Partito unitario, la Costituente al via Dante e Craxi nel manifesto dei valori

Oggi si riunisce l’assemblea che darà l’avvio al progetto con un testo fondativo di 16 pagine

Francesco Kamel

da Roma

Iniziano oggi a Roma i lavori dell'Assemblea costituente della «Casa comune dei moderati e dei riformisti». Nelle vesti di «costituenti» del nuovo soggetto politico saranno presenti venti delegati per ogni partito della Casa delle libertà esclusa la Lega. Ci saranno tra gli altri Silvio Berlusconi, Gianfranco Fini e Marco Follini.
Per l’occasione è stata realizzata una bozza del «Manifesto dei Valori». È il frutto del lavoro preparatorio di Ferdinando Adornato della Fondazione Liberal e del «Gruppo di Todi». Nel testo si fa riferimento a un soggetto costruito «intorno ai valori della libertà e della solidarietà». La sfida è avviare «una nuova storia politica e culturale che attinge alle grandi tradizioni cristiane, liberali, popolari, nazionali e riformiste». Nella premessa del documento, contro «l’astratto internazionalismo», c’è subito un forte richiamo al patriottismo civile: «quell’amore per la terra e la nazione invocato da Dante ed esaltato da Manzoni». Ma sono molti i «padri nobili» citati nella bozza: De Gasperi ed Einaudi, Cattaneo e Sturzo e ancora Salvemini, Malagodi, Ugo La Malfa, Saragat e Craxi. L’ambizione di fondo è realizzare «una nuova strada che propone all’umanesimo cristiano e all'umanesimo laico di tornare a camminare insieme». Il Manifesto dei Valori si snoda in dieci punti.
La centralità della persona
È definita come «il valore dei valori, la stella polare della nostra visione del mondo». Il Manifesto si richiama alla «lunga strada di pensieri e di valori che, muovendo dall'insegnamento di Cristo e di Socrate, conduce alla rivoluzione umanista di San Tommaso e apre la strada al Rinascimento, ai secoli delle grandi scoperte e a quelli della rivoluzione industriale, per approdare a quella filosofia pubblica moderna di cui Locke e Tocqueville sono stati i principali interpreti».
Il popolo e lo stato
La concezione dello Stato «si fonda innanzitutto sulla centralità del rapporto tra Cittadino e Amministrazione. E propone dunque il superamento del “bizantinismo burocratico”». Il testo lamenta che «finora il sistema si è caratterizzato solo lungo l'asse di mediazione partiti-Stato-sindacati». Meglio invece puntare sul «percorso individui-partiti-governo».
Un partito occidentale
Il Manifesto richiede «un rilancio del concetto di Occidente come soggetto storico-morale, culla della libertà e dell'autonomia dell'individuo, civiltà fondatrice dell’irriducibilità della persona umana di fronte a qualsiasi potere». La situazione internazionale «chiama a un nuovo dialogo con il mondo islamico al quale chiediamo di battersi con noi contro il fondamentalismo e il terrorismo e di mostrarsi capace di una storica evoluzione verso il sistema democratico».
Un partito europeo
La bozza Adornato definisce il partito come «fortemente europeo ed europeista». Per questo si lavorerà affinché «l'Unione Europea sappia crescere come soggetto politico unitario». Non si pensa «a un SuperStato ma a un continente federale» che offra «una sponda di dialogo verso i Paesi del mondo islamico» che vogliono la democrazia.
Una forza di pace, di libertà e di dialogo
«La parola pace - si legge nel Manifesto - rappresenta un valore supremo e universale. Ma disgiunta dalla parola libertà, smarrisce ogni dimensione etica». Da questo discende che «l'oppressore e la vittima non possono esser messi sullo stesso piano e il diritto alla legittima difesa può e deve irrompere a difendere la pace violata». Inoltre il nuovo partito «combatte il relativismo etico».
Libertà e della solidarietà: l'economia sociale di mercato
Nel Manifesto si fa esplicito riferimento a «Ludwig Erhard, padre dell'economia sociale di mercato». Per il nuovo soggetto politico è «l'interclassismo lo strumento per definire se stesso come “partito della famiglia” e “partito del grande ceto medio italiano”. In questo orizzonte «la bussola dell’economia sociale di mercato è la sussidiarietà». Il testo di Adornato indica come nuovo modello «il passaggio dal Welfare State alla Welfare Society». Una società nella quale privato e statale cooperano e competono.
Una nuova idea di progresso
La bozza mantiene una posizione equilibrata sul rapporto tra etica e ricerca: «Sosteniamo con forza la libertà della ricerca. Nello stesso tempo riteniamo indispensabile la valutazione democratica delle applicazioni sociali delle sue conquiste».
Laici e cattolici: un nuovo cammino comune
Uno degli obiettivi strategici del Manifesto è trovare una convergenza tra laici e cattolici: «La laicità dello Stato è il bene supremo di ogni autentica democrazia». Ma allo stesso tempo si «riconosce il ruolo storico e spirituale svolto dalla Chiesa cattolica». Il partito è comunque definito «pluriculturale e pienamente aconfessionale» e «garantisce piena libertà di pensiero e di coscienza».
L'identità di una nazione dai valori condivisi
Il nuovo partito si batte per «un bipolarismo maturo» nel quale «tutte le parti politiche si riconoscano in alcuni grandi valori condivisi». Il Manifesto rivendica «la comune frontiera dell'antitotalitarismo: antifascista e anticomunista. Noi ci sentiamo a tutti gli effetti una forza antifascista, anticomunista, antifondamentalista». Non solo. «La seconda operazione culturale da portare a termine è la rilettura del carattere incompiuto del Risorgimento sia in ordine al rapporto Nord-Sud che alla sanguinosa frattura tra laici e cattolici».
Un partito moderato e riformista
L'ultimo punto del Manifesto è una difesa del moderatismo perché «la moderazione (quella che Sturzo chiamava “politica temperata”) non è una preferenza, ma un dovere». Per questo «moderazione e innovazione possono e debbono andare insieme. Non si tratta di posizioni antagoniste, ma complementari».