Papa: tra fede e scienza non c'è opposizione

Benedetto XVI alla Pontificia accademia delle scienze: "Non c’è alcuna opposizione tra la
comprensione della fede riguardo alla creazione e la evidenza
delle scienze empiriche". E sull'evoluzione: "Libro scritto da Dio"

Roma - "Non c’è alcuna opposizione tra la comprensione della fede riguardo alla creazione e la evidenza delle scienze empiriche". Lo ha ribadito Benedetto XVI ai membri della Pontificia accademia delle scienze che da oggi fino al 3 novembre dedicano la loro assemblea plenaria al tema Approcci scientifici sull’evoluzione dell’universo e della vita.

Il rapporto tra fede e scienza Una scelta di argomento che il Papa ha apprezzato, sottolinenado che "molti nostri contemporanei oggi desiderano riflettere sull’origine ultima degli esseri, la loro causa e la loro fine e il significato della storia umana e dell’universo". Per il Pontefice teologo, "affermare che il fondamento del cosmo e i suoi sviluppi risalgono alla infinita saggezza del Creatore non significa dire che la creazione ha a che fare solo con l’inizio della storia del mondo e della vita. Implica piuttosto che il creatore fonda questi sviluppi e li supporta continuamente". Infatti, la creazione non è il risultato nè di un movimento nè di una mutazione, ma scaturisce da "una relazione fondante e continua che lega la creatura al Creatore che è causa di ogni essere e di tutto il divenire".

Universo ed evoluzione La natura è un "libro scritto da Dio", lo credeva anche Galileo e le successive scoperte non escludono la percezione del cosmo come un insieme ordinato. "Possiamo non essere capaci in prima battuta di vedere l’armonia del tutto". "Resta sempre, tuttavia - ha affermato il Santo Padre - un’ampio raggio di eventi intelligibili, e il processo è razionale nella misura in cui rivela un ordine di corrispondenze evidenti e finalità innegabili". "La filosofia recente ha proposto immagini per spiegare l’origine del cosmo basate su uno o più elementi del mondo materiale - ha osservato papa Ratzinger - una genesi non vista come una creazione, ma piuttosto come mutazione o trasformazione", che implica "una sorta di interpretazione orizzontale dell’origine del mondo". Ma per "svilupparsi ed evolvere, il mondo deve prima esistere", in altre parole "deve essere creato" dal primo essere che è tale per sua stessa essenza. E le recenti teorie che sembrano esaltare l’idea di un caos immanente, come quella del professor Stephen Hawking che in questi giorni partecipa all’assemblea della Pontificia accademia, non possono invece escludere, secondo Benedetto XVI - la presenza di un "ordine", di una "intrinseca matematica". "Il mondo, lungi dall’essere originato dal caos - insiste il Papa - somiglia ad un libro ordinato: è un cosmo". E, nonostante "elementi irrazionali, caotici e distruttivi" intervenuti nel corso della sua trasformazione, resta "leggibile" alla mente umana. Si evidenziano cosi, a suo giudizio, relazioni indiscutibili: "Nel mondo inorganico, tra microstruttura e macrostruttura, nel mondo organico e animale, tra struttura e funzione; e nel mondo spirituale, tra la conoscenza della verità e l’aspirazione alla libertà". "La ricerca sperimentale e filosofica - ha concluso Benedetto XVI - scopre questi ordini, percepisce la loro capacità di autorigenerarsi, difendendosi da squilibri e incombenti ostacoli".