Il paziente innanzitutto: ecco come rilanciare la sanità ligure

La riorganizzazione dell’ematologia ligure è una necessità impellente nel contesto di una riorganizzazione di tutta la sanità in Liguria.
L’impegno comune degli Amministratori sanitari, degli operatori e degli utenti deve essere quello di riportarla a un livello competitivo rispetto alle regioni di confine consentendo:
1) ai pazienti liguri di poter essere curati presso la propria regione in maniera ottimale senza essere costretti all’emigrazione.
2) agli Amministratori di contenere la spesa pubblica offrendo nel contempo ai cittadini un servizio adeguato alle loro aspettative, costantemente aggiornato e dinamico. 3) agli operatori sanitari di essere gratificati dell’attività svolta, di poter agire in scienza e coscienza senza lo stress della mancanza di personale, dell’assenza di risorse e dell’oppressione della burocrazia.
Un’utopia?
Non credo poiché questo è riuscito in regioni come la Toscana e il Piemonte che hanno avuto il coraggio e la volontà di rivoluzionare il loro sistema sanitario rivolgendo i loro sforzi al bene dei cittadini.
1) Offrire ai cittadini un servizio ottimale.
È indispensabile che il paziente possa scegliere la struttura sanitaria che ritiene più idonea alla tipologia della propria patologia. Su che base viene operata una scelta? Generalmente il paziente si affida ai consigli del medico di base, ma spesso la scelta è condizionata dai tempi di attesa necessari per poter programmare visite ed esami, dalla difficoltà di contattare la struttura prescelta, dall’accoglienza iniziale che gli viene riservata, in altre parole alla buona organizzazione interna del reparto ricevente.
Spesso il Medico Curante conosce un collega della struttura e affida il paziente alle cure del medico specifico e non dell’equipe operante nella struttura.
Questo si verifica poiché l’equipe non è compatta, ogni singolo caso viene seguito dal singolo medico e vi è scarsa discussione collegiale di ogni singolo paziente. I protocolli terapeutici sono generalmente comuni, ma l’approccio al paziente assai eterogeneo. Per migliorare il servizio offerto al paziente sarebbe utile discutere collegialmente medici ed infermieri ogni singolo caso clinico per condividere il percorso clinico-terapeutico nell’intento di una ottimizzazione dello stesso.
Per fare questo è indispensabile un numero di operatori ageduato alle richiesta di assistenza e alla complessità della patologia. Ci vuole poi una preparazione adeguata degli operatori alla comunicazione con il paziente e infine un’organizzazione interna da parte dell’unità operativa che sia in grado di ricavare il tempo necessario per le discussioni collegiali dei pazienti.
2) Contenere la spesa sanitaria senza incidere negativamente sulla qualità dell’assistenza.
Il contenimento della spesa sanitaria è correlato ad una riorganizzazione centrale che consenta una visione globale della spesa sanitaria superando i clientelismi e le esigenze dei singoli a favore di una organizzazione unitaria dell’ematologia ligure.
Magari con l’istituzione di un Dipartimento Regionale di Ematologia costituito dai centri di eccellenza ovvero la Divisione Ospedaliera, la Cattedra universitaria, il Centro trapianti di cellule staminali e i Day Hospital-Ambulatori e delle strutture ambulatoriali e/o di degenza dei maggiori ospedali liguri allo scopo di programmare e discutere protocolli terapeutici comuni per offrire ai pazienti un trattamento uniforme in tutta la Regione, aderire uniformemente a protocolli terapeutici che consentono di offrire al paziente trattamenti con farmaci innovativi senza gravare sul servizio sanitario e l’inutile ripetizione di percorsi terapeutici o la pletora di indagini o l’eccesso di terapia.
La stesura di linee guida regionali, per i percorsi diagnostici e terapeutici per le principali patologie ematologiche, da parte dei rappresentanti dei centri di eccellenza, sulla falsa riga di quanto è stato fatto in alcune delle regioni limitrofe come la Toscana, il Piemonte e la Lombardia.
Ovviamente l’utilizzazione delle linee guida e l’inserimento dei pazienti nei protocolli terapeutici dovrà essere supportato da una «Rete Ematologica» che potrà essere gestita dalla Regione Liguria supportata da uno specialista ematologo.
3) Gratificazione degli operatori sanitari.
Questo punto è particolarmente importante per garantire un servizio ottimale per il paziente. La gratificazione vuol dire consentire all’operatore di svolgere la propria attività in maniera serena, rispettando i periodi di riposo, consentendo ampi spazi alla discussione collegiale dei casi clinici e dell’organizzazione del lavoro, aumentando gli spazi riservati all’attività clinica per la cura dei pazienti e affidando a personale appositamente dedicato l’imponente e crescente mole di lavoro burocratico.
La burocrazia è importante per il controllo centrale, ma distoglie l’operatore dalla sua «mission», che è quella di assistere e curare il paziente in scienza e coscienza, ricordando che la scienza viene acquisita con l’applicazione, lo studio, il confronto e la discussione, tutte cose che richiedono tempo e serenità.
Responsabile Sanità
Unione a Sinistra e Sinistra Europea