Paralisi dopo incidente Comune va all’asta per risarcire 3 milioni

L'amministrazione di Meldola condannata al pagamento del risarcimento a un giovane finito sulla sedia a roetelle: il segnale di pericolo era troppo lontano

Il dramma vero è quello di Gabriele che, per un incidente stradale, nel 2001 rimase paralizzato dalla testa ai piedi. Poi c’è la storia del Comune di Meldola, in provincia di Forlì, che rischia la bancarotta, perché condannato a pagare un risarcimento di 3 milioni di euro.
Il destino di Gabriele - oggi ventinovenne - e la sorte del municipio emiliano si incrociano in una maledetta notte di sette anni fa, lungo la strada San Lorenzo-Fiordinano. È un tratto di asfalto che il Comune di Meldola aveva appena rifatto, proprio per rendere più sicuro il traffico automobilistico. Sul manto, fresco di catrame, era rimasta una patina di pietrisco segnalata da un segnale posto - colpevolmente - a 5 chilometri dal luogo della sciagura. La frenata sul ghiaino dell’auto guidata da Gabriele è devastante. La macchina schizza fuori strada e si schianta contro un albero: Gabriele è gravissimo. Dopo lunghe cure si salverà, ma gli arti del suo corpo non si muoveranno mai più. Parte una guerra a colpi di carta bollata. La famiglia del giovane denuncia il Comune per negligenza.

Ora, dopo un lungo contenzioso giudiziario, è arrivata la sentenza: il municipio di Meldola dovrà risarcire a Gabriele 3 milioni di euro. È una somma enorme, considerato che il Comune ha in bilancio una parte corrente di 5 milioni di euro: troppo poco per far fronte al risarcimento di 3 milioni, senza rischiare il crac finanziario. E allora ecco l’idea del sindaco Loris Venturi: mettere in vendita i «gioielli di famiglia» per racimolare più soldi possibile. Ma in cosa consiste il «tesoro» che il primo cittadino sarebbe disposto a vendere al migliore offerente? L’inventario prevede 4 arazzi di Mario Sironi (uno dei più grandi artisti del ventennio fascista), il Palazzo del Podestà e l’edificio dell’ex macello.

Sull’intera vicenda si è pure innestata una polemica politica dai contorni tutt’altro che definiti. Lo scontro nasce dal fatto che, all’epoca dell’incidente di Gabriele, il Comune aveva stipulato una polizza-rischio di appena 500mila euro: somma che nel caso di Gabriele è stata già liquidata dalla compagnia assicurativa. Ora l’amministrazione di Meldola ha 120 giorni di tempo per pagare i rimanenti 2 milioni e 500mila euro, così come sancito in sentenza dal Tribunale di Forlì.

Secondo il giudice il Comune avrebbe dovuto posizionare il segnale a ridosso dell’area interessata ai lavori per segnalare il pericolo o, addirittura, vietare il traffico.

«Ho fatto una ricerca - spiega il capogruppo di Forza Italia-Pdl, Roberto Ghetti -, scoprendo che in Italia nessun Comune con meno di diecimila abitanti ha subìto una condanna tanto gravosa come la nostra». Ma il maggiore cruccio di Ghetti è un altro: la copertura assicurativa assolutamente insufficiente per un’eventualità come quella capitata a Gabriele. Secondo il consigliere Ghetti «i Comuni, per i lavori di rifacimento del manto stradale, stipulano polizze anche di 3 o 4 milioni. Altro che 500mila euro...».

«Ciò dimostra - denuncia Ghetti al Giornale - che i nostri sindaco e giunta dovrebbero tornare a scuola per imparare come si fa il difficile mestiere dell’amministratore pubblico». Intanto il count down per il risarcimento è cominciato. Dalla vendita (del tutto ipotetica) degli arazzi di Sironi si potrebbero ricavare circa 700mila euro.
E il denaro che manca? I meldolesi, di svendere monumenti e palazzi storici, non ci pensano affatto. Allora meglio confidare nei buoni uffici del protettore del paese, San Nicolò. Urge miracolo.