Il test del dna in ospedale sul paziente: non è il boss Matteo Messina Denaro

Una clamorosa indiscrezione si era diffusa stamattina: all'ospedale Bonino Pulejo di Messina c'era ricoverato il boss Matteo Messina Denaro. Effettuato il test del dna su un paziente ricoverato

Non è il boss Matteo Messina Denaro. I risultati del test del dna hanno dissipato tutti i dubbi. Il paziente che si trova ricoverato al centro neurolesi dell'ospedale Bonino Pulejo di Messina non era il super-boss. Tutto era iniziato ieri con il blitz dei carabinieri nel nosocomio messinese, coordinati dalla procura di Messina, che erano intervenuti dopo la segnalazione da parte del personale infermieristico di un uomo, originario di Castelvetrano, in provincia di Trapani, che aveva attirato la loro attenzione. È stato prelevato un campione del dna del paziente ricoverato dopo essere stato colpito da in ictus ed è stato comparato con le tracce biologiche del latitante di cui sono in possesso gli investigatori. E i risultati non mentono: non si tratta del padrino trapanese.

Quello di ieri sembrava un blitz come tanti dei carabinieri. Invece i militari del nuclei speciali si erano recati presso il nosocomio messinese con un preciso obiettivo: prelevare un campione di dna da un paziente e verificare se si trattasse del super-boss Matteo Messina Denaro. La clamorosa indiscrezione emergeva dal quotidiano locale Messina Today che rivelava la "caccia" del militari avvenuta ieri tra le stanze dell'ospedale del capoluogo della provincia messine.

Il blitz è stato mascherato da un normale controllo dei Nas. In realtà si trattava di una organizzata e pianificata a tavolino operazione di intelligence che ha impiegato i nuclei speciali dei carabinieri. Tutto era iniziato all'alba di ieri. I carabinieri hanno fatto irruzione all'alba, monitorando anche gli ingressi e le uscite e sorvolando con gli elicotteri la zona. Tutto è passato sotto controllo in un clima quasi surreale in cui non volava una mosca. Al centro neurolesi è stato chiamato il direttore scientifico Dino Bramanti, presente durante gli accertamenti. I carabinieri cercavano un uomo ricoverato di Castelvetrano, in provincia di Trapani, paese di origine del boss Messina Denaro che si trovava all'interno dell'ospedale Pulejo, nel reparto Irccs che si trova in zona colli Sanrizzo. L'uomo era ricoverato da oltre un mese per la riabilitazione dopo un ictus.

La segnalazione sulla possibile presenza del boss latitante sarebbe scattata direttamente dalla procura di Messina. I militari dopo aver individuato l’uomo, lo hanno sottoposto a tampone per le verifiche del dna, dal momento che il capo di cosa nostra ricercato in tutto il mondo pare abbia subito trasformazioni anche chirurgiche. Massimo riserbo in tutta la struttura sulla natura dei controlli e gli esiti, ma sembra che gli accertamenti che si sono protratti per tutta la giornata continueranno. Nessuna indiscrezione trapela sull'identità dell'uomo sottoposto a controllo.

Continua, insomma la caccia a "Diabolik"; come è stato rinnominato. Solo qualche giorno fa, si era diffusa la voce che Matteo Messina Denaro si trovasse in Veneto, nel comune di Salgaredo in provincia di Treviso e sarebbe all'interno di una cantina di questa villetta, "ospite" di un cittadino palermitano. Era stato il pentito Emanuele Merenda a rivelarlo agli inquirenti, indicando anche il nome di chi aveva ospitato il super-boss. Si tratta di Vincenzo Centineo, originario di Gangi, borgo delle Madonie in provincia di Palermo. Una cosa, questa, poi smentita proprio dal legale di Centineo, Guido Galletti, che aveva dichiarato che il suo cliente non aveva mai favorito la latitanza del boss. Il mistero su Matteo Messina Denaro rimane. Qualcuno sostiene di averlo visto a Castelvetrano, chi invece alla stazione di Trapani mentre prendeva un treno.

Commenti

ruggerobarretti

Gio, 28/11/2019 - 12:35

E se invece fosse il famigerato "ignoto 1" ???