Paura di volare: l’aereo è tabù Ansia per un italiano su due

In aumento ansie e disturbi legati al volo. Per milioni di persone il decollo è ancora il terrore più grande. Le compagnie corrono ai ripari: corsi, seminari e libri per spiegare che le ali "non si possono staccare"

Una volta a bordo li si individua facilmente: sguardo fisso nel vuoto, mani artigliate ai braccioli della poltrona e fronte imperlata di sudore; e questi sono i più coraggiosi, quelli che alla fine il coraggio di imbarcarsi l’hanno trovato. La maggior parte di loro non riesce neanche ad avvicinarsi alla scaletta e preferisce affrontare viaggi estenuanti in treno, auto o nave. Ecco i fifoni del volo, quelli terrorizzati anche solo all’idea di prenotare un viaggio in aereo. In Italia sono milioni: il 53,5 per cento degli italiani, secondo dati Alitalia, soffre di «aerofobia»; e i numeri sono in aumento. «Così come i disturbi d’ansia in generale sono sempre più frequenti - commenta Luca Evangelisti, autore di Mai più paura di volare, Kowalski-Feltrinelli -. Anche l’ansia da volo segue lo stesso trend. Non serve a granché ricordare il fatto che l’aereo, negli anni, sia diventato un mezzo di trasporto molto diffuso».

Infatti, parallelamente all’espansione delle compagnie low-cost, negli ultimi anni si è diffusa la paura di volare, colpendo indiscriminatamente sempre più persone. Del resto non esiste il ritratto del «pauroso» tipico: ne soffrono sia i viaggiatori per turismo, che non riescono a visitare i Paesi che hanno sempre sognato, sia chi viaggia per lavoro, come uomini d’affari o tecnici specializzati, che vedono così limitate le possibilità di carriera. La paura non risparmia neanche i vip, generalmente persone obbligate a numerose trasferte: ne sa qualcosa Dennis Bergkamp, ex stella olandese dell’Arsenal, che non ha mai preso l’aereo (obbligando il mister a fare a meno di lui quando la sfida si teneva in stadi troppo lontani), o la superstar statunitense Cher, da sempre «atterrita» dal volo. Anche in Italia la schiera di fifoni dell’aria è nutrita, e vede in prima fila personaggi del calibro di Margherita Buy e Fiorello. Secondo Ugo Rigotto, psicologo e specialista di disturbi legati al volo «chi soffre di aerofobia, ma si trova a dover viaggiare lo stesso, adotta una serie di tecniche per superare la difficoltà. La più diffusa è l’assunzione di bevande alcoliche. Altri assumono tranquillanti, altri semplicemente cercano di controllarsi, riuscendoci però solo finché il viaggio va bene, ma soffrendo molto al primo accenno di turbolenza».

Come liberarsi dell’ansia? Un buon punto di partenza è chiedere l’aiuto di un esperto. Molte compagnie aeree hanno da tempo istituito corsi per superare le paure, e diverse pubblicazioni e siti internet sono dedicati all’argomento. Ma nello scegliere il percorso di «guarigione» occorre tenere conto di due fattori fondamentali: che ogni paura ha radici dentro la persona, è sintomo di ansie interne; e che un discreto bagaglio di conoscenza sulle tecniche del volo e sui principi base dell’aeronautica aiuta molto nell’esorcizzare una volta per tutte l’ansia da volo. Niente di meglio di un po’ di fredda fisica dei flussi per capire, una volta per tutte, che l’aereo non può, semplicemente, «cadere giù».