Il Papa: "C'è una lobby che si batte contro la famiglia"

Il pontefice: "La famiglia mostra segni di cedimento sotto le pressioni di lobbies capaci di incidere sui processi legislativi. Divorzi e unioni libere sono in aumento, l'adulterio è tollerato. Ma solo sulla roccia dell'amore coniugale tra uomo e donna si può edificare una comunità degna dell'essere umano"

Città del Vaticano - Benedetto XVI torna a parlare della famiglia denunciando le minacce che vengono portate dai modelli sociali consumistici ma anche dalle ''pressioni di lobby capaci di incidere negativamente sui processi legislativi'' dei vari paesi. Auspicando un'azione di salvaguardia dell'istituto familiare, secondo i valori cristiani, il papa ha indicato che non spetta al clero assumere iniziative politiche o legislative. ''In particolare sento il dovere - ha detto - di ribadire che non spetta agli ecclesiastici capeggiare aggregazioni sociali o politiche, ma ai laici maturi e professionalmente preparati''. Affermazioni che il papa ha rivolto ai nunzi apostolici (gli ambasciatori pontifici) in America Latina, ricevuti in udienza collettiva al termine della loro riunione in preparazione della V Conferenza generale dell'episcopato latinoamericano. Quella sulla famiglia non è la sola riflessione svolta dal papa che l'ha fatta precedere da considerazioni sulle difficili situazioni economiche, sociali e politiche e finanche democratiche che vivono alcuni di questi paesi. E' alla povertà, infatti, che il papa ha richiamato l'attenzione dei nunzi e delle chiese locali per continuare un'opera che da sempre è apprezzata dalle popolazioni piu' povere.

 

''La Chiesa Cattolica - ha detto il papa - è l'istituzione che gode del maggior credito da parte delle popolazioni latino-americane. E' attiva nella vita della gente, stimata per il lavoro che compie negli ambiti dell'educazione, della salute e della solidarieta' verso i bisognosi. L'aiuto per i poveri e la lotta contro la poverta' sono e rimangono una fondamentale priorità nella vita delle Chiese in America Latina. La Chiesa e anche attiva per gli interventi di mediazione che non raramente le vengono richiesti in occasione di conflitti interni. Una così consolidata presenza deve però oggi tener conto, tra l'altro, del proselitismo delle sette e dell'influenza crescente del secolarismo edonista postmoderno. Sulle cause dell'attrazione delle sette dobbiamo seriamente riflettere per trovare le risposte giuste. Dinanzi alle sfide dell'attuale momento storico le nostre comunità sono chiamate a rinsaldare la loro adesione a Cristo per testimoniare una fede matura e piena di gioia e veramente - nonostante tutti i problemi - enormi sono le potenzialità. E veramente enormi sono le potenzialità spirituali a cui puo' attingere l'America Latina, dove i misteri della fede sono celebrati con fervida devozione e la fiducia nel futuro è alimentata dall'aumento delle vocazioni sacerdotali e religiose. E' naturalmente necessario accompagnare con grande attenzione i giovani nel cammino della vocazione, ed aiutare i sacerdoti, i religiosi e le religiose a perseverare nella loro vocazione. Un immenso potenziale missionario ed evangelizzatore e' poi offerto dai giovani, che costituiscono più dei due terzi della popolazione, mentre la famiglia resta ''una caratteristica primordiale della cultura latino-americana'', come ebbe a dire il mio venerato predecessore, Giovanni Paolo II, nell'incontro di Puebla, in Messico, nel gennaio del 1979''.

E' a questo punto che il papa è passato al tema della famiglia. ''Un'attenzione prioritaria - ha affermato Benedetto XVI - merita proprio la famiglia, che mostra segni di cedimento sotto le pressioni di lobbies capaci di incidere negativamente sui processi legislativi. Divorzi e unioni libere sono in aumento, mentre l'adulterio è guardato con ingiustificabile tolleranza. Occorre ribadire che il matrimonio e la famiglia hanno il loro fondamento nel nucleo più intimo della verità sull'uomo e sul suo destino; solo sulla roccia dell'amore coniugale, fedele e stabile, tra un uomo e una donna si può edificare una comunità degna dell'essere umano. Mi piacerebbe evidenziare altre tematiche religiose e sociali sulle quali avete avuto modo di riflettere. Mi limito a citare il fenomeno della migrazione, strettamente collegato con la famiglia; l'importanza della scuola e l'attenzione ai valori e alla coscienza, per formare laici maturi che siano in grado di offrire un contributo qualificato nella vita sociale e civile; l'educazione dei giovani con piani vocazionali appropriati che accompagnino, in particolar modo, i seminaristi e gli aspiranti alla vita consacrata nel loro cammino formativo; l'impegno ad informare in modo adeguato l'opinione pubblica sulle grandi questioni etiche secondo i principi del Magistero della Chiesa e una presenza efficace nel campo degli strumenti di comunicazione anche per rispondere alle sfide delle sette. I movimenti ecclesiali costituiscono certo una valida risorsa per l'apostolato, ma vanno aiutati a mantenersi sempre fedeli al Vangelo e all'insegnamento della Chiesa, anche quando operano nel campo sociale e politico. In particolare, sento il dovere di ribadire che non spetta agli ecclesiastici capeggiare aggregazioni sociali o politiche, ma ai laici maturi e professionalmente preparati''.