L'Ars torna a riunirsi dopo le vacanze. Ma non c'è niente da approvare

Prima riunione per i 70 deputati. Ma il presidente Gianfranco Miccichè ha inserito un solo punto all'ordine del giorno: "Comunicazioni"

Tornano al lavoro gli onorevoli dell'Ars dopo una lunga vacana di 45 giorni. L'ultima volta, si erano riuniti il 31 luglio. Ed era stato un vero buco nell'acqua. Oggi il rientro. Con lo stesso risultato. Perché dopo aver risposto presente all'appello del presidente dell'Ars Gianfranco Miccichè, i 70 deputati di Sala d'Ercole potranno scambiare quattro chiacchiere tra di loro. All'ordine del giorno della convocazione, un solo punto. Molto generico: "Comunicazioni". Che equivale a dire "non faremo nulla". Non è stata convocata, invece, la conferenza dei capigruppo. Se ne saprà di più oggi stesso, anche se rimangono i dubbi su quali siano i lavori da fare. La maggioranza e il governo Musumeci vorrebbero puntare sui "collegati", le norme cioè mai approvate e stralciate dalla vecchia Finanziaria. Il problema riguarderebbe le coperture, anche se l'assessore regionale all'economia Gaetano Armao ha fatto sapere di un nuovo disavanzo che a livello nominale è di 1,3 miliardi di euro, ma che porterebbe a minori coperture per 400 milioni nel 2020 e circa 200 milioni nel 2019. La Corte dei conti, e questa è una assoluta novità, non ha ancora parificato il bilancio 2018.

"Non è certo un buon inizio - dice il capogruppo del Pd Giuseppe Lupo - il governo innanzitutto deve fare chiarezza sulla situazione economica e finanziaria, se c'è davvero un disavanzo da 1,3 miliardi di euro e quindi quando arriverà il rendiconto, l'assestamento e quindi la parifica della Corte dei conti. Senza tutto questo non possiamo fare nulla. La maggioranza parla di "collegato", ma non hanno capito che l'anno è finito e non c'è chiarezza sui fondi. Hanno perso la bussola: il governo venga in conferenza dei capigruppo e dica cosa vuole fare, così anche il ddl sui rifiuti è impossibile da votare entro l'anno". Più duro Luigi Sunseri del Movimento 5 Stelle: "Ci hanno fatto perdere mesi nelle commissioni ad approvare i "collegati" e poi il presidente Gianfranco Micciché il 31 luglio li ha accontonati - dice - Adesso dopo un mese e mezzo torniamo in aula e non c'è nulla. Davvero così non si può andare avanti, ci sono riforme che i siciliani attendono da anni e noi non abbiamo nulla all'ordine del giorno, un paradosso scandaloso". "L'Ars comincia come aveva finito, senza fare nulla - aggiunge il capogruppo del Movimento 5 stelle Francesco Cappello - Il presidente Ganfranco Micciché ci ha convocato per farci vedere le norme del "collegato" che dobbiamo approvate ancora. Ma è assurdo parlare da mesi di questi "collegati", davvero non ha senso". Insomma i 70 onorevoli di Sala d'Ercole rischiano di rimanere a non fare nulla per molto tempo. Ma i costi, però, rimangono uguali.