Il governo li multa, ma la corte costituzionale dà ragione a 30 comuni italiani

La sanzione era scattata per il mancato pareggio di bilancio del 2016. Due sentenze della corte costituzionale ribaltano la decisione dello Stato

Erano stati multati dal governo italiano per non aver rispettato il pareggio di bilancio nel 2016. Ma ora 30 comuni italiani si vedranno accreditati di nuovo quei soldi versati per pagare la multa. Ci sono volute due sentenze della corte costituzionale (la 247/2017 e la 101/2018) per il recupero delle somme ingiustamente tagliate agli enti. I comuni che chiederanno al Ministero di riavere i soldi sono Acri (Cs), Argentera (Cn), Carrega Ligure (Al), Casasco D'Intelvi (Co), Castel Campagnano (Ce), Colosimi (Cs), Crocefieschì (Ge), Fiumedinisi (Me), Letino (Ce), Mandello Vitta (No), Mazzarino (Cl), Mazzarrone (Ct), Mongiardino Ligure (Al), Monteroduni (Is), Muro Lucano (Pz), Piana degli Albanesi (Pa), Polia (Vv), Proserpio (Co), Rocca De' Giorgi (Pv), San Cipriano Po (Pv), San Fedele Intelvi (Co), San Fratello (Me), San Giorgio a Liri (Fr), San Giovanni Lipioni (Ch), San Mango D'Aquino (Cs), Seborga (Im), Soveria Mannelli (Cz), Tiriolo (Cz), Tortorella (Rc), Vallepietra (Rm).

Da una semplice mini-multa da mille euro ad una maxi sanzione di oltr 1,2 milioni di euro, in totale lo Stato restituirà 5,5 milioni di euro. Ma soprattutto si apre un precedente importante che a cascata, coinvolgerà decine e decine di amministrazioni comunali italiane. Di questa situazione se ne è parlato stamattina nel corso dell'incontro regionale dell'Anci Sicilia, l'associazione nazionale dei comuni italiani. È intervenuto il sindaco di uno dei comuni coinvolti, Rosario Petta, primo cittadino di Piana degli Albanesi. Il suo comune ha ricevuto una sanzione di 361 mila euro per il mancato pareggio di bilancio nel 2016. "Siamo capofila di questo gruppo di comuni - spiega il sindaco Petta - e abbiamo inoltrato istanza al Ministero per il recupero delle somme ingiustamente tagliate agli enti. Oggi l'Anci Sicilia ha recepito la richiesta dei comuni e si farà carico nei confronti del governo nazionale, al fine di giungere ad un positivo accoglimento delle legittime rivendicazioni dei comuni interessati. Per il nostro comune recuperare la somma di 361 mila euro sarebbe una boccata d'ossigeno essenziale alla sopravvivenza dell'ente".

Dunque secondo la corte costituzionale è incostituzionale il blocco dell’utilizzo ai fini del "Pareggio di bilancio" dell’avanzo di amministrazione e del "Fondo pluriennale vincolato" degli Enti territoriali a partire dal 2020, in quanto si tratta di risparmi accumulati negli esercizi precedenti che servono a finanziare investimenti pluriennali. Pertanto, la preclusione ad utilizzare le quote di avanzo di amministrazione disponibili ed i fondi già destinati a spese pluriennali (Fpv) qualificherebbe il "Pareggio di bilancio" come "attivo strutturale inertizzato", cioè inutilizzabile per le destinazioni già programmate (spese vincolate).