Il Papa: ecco il dono che ci ha lasciato Wojtyla

«Giovanni Paolo II prima di morire scrisse: “È l’amore del Signore che converte i cuori”»

Andrea Tornielli

da Roma

Benedetto XVI ha visitato ieri mattina la parrocchia romana dedicata a «Dio Padre misericordioso», a Tor Tre Teste, e durante la celebrazione della Messa nella grande chiesa a forma di vela progettata dall’architetto americano di origine ebraica Richard Meier ha ricordato il predecessore citando un brano dell’ultimo Angelus che domenica 3 aprile Wojtyla non potè pronunciare perché morì la sera precedente.
L’intero quartiere, alla periferia di Roma, ha accolto il Pontefice nell’avveniristica costruzione bianca realizzata in occasione del Giubileo. Benedetto XVI indossava paramenti rosacei, tipici della «domenica Laetare», che interrompe il cammino quaresinale. Nell’omelia, Papa Ratzinger ha ricordato la figura di Nicodemo, il personaggio che va di notte a cercare Gesù, attirato dalle sue parole e dal suo esempio, ma che esita a compiere il salto della fede. «Quanti, anche nel nostro tempo, sono in ricerca e attendono un “segno” che tocchi la loro mente e il loro cuore!», ha detto Ratzinger. «Oggi come allora – ha continuato – l’evangelista ci ricorda che il solo “segno” è Gesù innalzato sulla croce: Gesù morto e risorto. In Lui possiamo comprendere la verità della vita e ottenere la salvezza. È questo l’annuncio centrale della Chiesa, che resta nei secoli immutato. La fede cristiana pertanto non è ideologia, ma incontro personale con Cristo crocifisso e risorto».
Il Papa ha quindi ricordato che «questo mistero» della misericordia divina è «particolarmente eloquente» in questa parrocchia, che Giovanni Paolo II aveva voluto. «Meditando sulla misericordia del Signore – ha aggiunto - mi torna alla mente il testo che Giovanni Paolo II aveva preparato per l’appuntamento con i fedeli della domenica 3 aprile. Nei disegni divini era scritto che egli ci lasciasse proprio alla vigilia di quel giorno, il sabato 2 aprile, e per questo non poté pronunziare quelle sue parole. Aveva scritto così: “All’umanità, che talora sembra smarrita e dominata dal potere del male, dell’egoismo e della paura, il Signore risorto offre in dono il suo amore che perdona, riconcilia e apre l’animo alla speranza. È amore che converte i cuori e dona la pace”. Ed aggiungeva: “Quanto bisogno ha il mondo di comprendere e di accogliere la Divina Misericordia!”». Non si tratta di un testo inedito, ma della meditazione per l’Angelus che venne poi letta in piazza San Pietro all’indomani della morte di Wojtyla dal Sostituto della Segreteria di Stato e quindi pubblicato sull’Osservatore Romano.
Benedetto XVI ha quindi definito l’avveniristica chiesa di Tor Tre Teste come «una originale struttura architettonica» ricordando che essa «attira molti visitatori» e ha chiesto ai parrocchiani di impegnarsi per fare apprezzare a tutti coloro che vengono a visitare la parrocchia «non solo la bellezza dell’edificio sacro, ma soprattutto la ricchezza della comunità viva e dell'amore».