Papa, la Maiolo: "Io non volevo fargli del male" Berlusconi solidale: "Basta estremismi e odio"

Benedetto XVI, nel messaggio di Natale dopo lo spavento &quot;Nessuna ideologia può sostituire la Chiesa, stiamo con migranti e poveri&quot;. La 25enne svizzera: &quot;Non volevo far del male al Papa&quot;. Finito a terra anche <a href="/interni/etchegaray_cardinale_missioni_difficili/25-12-2009/articolo-id=409464-page=0-comments=1" target="_blank"><strong>il
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Città del Vaticano - Papa Benedetto XVI si é affacciato, come in programma, dalla loggia della Basilica Vaticana per il messaggio natalizio delle 12, che sarà seguito dalla tradizionale benedizione "Urbi et Orbi" e dagli auguri in 65 lingue. Appare in discreta forma e sereno, dopo il trambusto di ieri sera quando, prima della messa natalizia, una donna ha scavalcato le transenne in San Pietro e lo ha spintonato a terra.

Maiolo: "Non volevo fare del male" "Non volevo fare del male al Santo Padre". Lo avrebbe detto ai soccorritori e ai medici che le hanno prestato assistenza, una volta ricoverata in ospedale, Susanna Maiolo, la donna che ha tentato di avvicinarsi al Papa facendolo cadere durante la messa di Natale in San Pietro. Chi ha avuto modo di parlarle la definisce "una persona disturbata" con un "pensiero distorto" che probabilmente l'ha portata a tentare per due volte di avvicinarsi al Papa. Maiolo, secondo fonti vaticane era giunta direttamente dalla Svizzera, dove abita, per assistere alla messa in Vaticano. Stessa cosa aveva fatto lo scorso anno, quando aveva compiuto un gesto analogo: durante la messa di mezzanotte del 2008 infatti, vestita con una giacca rossa molto simile a quella che indossava anche ieri, aveva scavalcato la transenna, ma era stata bloccata prima di potersi avvicinare ulteriormente a Benedetto XVI. La donna subito è stata subito trasportata all'ospedale Santo Spirito e presa in cura dai medici del servizio psichiatrico di diagnosi. Dopo le prime cure farmacologiche è stata trasferita in una struttura protetta fuori Roma dove rimarrà ricoverata.

Berlusconi: "Basta odio" "Ho pensato che davvero dobbiamo contrastare queste fabbriche di menzogne, di estremismo e anche di odio". Così il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, nel corso di un collegamento telefonico con il Tg1, ha commentato l'aggressione al Pontefice. "Credo che la reazione sia quella di tutti gli italiani: di preoccupazione e di incredulità. Ho pensato che davvero dobbiamo contrastare tutte queste fabbriche di menzogne, di estremismo e anche di odio". Berlusconi ha detto di "aver già fatto pervenire al Santo Padre i sentimenti più affettuosi di vicinanza" non solo personali, ma anche di tutto il governo e "di tutti gli italiani".

E' la crisi morale, più ancora di quella economica, a ferire l'umanità. E' quanto ha detto papa Benedetto XVI nel suo messaggio natalizio, pronunciato dalla loggia della Basilica Vaticana, prima della benedizione. La Chiesa non ha paura di "attacchi e persecuzioni", ha sottolineato più avnto il Pontefice.

Nel tradizionale messaggio natalizio, papa Ratzinger ha invocato pace per la Terra Santa, ancora segnata da una "logica di violenza e di vendetta", per l'Iraq, per il grande Medio Oriente e i tanti paesi dell'Asia e dell'Africa feriti da conflitti, drammi e povertà. Alla popolazione della Terra Santa, Benedetto XVI ha rivolto un'esortazione a "impegnarsi con rinnovato vigore e generosità nel cammino verso una convivenza pacifica". "Come non pensare - ha aggiunto poi - alla tribolata situazione in Iraq e a quel piccolo gregge di cristiani che vive nella Regione? Esso talvolta soffre violenze e ingiustizie ma è sempre proteso a dare il proprio contributo all'edificazione della convivenza civile contraria alla logica dello scontro e del rifiuto del vicino". Il Papa ha quindi citato le diffIcoltà in Sri Lanka, nella Penisola coreana e nelle Filippine, e, cambiando continente, nella Repubblica Democratica del Congo, in Guinea, Niger, Madagascar.

"L'Occidente rispetti vita e deboli" La Chiesa cattolica si rivolge direttamente all'Occidente, all'Europa e all'America Settentrionale, per spronare tali società "a superare la mentalità egoista e tecnicista. a promuovere il bene comune, a rispettare le persone più deboli, a cominciare da quella ancora non nate".

"Nessuna ideologia può sostituire la Chiesa" Rivolgendosi all'America Latina ha ribadito con forza che nessuna ideologia può sostituirsi al cattolicesimo. "In tutta l'America Latina il "noi" della Chiesa è fattore identitario, pienezza di verità e di carità che nessuna ideologia può sostituire, appello al rispetto dei diritti inalienabili di ogni persona ed al suo sviluppo integrale, annuncio di giustizia e di fraternità, fonte di unità".

"Con migranti e poveri" La Chiesa è "una presenza che chiama all'accoglienza" di "quanti migrano dalla loro terra e sono spinti lontano dalla fame, dall'intolleranza e dal degrado ambientale". La Chiesa - ha scandito - "é solidale con coloro che sono colpiti dalle calamità naturali e dalla povertà, anche nelle società opulenti".

"Il Natale ispiri concordia in Italia" Il Natale ispiri un "geneoroso impegno per la concorde costruzione di una società più giusta e solidale", ha auspicato papa Benedetto XVI, nell' augurio natalizio all'Italia, il primo di 65 in tutte le lingue del mondo. "Buon Natale agli abitanti di Roma e dell'intera Italia!", ha esordito Benedetto XVI . " La nascita di Cristo rechi in ciascuno nuova speranza e susciti generoso impegno per la concorde costruzione di una società più giusta e solidale. Contemplando la povera e umile grotta di Betlemme, le famiglie e le comunità imparino uno stile di vita semplice, trasparente e accogliente, ricco di gesti di amore e di perdono".