Rubano al supermercato e poi urinano: presi tre ladri imprudenti

Beccati dai Ris di Messina tre ladri che dopo aver saccheggiato quattro supermercati hanno deciso di fare la pipì su un muretto di uno di questi. A incastrarli l'esame del dna

Forse per loro sarà stata una goliardata ma quell'errore incauto durante una delle tante rapine nei supermercati della zona gli ha aperto le porte del carcere. I carabinieri di Siracusa hanno arrestato tre persone accusate di aver commesso quattro colpi ad altrettanti supermercati nell'ottobre scorso a Lentini, Carlentini e Francofonte, nel siracusano. I militari grazie all'urina lasciata su un muretto sono riusciti a risalire a tre rapinatori. L'indagine dei militari, diretta dai sostituti procuratori Stefano Priolo e Salvatore Grillo, e coordinata dal procuratore aggiunto Fabio Scavone, si è avvalsa del supporto del Ris di Messina: i tre, tutti poco più che ventenni, erano stati ripresi dagli impianti di videosorveglianza. Ma determinante è stato l'episodio accaduto il 25 ottobre scorso: i tre hanno urinato nel muretto adiacente l'esercizio commerciale. I militari hanno prelevato i campioni di dna risalendo ai rapinatori.

Secondo quanto svelato dalle telecamere di sicurezza dei locali presi di mira, avrebbero agito armati di pistole e con il volto coperto, portando via complessivamente 2500 euro. I carabinieri del Ris di Messina, dopo alcuni sopralluoghi, hanno portato nei laboratori delle tracce organiche lasciate dagli autori delle rapine. Gli esami avrebbero confermato l'identità degli indagati, riconosciuti anche da alcune fattezze fisiche. Nei loro confronti è stato emesso l'obbligo di dimora. I tre, secondo quanto si appreso, sono stati identificati dai carabinieri del Ris di Messina. Nel corso di una delle quattro rapine fatte nel solo mese di ottobre tra Lentini, Carlentini e Francofonte, i giovani, forse per gioco, avrebbero deciso di fare i loro bisogni su un muretto, a ridosso dell'ingresso di un'attività commerciale. Quelle tracce non sono passate inosservate ai carabinieri dei Ris che le hanno prelevate e portate nei laboratori. Gli esami avrebbero confermato l'identità degli indagati, riconosciuti anche da alcune fattezze fisiche.