All'ospedale di Petralia Sottana manca il personale e molti reparti restano chiusi

La dirigenza Asp di Palermo ha rifiutato di incontrare i sindaci delle Madonie che chiedevano ai vertici dell’azienda sanitaria provinciale di essere ricevuti per chiarire la posizione dell'ospedale di Petralia Sottana

Un'ospedale in attesa di conoscere il proprio futuro. Nove sindaci hanno firmato di loro pugno una richiesta urgente per incontrare i vertici dell'azienda sanitaria provinciale in merito all'ospedale di Petralia Sottana. La struttura sanitaria serve tutto il comprensorio madonita ma da anni vive una situazione che ha costretto la chiusura di molti reparti dell'ospedale, considerati da molti come strategici. Nove sindaci della provincia di Palermo stanchi delle attese e delle promesse mai mantenute hanno deciso di prendere carta e penna e chiedere un incontro sul futuro dell'ospedale Madonna dell'Alto. I nove primi cittadini di Alimena, Bompietro, Blufi, Castellana Sicula, Gangi, Geraci Siculo, Petralia Soprana e Sottana dove ricade l'ospedale e Polizzi Generosa hanno chiesto un incontro con Daniela Faraoni, direttore generale dell’azienda ospedaliera palermitana che in sostanza ha liquidato con un secco no la richiesta dei sindaci. "Considerato che l’assessore alla Salute ha prorogato il termine per la presentazione dell’atto aziendale 30 settembre, si rappresenta che le osservazioni sul documento che sarà trasmesso, potranno essere espresse in sede di conferenza dei sindaci che sarà convocata come da norma".

Quindi nessun incontro interlocutorio, dialogo interrotto. Bisogna attendere il 30 settembre quando ci sarà l'atto aziendale. La legittima richiesta di 9 sindaci di conoscere le intenzioni dell’Asp di Palermo sui servizi sanitari territoriali è stata bocciata. Si potrà discutere dopo, quando l’atto aziendale sarà confezionato e pronto per l’approvazione. Uno sgarbo che a molti non è piaciuto considerando che per la comunità madonita la struttura di Petralia Sottana è continuamente penalizzata a causa di reparti chiusi da tempo, di una struttura che necessita di un restyling. Lo scorso maggio l'assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, ha visitato la struttura e i reparti. In quell'occasione c’è stato un lungo colloquio con i responsabili delle unità operative e con i sindaci del comprensorio che da tempo chiedono di potenziare la struttura. Un presidio essenziale in una zona dove i collegamenti stradali sono precari per le mancate manutenzioni e per le condizioni peculiari di un'area montana. Razza aveva dato la propria disponibilità ad "investire sulla lungodegenza, sulla riabilitazione, sulla geriatria, rsa, funzioni attorno alle quali può vivere l’ospedale ed il territorio - aveva detto nel giorno della visita -. Questa scelta non deve apparire come una perdita di servizi emergenziali. Abbiamo aumentato i posti letto e dobbiamo trovare il modo di aumentare i servizi , penso in particolare alla diagnostica, con ulteriori investimenti".

L'obiettivo per il futuro dell'ospedale è quello di puntare sul potenziamento delle prestazioni nei reparti di cardiologia, ortopedia, riabilitazione e la creazione di un polo geriatrico di riferimento regionale. Ad oggi però la situazione sembra ferma e così i pazienti sono costretti a lunghe trasferte per curarsi