Parmalat torna all’utile ma delude in Piazza Affari

Borsa «gelata» dalla revisione al ribasso delle stime 2007

da Milano

Parmalat ha chiuso il 2006 con il ritorno all’utile: i profitti dell’esercizio sono stati di 192,5 milioni, e si confrontano con la perdita di 0,3 milioni registrata nel 2005. Torna anche la cedola: 0,025 euro per azione, per un monte dividendi di 41 milioni. Il significativo miglioramento è dovuto sia ai risultati della gestione industriale sia agli impatti positivi derivanti dalle transazioni finalizzate nel corso dell’esercizio.
A deludere però il mercato sono state le stime per il 2007, che hanno portato il titolo a chiudere sulla parità (meno 0,02% a 3,129 euro): il prezzo si è impennato subito dopo la diffusione dei conti, fino a guadagnare il 5% per un prezzo massimo di 3,3 euro; poi ha fatto un brusco dietro front, arrivando a cedere oltre il 2% alla diffusione della revisione al ribasso delle stime di redditività per l’esercizio in corso. Vivaci i volumi scambiati, pari al 2,9% del capitale.
Per l’anno in corso Parmalat prevede una crescita del fatturato tra il 3% e il 5% e del margine operativo lordo tra il 12% e il 15%. Il fatturato 2007, calcolando un incremento del 5% sui 3.844 milioni di oggi, dovrebbe superare i 4 miliardi di euro, sopra dunque il target 2007 di 3.895 milioni. La stima sul mol è inferiore al target precedentemente fissato di 450 milioni circa: calcolando infatti un incremento del 12-15% del mol 2006 (350,86 milioni) si arriva a un range di 392-403 milioni. Già lo scorso 2 febbraio, nel corso della conference call sui dati preliminari 2006, l’amministratore delegato Enrico Bondi aveva preannunciato che l’obiettivo 2007 di Ebitda poteva non essere raggiunto a causa dell’andamento delle attività in Spagna. «È altamente probabile che non raggiungeremo quel livello», aveva dichiarato Bondi agli analisti.
La posizione finanziaria netta del gruppo a fine 2007 è previsto che sarà positiva. Grazie infatti all’incasso nella prima parte dell’anno in corso dei crediti da transazioni con Bnl (112 milioni), Bpm (25) e Deloitte (149 milioni di dollari), l’indebitamento del gruppo di Collecchio è già stato sostanzialmente azzerato.
Tornando ai conti 2006, il fatturato netto consolidato è stato pari a 3.844,05 milioni, in crescita del 4,4%, il margine operativo lordo ha presentato un incremento del 26,1% attestandosi a 350,68 milioni. L’indebitamento finanziario netto è migliorato in maniera significativa passando dai 369,3 milioni al 31 dicembre 2005 ai 170 milioni al 31 dicembre 2006. Fra i fattori che hanno avuto un impatto positivo sulla posizione di indebitamento vanno registrati una generazione di cassa da gestione operativa per 183,4 milioni, incassi per dismissioni e altre entrate pari a 185,3 milioni, incassi derivanti dalla transazione con Bpi per 44,5 milioni e infine un effetto cambio positivo per 57,3 milioni.