senato. Altro elemento di rilievo della relazione è la conferma che nuovi soggetti attivi nel trasporto aereo potranno entrare nelle prossime fasi della gara. Potrebbe essere il caso di Air France e Lufthansa, ufficialmente non interessate, ma secondo molti osservatori ancora «alla finestra» l’una in attesa delle mosse dell’altra.
La tutela dei posti di lavoro verrà di conseguenza, perché «l’occupazione potrà essere difesa solo in una compagnia vincente su un mercato concorrenziale», non può farlo «una compagnia che non vende biglietti». Il governo vuole garanzie, sui livelli occupazionali, sull’identità nazionale della compagnia, su qualità e copertura del servizio ma, sottolinea Padoa-Schioppa, le condizioni da imporre vanno definite «in maniera inevitabilmente graduale», durante il confronto con i potenziali acquirenti che viene avviato in questi giorni, in quanto «se ponessimo condizioni rigide limiteremmo le stesse prospettive di sviluppo». Le polemiche su Giancarlo Cimoli, il numero uno uscente di Alitalia, non sono piaciute al ministro dell’Economia. «Il successo notevole» della ricapitalizzazione per oltre un miliardo, a fine 2005, «lo dobbiamo proprio alla sua persona. Quindi una valutazione complessiva del suo operato credo vada fatta in maniera equanime più di come in qualche momento oggi si vede fare». Quanto alle indiscrezioni sulla liquidazione, il contratto di Cimoli «non prevede specifiche forme di buonuscita. Come già smentito dal suo legale». Se l’azienda è in crisi da anni, è anche colpa della «presenza troppo pervasiva della politica» e anche del livello elevato «della conflittualità sindacale».
Corrado Passera ha confermato che Intesa Sanpaolo è impegnata «a studiare un piano di rilancio» con il gruppo di Carlo Toto, il presidente di Air One: 105 milioni di finanziamento «sono solo l’inizio», poi «il piano di impresa dirà quali sono i fabbisogni necessari per il rilancio di Alitalia».
Secondo quanto risulta al Giornale infine la cordata di Management & Capitali (guidata da Carlo De Benedetti e ancora scettico sulla gara), prevede nel proprio piano di aumentare, nei primi due anni di attività, il coefficiente di riempimento degli aerei dall’attuale quota inferiore al 60 all’80 per cento. Un progresso molto ambizioso.