Passera zittisce la Gabanelli:"Nessun conflitto d'interessiHo venduto già le mie azioni"

Il ministro replica alle accuse della giornalista sul <em>Corsera</em>: "Pur non avendo alcun obbligo a farlo, ho venduto le mie azioni". E rilancia: "Nessun problema a farmi pagare in Bot"

Botta e risposta tra Corrado Passera e il Corriere della Sera. Con il quotidiano di via Solferino che, in un articolo firmato Milena Gabanelli, invita il ministro dello Sviluppo economico a maggiore trasparenza e a far piazza pulita del proprio conflitto di interessi. E con Passera che smentisce categoricamente: "Vorrei prima di tutto sgombrare il campo dei presunti conflitti di interesse. Pur non avendo alcun l'obbligo di farlo, nei giorni scorsi ho vendute tutte le mie azioni Intesa Sanpaolo, come avevo preannunciato in una recente intervista televisiva".

Dopo essere stato invitato dal Corsera a sgombrare il campo dagli equivoci, il ministro dello Sviluppo economico ha fatto sapere che le accuse che gli sono state mosse sono del tutto infondate. Oltre ad aver ceduto tutte le azioni Intesa Sanpaolo, infatti, Passera ha fatto notare che, "pur non avendo alcun obbligo di farlo", ha anche provveduto a "donare la piccolissima partecipazione che detenevo nel Campus Biomedico (sottoscritta per pure finalità filantropiche) a una delle persone più impegnate nel progetto". E ancora: Passera si sarebbe "liberato" - anche in questo caso: "non certo per obbligo" - della "minima partecipazione che avevo nella società Day Hospital International, donandola a un altro azionista che condivideva con me le finalità filantropiche con cui l'iniziativa nacque parecchi anni fa".

Citando l'articolo della Gabanelli sul Corriere della Sera, Passera ha posto l'accento sul fatto che la giornalista "fa riferimento anche alla società della mia famiglia d'origine, alla quale fanno capo due alberghi e due immobili a Como, nella quale possiedo una quota di minoranza (33%), per due terzi in nuda proprietà, e nella quale non svolgo alcuna attività né gestionale né amministrativa". Il fatto che la società citata dalla Gabanelli possegga una piccolaa partecipazione finanziaria nell'albergo Villa D'Este, appare a Passera "del tutto irrilevante da qualsiasi punto di vista". In conclusione un post scriptum che suona più come una sfida. "Non avrei nulla da eccepire - ha scritto il ministro allo Sviluppo economico - se lo stipendio da ministro mi venisse pagato in Bot".