Pd sempre più nel caos Ora gli ex rottamatori vanno all'attacco di Renzi

A Bologna seconda giornata de "Il nostro tempo", kermesse del Pd organizzata da Debora Serracchiani e Pippo Civati, ex compagni di avventura di Renzi, che nel prossimo weekend proverà a lanciare il suo Big-bang. Il Pd appare sempre più diviso

Bologna - Debora Serracchiani e Pippo Civati, la prima europarlamentare il secondo consigliere regionale della Lombardia, sono due giovani esponenti del Pd. A differenza di Matteo Renzi non vogliono rottamare tutto e tutti. A Bologna hanno organizzato una kermesse dal titolo "Il nostro tempo". "Non siamo qui per fondare la diciassettesima corrente perché le correnti si fondano nel sottobosco, non con un’iniziativa in piazza. Abbiamo fatto due giorni di buona politica, quasi senza menzionare Berlusconi, perché per noi la buona politica non è quella degli sketch, è qualcosa in cui nessuno è indispensabile ma tutti sono fondamentali". 

Sono belle parole. Ma la sostanza è che il Pd non è mai stato in difficoltà come in questo momento. Problemi di linea politica e di alleanze. Su questo tema la Serracchiani ha detto che "la coalizione si costruisce con un programma condiviso, per governare e cambiare l'Italia non per cercare il consenso, e senza essere condizionati dai vari Rossi, Turigliatto o Bertinotti. Il Pd non deve aver paura di parlare di patrimoniale sugli immobili o Ici sulla prima casa a chi se la può permettere, di contributo di solidarietà da chi gode di pensioni alte, di un ripensamento profondo del sistema previdenziale per riequilibrare le garanzie e le aspettative di vita: questi sono nodi che una visione solidaristica e riformista della società impone di sciogliere".

Il siluro a Renzi Riferendosi al ricambio generazionale, la Serracchiani ha voluto sottolineare che "se occorre generosità e lungimiranza, si deve però dare spazio al merito perché nessuno deve essere scelto in base alla carta d'identità". E ogni riferimento a Matteo Renzi è voluto. 

"Noi - ha detto Pippo Civati - vogliamo dare una risposta di cambiamento a chi dice 'si è sempre fatto così' e rilanciamo le nostre risposte alle domande dei cittadini: primarie per scegliere i parlamentari con qualsiasi sistema elettorale, uguaglianza fra chi lavora e chi vive di rendita, riforma del mercato del lavoro, feroce lotta alla corruzione e all’evasione fiscale". Proposte che saranno consegnate a Bersani ("lo aspettavamo, ma faremo una consegna a domicilio"). "Costruiremo un percorso che non ci porti a litigare una volta usciti dalla sala", ha aggiunto. Il riferimento ancora una volta è a Renzi, ex compagno di rottamazione, che terrà la propria iniziativa il prossimo fine settimana alla stazione Leopolda di Firenze.

Franceschini apprezza. Su Twitter il capogruppo del Pd alla Camera si mostra soddisfatto: "A Bologna, da Serracchiani e Civati, ad ascoltare, senza parlare. Molte idee, bella gente e voglia di costruire un Pd forte ed innovativo".

Intanto Bersani continua a rilanciare l'idea di dare vita a un patto tra forze progressiste e moderate. "Visto che ricostruzione è la parola chiave - dice in un'intervista al quotidiano spagnolo El Pais - la proposta politica deve essere ampia. Un incontro tra forze progressiste e moderate. Ma queste forze devono dare garanzia di governabilità. Stiamo lavorando per arrivare a un patto vincolante nei punti critici e per un meccanismo che stabilisca e garantisca la stabilità".