Il padre di Denise esce allo scoperto: parte civile contro la figlia Jessica

Al processo per la scomparsa della bimba di Mazara del Vallo Piero Pulizzi si schiererà contro la sua primogenita, unica indagata per il rapimento della sorellastra: «Lo devo alla mia bambina, voglio arrivare alla verità»

Da quando il caso è scoppiato, è stato il più possibile nell'ombra. Un ruolo difficile, quella di Piero Pulizzi: padre naturale di Denise Pipitone, la bimba di Mazara del Vallo (Trapani) inghiottita dal nulla, a soli tre anni, l'1 settembre del 2004, mentre giocava con i cuginetti vicino casa della nonna; e padre anche di Jessica Pulizzi, la figlia del suo precedente matrimonio, unica accusata di avere avuto un ruolo nella scomparsa della piccola. Adesso però l'uomo ha deciso di uscire allo scoperto. E di schierarsi di fatto contro la prima figlia, costituendosi parte civile al processo che vede imputata Jessica, pur di arrivare alla verità sulla scomparsa di Denise.
Una decisione sofferta, quella di Piero Pulizzi. Annunciata un po' a sorpresa lunedì sera, nel corso della trasmissione «Chi l'ha visto?». «È stata una decisione sofferta che devo a Denise - ha spiegato - io voglio arrivare alla verità. Non sto accusando nessuno, ma se ci sono dei colpevoli devono pagare».
Una decisione apprezzata dalla mamma di Denise, Piera Maggio, che ha sempre combattuto da sola la battaglia per tenere alta l'attenzione e cercare di ritrovare la sua bimba scomparsa. «Se ha deciso di fare questo passo - ha detto mamma Piera - significa che lo ha ritenuto necessario: è un padre che sta soffrendo come me, e che come me vuole la verità».
Una verità che ancora, sulla scomparsa della piccola, non c'è. L'unico dato certo è che Denise è sparita nel giro di pochi minuti, poco prima di pranzo, l'1 settembre del 2004. Scartata quasi subito l'ipotesi dell'incidente, l'inchiesta ha puntato dritto sulla pista familiare. E sul ruolo che nella scomparsa della piccola avrebbe avuto appunto Jessica Pulizzi, la sorellastra, che l'avrebbe rapita per punire Piera Maggio ritenendola responsabile della fine del matrimonio dei suoi genitori. Jessica, all'epoca, aveva solo 17 anni. A sollevare dubbi su di lei alcune intercettazioni, e il suo cellulare. I tabulati hanno infatti rivelato che probabilmente si trovava proprio nella zona in cui Denise era scomparsa, al momento del rapimento. Con Jessica è indagato, ma solo per false dichiarazioni al pm, il fidanzato dell'epoca della ragazza, Gaspare Ghaleb. Jessica, però, non ha mai ammesso nulla: né agli inquirenti né al padre, che pure da lei ha cercato di sapere. Ora la costituzione di parte civile dell'uomo, alla ricerca della verità.
Oggi Denise, se è viva, ha nove anni. Già, se è viva. C'è infatti un ex collaboratore di giustizia, Giuseppe D'Assaro, ritenuto non attendibile dagli inquirenti, che ha raccontato una verità agghiacciante: secondo lui la bambina sarebbe morta accidentalmente per un'overdose di farmaci, poco dopo il rapimento, mentre era custodita da alcun familiari del padre naturale della bimba. Sarebbe stato lui stesso a disfarsi del povero corpicino, buttandolo in mare dentro una valigia. Una verità terribile che non ha trovato riscontri nelle indagini sui familiari del padre naturale di Denise. Mamma Piera continua a sperare. E adesso, accanto a lei nella ricerca della verità, c'è anche papà Piero.