Palazzo Ducale ricomincia da Fontana e De André

Luce e colore, una mostra antologica dedicata per la prima volta a Genova a Lucio Fontana. La poetica del Bauhaus con le opere di otto Hofmann. La musica, le esperienze, la passione di Fabrizio De André a dieci anni dalla sua scomparsa. Sono i tre più significativi eventi del calendario culturale genovese 2008/2009 presentato ieri mattina a Palazzo Tursi dal sindaco Marta Vincenzi e dal presidente della Fondazione per la Cultura Luca Borzani.
Si tratta di oltre 150 incontri e seminari, cinquanta mostre e 35 eventi che andranno in scena sotto la Lanterna dal prossimo ottobre fino a dicembre dell'anno prossimo. Una ricca programmazione frutto della stretta collaborazione fra il Comune e Palazzo Ducale. Il calendario, poi, si arricchisce di altri appuntamenti intitolati Imparare l'arte. Sono stage, dibattiti, seminari, corsi, dedicati ai giovani e a chi vuole conoscere e studiare la cultura.
Il primo appuntamento importante è la mostra dedicata a Lucio Fontana, in programma dal 22 ottobre al 15 febbraio nelle sale dell'appartamento del Doge a Palazzo Ducale. Attraverso centotrenta opere si ripercorre tutto l'arco della carriera dell'artista, dalla produzione scultorea sino alle opere più note degli anni Cinquanta e Sessanta. Buchi, tagli, ambienti spaziali, lasceranno spazio anche alla luce e al colore. La mostra costituisce un'occasione eccezionale non soltanto per approfondire la conoscenza di uno dei massimi artisti del Novecento, ma per riflettere anche sui cambiamenti dell'arte e della cultura del secolo scorso. Dall'esame della versatile produzione dell'artista si fa strada l'immagine di un Fontana intenzionato a suscitare un forte rinnovamento dell'arte moderna, che superi la divisione tra le singole arti di pittura, scultura, architettura.
«Il Comune intende - dice Vincenzi - favorire il consolidamento di un sistema di produzione culturale e di valorizzazione del patrimonio artistico della città. Insieme alla Fondazione per la cultura collaborano anche i nostri teatri, l'università, le soprintendenze, l'associazionismo culturale. Alla base c'è l'idea che la cultura sia uno degli elementi di sviluppo e di crescita della comunità. Il ricco calendario della prossima stagione è motivo di orgoglio per Genova. Si tratta di una programmazione articolata che rappresenta un salto di qualità e un buon inizio per il capoluogo ligure. E' la strada su cui dobbiamo continuare avendo davanti le grandi sfide del 2011 con il 150esimo anniversario dell'unità nazionale e del 2015 con l'Expo di Milano».
«Oggi - spiega Borzani - le città rischiano di perdersi nell'omologazione dell'offerta o di chiudersi. Noi vogliamo creare un sistema aperto che favorisca il consolidamento di un vero e proprio sistema di produzione culturale. Il nostro obiettivo è di favorire ulteriori sinergie, suggerire alternative, confrontarsi, discutere. Non in nome di antiche e ideologiche politiche culturali, ma della qualità, di politiche condivise per la cultura, sapendo che è elemento decisivo per sfuggire il declino e renderci forti culturalmente a favore della città delle conoscenze».