Paura contagiosa, scoperto il virus che scatena il panico

Individuato il meccanismo chimico che trasmette il terrore. Bastano pochi secondi. L'roganismo secerne ferormoni e così crea un effetto-domino

Se ambite ad essere un cuor di leone, non frequentate mai un coniglio. Parliamo di umani ovviamente, mica di animali. Un’équipe di scienziati americani giura infatti (senza paura di essere smentita) che la paura, appunto, «è una malattia contagiosa». Come dire che, se ti trovi vicino a un don Abbondio, non sarai mai un don Rodrigo. La pavidità sarebbe dunque equiparabile a un virus trasmissibile da persona a persona, né più né meno del morbillo o della varicella. L’infezione - secondo i ricercatori della Stony Brook University, nello stato di New York - si diffonde come «un’onda, in una stanza piena di gente, nello spazio di pochi secondi».

Spiegano i cervelloni americani: «Insieme al sudore l’organismo secerne feromoni che gli altri percepiscono e che inducono paura anche in loro». Questo spiegherebbe, per esempio, perché chi prende l’aereo senza timore può cadere in prede al panico se il vicino ha paura.

I test condotti dai ricercatori Usa non mancano di particolari decisamente originali. Gli studiosi hanno infatti «raccolto campioni di sudore da giovani che provavano a lanciarsi col paracadute per la prima volta, facendoli quindi annusare ai soggetti dell’esperimento, mentre erano sottoposti a tac cerebrale». Non ci crederete, ma i risultati hanno confermato l’ipotesi dei ricercatori: è bastato annusare quel sudore e il panico si è subito impadronito anche dei pazienti-cavia.

Studi, quelli dei ricercatori della Stony Brook University, che sviluppano analisi già condotte dai loro colleghi dell’Ohio State University, i primi a dare un nome al «gene» della paura: 5-htt. A prima vista una sigla come tante, nella quale si cela invece il segreto delle nostre fobìe più recondite. Ormai anch'esse al passo con i tempi, tanto che alle ormai tradizionali repulsioni verso il vuoto o l'oscurità, si sono aggiunte nuove angosce come per esempio il timore di non essere all'altezza dei nostri compiti. In famiglia, sul posto di lavoro, ma pure nei rapporti con gli amici o con l’altro sesso. Una guerra all'ultima idiosincrasia dove sono soprattutto le donne a rischiare di più. Sono loro infatti a essere terrorizzate dall'idea di «impazzire», ovvero di perdere il controllo di se stesse.
Da parte loro gli uomini hanno il panico di morire, un incubo che in molti cercano di scacciare «aiutandosi» con ansiolitici, droghe e alcol. E allora ecco tornare in campo la formula 5-htt, una specie di «elisir emotivo»: «Quello che abbiamo verificato è che gli individui che possiedono una versione “lunga” del gene - spiega il professor Spiega Norman - sono comunque portati a reagire con alti livelli di ansia a situazioni di pericolo; quelli con la versione “corta” al contrario sanno sopportare dosi di stress più alte». Particolarmente a rischio i giovani tra i 15 e i 35 anni, vittime della cosiddetta sindrome di «sradicamento»: non a caso gli esperti parlano espressamente di «arresti domiciliari». Molti pazienti rifiutano addirittura di uscire per non tornare nei luoghi in cui sono stati «fulminati» dalla tachicardia, dalla dispnea, dai brividi e dal sudore freddo. Tutti sintomi tipici degli attacchi di paura che tendono a colpire nei luoghi che, nell'immaginario del malato, vengono vissuti come insormontabili «barriere». E ciò anche quando essi hanno l'aspetto teoricamente rassicurante di posti chiusi come automobili e ascensori, oppure di luoghi aperti come piazze e supermercati.
Già, i supermercati. Ma qui, a scatenare la paura, non saranno forse i prezzi troppo alti?