Parisi: "Fastweb? Mai commesse frodi fiscali"

L'ad del colosso telefonico, Stefano Parisi, difende la propria società: "Fastweb non ha mai commesso azioni criminali, non ha fondi neri e non ha
mai fatto frodi fiscali". Poi rilancia: "Disponibile per i magistrati"

Milano - "Fastweb non ha mai commesso, in quanto azienda, azioni criminali, non ha fondi neri e non ha mai fatto frodi fiscali". Nel corso di una conferenza stampa a Milano, l’amministratore delegato del gruppo telefonico, Stefano Parisi, ha preso le parti del colosso: "Oggi sono qui per difendere la reputazione di Fastweb, non per parlare di me o delle persone coinvolte nella vicenda". Poi ha assicurato: "Ho dato la mia disponibilità totale ad essere sentito dai giudici in qualsiasi momento. Per ora sto lavorando con il cda di Fastweb e non c’è bisogno di conferma di fiducia".

Parisi difende la società Parisi ha osservato che le persone che lavorano in Fastweb devono credere nella società, un’azienda che "è stata ricoperta di fango, ma che ha 3500 dipendenti e più di 8mila persone che lavorano al di fuori per la società stessa". Il manager ha più volte ripetuto che è necessario difendere la reputazione del gruppo che "non ha commesso azioni criminali, non ha fondi neri e non ha fatto frodi". Il manager ha rammentato che Fastweb si è quotata nel marzo del 2000 e da quel giorno ha pubblicato più operazioni finanziarie ed è stata più volte sottoposta a due diligence, nel 2007 la proprietà è cambiata attraverso un’opa lanciata da Swisscom, gruppo che ha realizzato "una profonda analisi" e che in continuazione sottopone la controllata ad attività di "audit e accurate analisi". Per altro, ha aggiunto il numero uno di Fastweb, la stessa Swisscom era a conoscenza dell’esistenza delle indagini in corso su Fastweb iniziate nel novembre 2006. "Tutti i documenti sono stati visti dal board - ha dichiarato il manager - e pubblicati sin dal primo momento in cui sono state aperte le indagini per verificare il corretto andamento e la gestione dell’azienda".