Paura dei furti estivi? A Cortona è in mostra la storia del lucchetto

Da secoli cerchiamo di difenderci dai ladri e così chiavi scrigni e catene sono diventate oggetti tecnologici che raccontano molto della nostra storia

Lucchetti antichi in mostra. Si intitola «Apriti Sesamo. Quando la chiusura diventa mistero» l'esposizione proposta dall'Associazione Culturale Terza Esperide di Palermo nell'ambito di Cortonantiquaria: una collezione di circa sessanta pezzi che comprende le principali tipologie di lucchetti antichi che vanno dal XI secolo sino agli inizi del '900. Spiccano una decina di esemplari estremamente rari, introvabili e di inusitata bellezza, come un piccolissimo catenaccio medievale da scrigno (Germania XII-XIII sec.) raffigurante un leone, la cui chiave frastagliata, inserita nelle fauci, ne dispone l'apertura. Oppure, il
lucchetto la cui forma, insolita, ricorda un estinto «trilobita» dalla dura corazza chitinosa: l'oggetto consiste in una spessa lamina di ferro, battuta a martello e rinforzata da cordoli applicati a caldo ed inchiodati ferro su ferro, e verosimilmente rappresenta al suo interno uno tra i più efficienti e tecnicamente complessi meccanismi medievali. Della medesima tipologia c'è qualche esempio nelle collezioni di alcuni musei medievali del nord Europa, dove questi oggetti sono classificati come manufatti di cultura vichinga e datati fra il XI e il XIII secolo.
«Oggetti preservati dalla ruggine e dall'incuria, le cui ferree impronte mostrano una quasi dispersa evoluzione delle arti minori nei secoli» come dichiara il Presidente dell'Associazione Culturale Terza Esperide, Giulio Torta.