Papa: "Ostilità contro i cristiani pure in Europa"

Non solo discriminiazioni
nei confronti delle minoranze cristiane in Asia o Africa. Benedetto XVI denuncia: "I cristiani sono il gruppo religioso più perseguitato al mondo". E invita il fedeli a combattere il laicismo e il fondamentalismo

Roma - Non solo discriminiazioni nei confronti delle minoranze cristiane in Asia o Africa. Nel messaggio per la Giornata della pace del prossimo primo gennaio, papa Benedetto XVI denuncia che "vi sono forme più sofisticate di ostilità contro la religione, che nei Paesi occidentali si esprimono talvolta col rinnegamento della storia e dei simboli religiosi nei quali si rispecchiano l'identità e la cultura della maggioranza dei cittadini". Poi l'invito a combattere il laicismo e il fondamentalismo.

La denuncia del Pontefice Senza esplicitare il riferimento a casi concreti come quello dei crocifissi nelle scuole a Strasburgo, il Santo Padre denuncia che vi sono forme di violenza che "fomentano spesso l'odio e il pregiudizio e non sono coerenti con una visione serena ed equilibrata del pluralismo e della laicità delle istituzioni, senza contare che le nuove generazioni rischiano di non entrare in contatto con il prezioso patrimonio spirituale dei loro Paesi". Benedetto XVI esprime l’auspicio "affinché in Occidente, specie in Europa, cessino l'ostilità e i pregiudizi contro i cristiani per il fatto che essi intendono orientare la propria vita in modo coerente ai valori e ai principi espressi nel Vangelo. L'Europa, piuttosto, sappia riconciliarsi con le proprie radici cristiane, che sono fondamentali per comprendere il ruolo che ha avuto, che ha e che intende avere nella storia; saprà, così, sperimentare giustizia, concordia e pace, coltivando un sincero dialogo con tutti i popoli".

Combattere laicismo e fondamentalismo "La stessa determinazione con la quale sono condannate tutte le forme di fanatismo e di fondamentalismo religioso, deve animare anche l'opposizione a tutte le forme di ostilità contro la religione, che limitano il ruolo pubblico dei credenti nella vita civile e politica", continua il Papa spiegando che "non si può dimenticare che il fondamentalismo religioso e il laicismo sono forme speculari ed estreme di rifiuto del legittimo pluralismo e del principio di laicità". "Entrambe, infatti, assolutizzano una visione riduttiva e parziale della persona umana, favorendo, nel primo caso, forme di integralismo religioso e, nel secondo, di razionalismo - puntualizza il Santo Padre - la società che vuole imporre o, al contrario, negare la religione con la violenza, è ingiusta nei confronti della persona e di Dio, ma anche di se stessa".