Le parole-chiave della campagna elettorale

Caro Lussana, i candidati dei due schieramenti hanno cominciato a parlare.Dalle prime parole si possono individuare caratteri, idee, sentimenti. Sceglierò le prime parole-chiave che segnano un confronto politico nuovo. Mi permetterò di usare l'ironia che custodisce la logica del senso comune,la salute della mente. Nel centro-sinistra si trova insieme la logica dialettica di Sanguineti e Vincenzi e la logica empirica di Zara,la retorica mista di Marta Vincenzi! Proletariato e borghesia, lotta di classe e odio di classe in uno. Infrastrutture - impresa - collaborazione - sicurezza - regole. Marta Vincenzi poi Lambicca discontinuità - creatività - cittàporto - differenza e multiculturalità: «la» sindaco «di tutti». I tre navigano nella dialettica hegeliana la tesi, l'antitesi e la sintesi, unione degli opposti che si erge contro l'evangelico «si si, no no». Nel centro-destra brillano due persone nuove che parlano di idee e cose rifiutando la contraddizione come norma, si, si, no, no. Dice Renata Oliveri la politica per me è passione non professione. Dice Enrico Musso: mi ammazzerò di lavoro e ogni giorno devo convincere mille persone a sostenermi. Fa notare a Zara che sosterrà «una» sindaco che sogna una cittàporto che in inglese (forse anche in italiano non politichese) si dice solo in un modo: cittàporto=città portuale. E che Sanguineti sostiene l'odio dei proletari, precari compresi,contro la sua classe Enrico Musso dice di non possedere il dizionario politichese - italiano ma potrà appuntarselo nei prossimi mottetti comiziali e mediatici. Di Marta. Sanguineti costruirà nuove gabbie per colombe come nella non accettata canzone per Sanremo o priverà Genova della Coca cola per evitare i carri cinesi? Due cose mi hanno colpito nella coppia di centro destra: Musso ha detto che la solidarietà è una parola del dizionario liberale,cattolico e della destra sociale. Renata ha fatto eco a Musso dicendo che la solidarietà si lega alla tradizione cristiana. A Genova molte margherite «cattoliche» praticano invece il modernismo del dialogo - contaminazione come concetto positivo, come l’Aids - droga - coniugio e pacs. Sanguineti ha subito rilanciato la moschea in cambio dei vecchi fumi di Cornigliano, per controllare gli islamici liberi e laici e le donne senza velo. Io penso che i lavoratori del Ponente rifiuteranno di eleggere i vassalli dell'ex presidente dell'Iri dismesso della Valpolcevera. Forse rifiuteranno non solo col mugugno di essere lo scarico disciplinato di ogni tensione e negatività: il cimitero di fabbriche, Scarpino, i fumi di Riva e le grida del muezzin in via Coronata, per non parlare delle dighe di Begato. Le parole del senso comune annunciano la fine del regime.

La tentazione è forte, caro Peppino: regalare un vocabolario d’Italiano a chi crede, ad esempio, di rappresentare la «discontinuità» solo perché trova una differenza (quale?) fra città porto e città portuale. Sono d’accordo con te: mi sa che anche questo è un modo per turlupinare i gonzi, nella speranza che restino tali al momento di recarsi alle urne. E se gli elettori genovesi si dimostrassero tutt’altro che gonzi? È la speranza che mi resta, nonostante tutto. E nonostante questi. Che, di sinistra, o meglio di traverso, hanno soprattutto la sintassi.
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