Messina, vittima di usura fa arrestare il suo aguzzino

Stanco delle continue pretese di denaro ha denunciato il suo aguzzino presentandosi all'appuntamento insieme agli agenti della squadra mobile

Un 37enne, A.M., è stato arrestato dalla polizia per usura a Messina. Le indagini sono scattate qualche mese fa quando la vittima, intimorita e preoccupata, si è presentata in commissariato raccontando delle continue richieste di natura usuraria per un debito contratto. Gli investigatori della squadra mobile, coordinati dalla Procura di Messina hanno subito avviato le indagini, riuscendo a fare luce sui rapporti tra la vittima e il suo aguzzino. Gli agenti hanno scoperto così che, a fronte di un prestito iniziale di 2.700 euro e nonostante la vittima avesse già restituito 1.600 euro in contanti, il 37enne aveva avanzato la pretesa di altri 5 mila euro, facendo così lievitare la somma complessiva da restituire a 6.600 euro.

Così tesa una trappola, domenica scorsa, al termine di un incontro tra l'usuraio e la vittima, i poliziotti sono riusciti a bloccare all'uscita di un bar del centro città, il 37enne. L'uomo aveva con sé una busta con 500 euro che gli aveva appena consegnato la sua vittima quale acconto della somma richiesta per estinguere il debito i cui interessi, in poco tempo, erano ormai cresciuti a dismisura. L'uomo è stato arrestato in flagranza ed è stato condotto in carcere. L'arresto è stato convalidato dal gip che ha disposto la custodia cautelare in carcere.

Una vicenda simile è accaduta lo scorso Luglio a Taranto, dove un imprenditore impossibilitato a restituire le somme di denaro ricevute in prestito, era diventato vittima delle continue minacce ed aggressioni sia verbali che fisiche di una vera e propria banda di usurai. Le indagini portarono all'arresto di otto persone. Cinque delle quali legate da vincolo familiare, un padre e quattro figli.