La denuncia del museo: "I rifiuti arrivano al primo piano"

Sulla propria pagina Facebook il museo geologico Gemmellaro di Palermo denuncia la situazione di degrado attorno alla struttura

Palermo e rifiuti sembra quasi una similitudine difficile da scollarsi di dosso. Eppure quello che succede al museo geologico Gemmellaro di Palermo ha qualcosa di surreale. Siamo all'Albergheria, l'antico quartiere di Palermo, che al suo interno ospita il mercato di Ballarò. E proprio dallo storico mercato popolare c'è un'appendice che è quasi una naturale prosecuzione di Ballarò: il mercato dell'usato dell'Albergheria. Un'accozzaglia di cianfrusaglie, che hanno l'eufemismo di essere chiamate usate, ma che in realtà alimentano un'area senza regole né licenze. Da anni è al centro di una battaglia politica, fra chi ne denuncia il degrado e chi vorrebbe regolamentarlo per dare dignità all'intera zona. I residenti sono esasperati, i commercianti della zona lamentano la chiusura della propria attività commerciale e i passanti evitano di percorrere quel marciapiede. Quello che era un mercato settimanale delle cose usate, nel tempo si è trasformato in un mercato giornaliero di cianfrusaglie di dubbia origine. C'è da combattere la quotidianità di chi cerca di offrire un servizio ai turisti, agli studiosi e ai semplici appassionati. Un museo vittima dello stesso mercato da cui è inglobato e risucchiato. Ogni giorno decine di persone invadono i marciapiedi del quadrilatero corso Tukory, via Francesco Saverio, via Giovanni Majali e via Tommaso De Vigilia. A due passi il percorso arabo-normanno, in mezzo il museo di paleontologia e geologia, ostaggio di bancarelle e suk di ogni genere. Inaccessibile l'ingresso principale del museo, così come le uscite di emergenza e l'ingresso per i disabili, ostruiti da cumuli di rifiuti che strabordano dai cassonetti, o che in alternativa, vengono lasciati a marcire sotto il sole. Tutto intorno invece, ciarpame, sacchetti, abiti usati, televisori, vecchi mobili ed elettrodomestici datati.

Il museo, che fa parte del sistema museale universitario dell'ateneo palermitano, racchiude oltre 600 mila reperti suddivisi in numerose collezioni, fra le quali spiccano i fossili che abbracciano un intervallo di tempo di oltre 270 milioni di anni e collezioni geologiche e paleontologiche provenienti da tutto il mondo come un cristallo di gesso che contiene una goccia d'acqua del Mediterraneo di 6 milioni di anni fa e lo scheletro umano più antico finora trovato in Sicilia. Insomma un piccolo gioiello che però vive in una zona degradata, nonostante l'ingresso principale si affacci sul trafficatissimo corso Tukory. Eppure nonostante le denunce che negli anni si sono susseguite, nonostante gli appelli per regolamentare l'area, ogni giorno i rifiuti e i resti del mercato restano lì in attesa che qualcuno li raccolga.