Il Papa: "Dignità per la vita umana"

Il Santo Padre Benedetto XVI ha voluto riaffermare "con vigore" "l’assoluta e suprema dignità di ogni vita umana", anche "quando è debole e avvolta nel mistero della sofferenza". Di ciò il Papa parla nel messaggio per la 17/esima Giornata Mondiale del Malato, in programma per l’11 febbraio. Nel testo Ratzinger, tuttavia, non fa alcune riferimento esplicito all’eutanasia o alla vicenda di Eluana Englaro.

"Occorre affermare infatti con vigore l'assoluta e suprema dignità di ogni vita umana", ha detto il Papa. "Non muta, con il trascorrere dei tempi, l'insegnamento che la Chiesa incessantemente proclama: la vita umana è bella e va vissuta in pienezza anche quando è debole ed avvolta dal mistero della sofferenza", ha aggiunto.

Nel messaggio, il Papa si concentra soprattutto sui bambini, "le creature più deboli e indifese e, tra questi, ai bambini malati e sofferenti". "Ci sono - afferma - piccoli esseri umani che portano nel corpo le conseguenze di malattie invalidanti, ed altri che lottano con mali oggi ancora inguaribili nonostante il progresso della medicina e l'assistenza di validi ricercatori e professionisti della salute. Ci sono bambini feriti nel corpo e nell'anima a seguito di conflitti e guerre, ed altri vittime innocenti dell'odio di insensate persone adulte". "Da tutti questi bambini - sottolinea Ratzinger - si leva un silenzioso grido di dolore che interpella la nostra coscienza di uomini e di credenti". 

Bagnasco: "E' omicidio e buio in Italia" Durissimo anche l'intervento del presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, che parla di "omicidio". "Una luce si sta spegnendo, la luce di una vita. E l’Italia è più buia. Un grande vuoto aleggia, destinato ad accrescersi nei giorni che seguiranno", spiega il cardinal Bagnasco esprimendo "grave preoccupazione" per "la concatenazione di circostanze che vanno producendo un tale inaccettabile esito". "Come si può tollerare - osserva ancora - che passi nella mentalità comune una pretesa nuova necessità, e cioè il diritto di morire, invece di sostenere e garantire, anche nelle situazioni estreme, il diritto alla vita?". Il presidente dei vescovi esprime "grave preoccupazione" circa "la concatenazione di circostanze che vanno producendo un tale inaccettabile esito". "Questa vicenda dolorosa, che vede al centro una persona che tutti sentiamo affettuosamente 'nostra', ci ha resi più insicuri", aggiunge. "Come si può tollerare - osserva ancora - che passi nella mentalità comune una pretesa nuova necessità, e cioé il diritto di morire, invece di sostenere e garantire, anche nelle situazioni estreme, il diritto alla vita?". "In verità - aggiunge - una domanda si affaccia insistente alla coscienza: non dare più il cibo e l'acqua ad una persona, come si deve chiamare se non omicidio? Di fronte al dramma della vita debole o ferita, l'unica risposta ragionevole e umana che traduce lo struggimento interiore che tutti prende è quella delle Suore di Lecco".

Anche il cardinale vicario di Roma, Agostino Vallini, ha invocato provvedimenti legislativi per salvare Eluana dalla morte per fame e sete. "Non possiamo accettare - ha spiegato in una nota diffusa dalla diocesi - che...si rinunci ad escogitare strumenti giuridici legittimi che, in forza dell`equità, cioé della giustizia al caso concreto, possano salvare la vita di una persona non in grado di difendersi da sola". Vaticano e vescovi dunque ancora in pressing. Il segretario della Cei, monsignor Mariano Crociata, ha voluto puntualizzare che non si tratta però di "ingerenza" negli affari interni di uno Stato. "Il nostro compito - ha spiegato - è dare le motivazioni, condividere i valori, perché poi ciascuno, dove è chiamato ad operare, traduca tutto questo nella maniera adeguata".