Il Papa fa santa la suora australiana che denunciò un prete pedofilo

Benedetto XVI ha canonizzato suor Mary MacKillop, Giulia Salzano e Battista Camilla da Varano, il polacco
Kazimierczyk Soltys, la spagnola Candida Maria de
Jesus Cipitria y Barriola e il
canadese André Bessette. Richiamo ai cattolici: in politica per ricercare il &quot;bene comune&quot;<br />

Città del Vaticano - Pronunciando solennemente la relativa formula, durante la messa in Piazza San Pietro, Benedetto XVI, vestito con i paramenti dorati, ha proclamato la canonizzazione dei sei nuovi santi. "Dopo aver lungamente riflettuto, invocato più volte l'aiuto divino e ascoltato il parere di molti nostri fratelli nell'episcopato, dichiariamo e definiamo santi mi beati Stanislaw Kazimierczyk, André Bessette, Candida Maria de Jesus Cipitria y Barriola, Mary of the Cross MacKillop, Giulia Salzano e Battista da Varano e li iscriviamo nell'Albo dei Santi e stabiliamo che in tutta la Chiesa essi siano devotamente onorati tra i Santi", recita tra l'altro la formula, letta in latino. Subito dopo, accanto all'altare sono state deposte le reliquie dei nuovi santi, i cui ritratti campeggiano oggi sulla facciata della basilica vaticana.

Mary MacKillop è la prima santa australiana. Era una suora che nel 1897 fondò l'ordine delle Sorelle di San Giuseppe del Sacro Cuore. Aveva 25 anni e una missione: dare un'istruzione ai bimbi delle famiglie povere. E nel 1870 denunciò gli abusi di padre Keating, un prete pedofilo.

"Si rinnova oggi in Piazza San Pietro la festa della santità", ha esordito il Papa nell'omelia, rivolgendosi alle decine di migliaia di fedeli presenti. E riferendosi alle letture odierne ha sottolineato che "la liturgia di questa domenica ci offre un insegnamento fondamentale: la necessità di pregare sempre, senza stancarsi". "Talvolta noi ci stanchiamo di pregare - ha detto Ratzinger -, abbiamo l'impressione che la preghiera non sia tanto utile per la vita, che sia poco efficace. Perciò siamo tentati di dedicarci all'attività, di impiegare tutti i mezzi umani per raggiungere i nostri scopi, e non ricorriamo a Dio". Esortando i fedeli a "mai disperare" e a non stancarsi mai di pregare, il Papa ha comunque avvertito che "é chiaro che la preghiera dev'essere espressione di fede, altrimenti non è vera preghiera". "Se uno non crede nella bontà di Dio - ha aggiunto -, non può pregare in modo veramente adeguato. La fede é essenziale come base dell'atteggiamento della preghiera". 

L'esempio dei Santi Benedetto XVI, proseguendo poi nelle rispettive lingue, ha indicato l'esempio dei cinque nuovi santi che oggi entrano nel canone della Chiesa. Di Stanislaw Kazimierczyk, religioso vissuto nel 15/o secolo, ha ricordato che a Cracovia "lavorò come sacerdote, educatore, attento alla cura dei bisognosi" e come fosse sempre "legato all'Eucaristia attraverso l'ardente amore per Cristo". Di André Bessette, primo santo canadese, nato nel Quebec, frate della Congregazione della Santa Croce e "portinaio del collegio di Notre Dame a Montreal", il Papa ha evidenziato che "manifestò una carità illimitata e si sforzò di alleviare le sofferenze di coloro che si rivolgevano a lui". Fece anche costruire l'Oratorio di San Giuseppe di Mont Royal "di cui è rimasto il guardiano fedele fino alla morte, nel 1937", e dove "fu testimone di innumerevoli guarigioni e conversioni". Di Candida Maria de Jesus Cipitria y Barriola, suora spagnola vissuta tra '800 e '900, ha spiegato come essa "con poveri mezzi" si dedicò con altre sorelle "all'educazione e alla promozione della donna". "Nacquero così le Figlie di Gesù - ha aggiunto il Pontefice -, che oggi hanno nella loro fondatrice un modello di vita alto da imitare e una missione appassionante da portare avanti nei numerosi paesi in cui sono arrivati lo spirito e gli aneliti si apostolato di madre Candida". A proposito di Mary MacKillop, prima santa australiana, il Papa ha sottolineato come "per molti anni innumerevoli giovani in tutta l'Australia hanno avuto la benedizione di avere insegnanti ispirate dal suo coraggioso e santo esempio di zelo, di perseveranza e di preghiera". "Da giovane - ha ricordato - si è dedicata all'educazione dei poveri nel terreno difficile e impegnativo dell'Australia rurale, ispirando altre giovani donne ad unirsi a lei nella prima comunità religiosa femminile del paese", le Sorelle di San Giuseppe del Sacro Cuore. Suor Mary all'epoca fu anche temporaneamente scomunicata (poi riabilitata) dal vescovo di Adelaide per aver denunciato un prete pedofilo: una vicenda non citata dal Papa, che ha fatto però cenno alle "numerose sfidé che la suora dovette affrontare. Per quanto riguarda Giulia Salzano, il Pontefice ha rievocato che "nella seconda metà del secolo XIX, in Campania, nel sud dell'Italia, il Signore chiamò una giovane maestra elementare" e "ne fece un'apostola dell'educazione cristiana, fondatrice della Congregazione delle Suore Catechiste del Sacro Cuore di Gesù". La marchigiana Battista Camilla da Varano, monaca clarissa del XV secolo, "testimoniò fino in fondo il senso evangelico della vita", "perseverando nella preghiera" e "con un eroico amore verso Dio e il prossimo". Entrata a 23 anni nel monastero di Urbino, fu protagonista del "movimento di riforma della spiritualità femminile francescana" e "promosse nuove fondazioni monastiche a Camerino, dove più volte fu eletta abbadessa, a Fermo e a San Severino". 

Cattolici in politica La ricerca "del bene comune" deve sempre costituire "il riferimento sicuro" per l'impegno dei cattolici nella società e nella politica. E' il richiamo pronunciato da Benedetto XVI. "Pensando all'Italia - ha detto il Papa -, mi preme ricordare che oggi a Reggio Calabria, si conclude la 46/a Settimana sociale dei Cattolici italiani, che ha tracciato un"agenda di speranzà per il futuro del Paese". Ratzinger ha quindi rivolto "un cordiale saluto" ai convegnisti di Reggio Calabria, collegati in diretta, ed ha auspicato "che la ricerca del bene comune costituisca sempre il riferimento sicuro per l'impegno dei cattolici nell'azione sociale e politica".  Prima della recita dell'Angelus, il Papa ha salutato nelle varie lingue i fedeli e le delegazioni ufficiali provenienti dai paesi dei nuovi santi. Ha quindi salutato "i pellegrini italiani che festeggiano santa Battista Camilla Varano e santa Giulia Salzano, come pure la delegazione ufficiale presente per questa circostanza", guidata dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta. Ha infine rivolto un pensiero alle "figlie spirituali" delle due nuove sante, "come pure ai fedeli venuti dalle Marche e dalla Campania".