Peccato mortale

Nel 2006 gli italiani per pagare le tasse dovettero lavorare fino al 4 di giugno. Nel 2007 hanno dovuto lavorare fino al 6 di giugno, nel 2008 dovranno lavorare fino al 7 di giugno. Se poi si considera anche quanto si deve lavorare per pagare gli oneri della previdenza la situazione peggiora. Infatti, nel 2006, era fino al 18 giugno. Nel 2007 è stato fino al 20 giugno, nel 2008 sarà fino al 20 giugno. In altri termini nel 2007 si sono dovuti pagare 30 miliardi di tasse in più e nel 2008 si dovranno pagare 52 miliardi di tasse in più.
Questi dati mettono la parola fine alla discussione se il governo Prodi, e il suo braccio tributario Visco, abbiano o no aumentato le tasse. Le hanno aumentate e neanche di poco.
Ormai, francamente, ci interessa sempre di meno occuparci di quanto dice Prodi. Entrare in un pensiero o, diciamo, in un ragionamento di Prodi è come entrare in un labirinto. Con una piccola caratteristica in più: se ci entri le porte del labirinto vengono chiuse e rimani incastrato dentro. Questo è successo anche a coloro che l’hanno votato. Molti di essi, infatti, come dicono tutti i sondaggi, si sono pentiti. Il tema delle tasse è il motivo fondamentale del pentimento.
D’altra parte se un Paese che vive molto di esportazione riesce ad andare indietro quando i Paesi dove esporta vanno avanti vuol dire che c’è qualcosa che non va, di sbagliato, nelle politiche economiche del governo. Cioè il governo ha fatto il contrario di quanto doveva fare: non ha facilitato le imprese che dovevano «agganciare» questa ripresa che c’è in Europa, e in particolare in Germania.
Questo governo per quanto riguarda le tasse ha compiuto un peccato mortale. Secondo la dottrina cattolica il peccato mortale è una grave trasgressione (in quel caso della legge di Dio e in questo caso della legge umana) in una materia grave, fatta con piena avvertenza e con deliberato consenso.
La materia grave. Se c’è una legge che va rispettata è quella per la quale non si possono tassare i cittadini oltre una certa misura. Questa misura è data dal fatto che soprattutto i cittadini poveri o del ceto medio hanno il diritto di vedere che per le tasse che pagano ricevono servizi e benefici. In Italia secondo il Sole 24Ore una famiglia media, a fine anno, tra quello che ha versato e quello che ha ricevuto vede un deficit di circa 1.200 euro (in media). Questo non è un aspetto marginale dei rapporti tra cittadini e Stato. È un aspetto totalmente fondamentale perché va a incidere sulla proprietà privata dei cittadini che si chiama reddito prodotto dal lavoro.
Piena avvertenza. Questo vuol dire che le cose sono fatte con piena consapevolezza, cioè avendo ben chiaro anche il valore morale di quello che si fa. C’è qualcuno nel governo, e in Italia, che possa sostenere che questo governo ha aumentato le tasse senza piena consapevolezza? Cioè senza sapere esattamente che le avrebbe aumentate e cosa questo avrebbe significato per la vita dei cittadini (contribuenti) e per lo sviluppo economico del Paese?
Consenso deliberato. Questo si riferisce al fatto che è stato compiuto volontariamente e cioè avendo la possibilità di scegliere anche un’altra strada. Stante che nel 2007 è stato scoperto anche il Tesoretto è evidente che il governo poteva anche scegliere di non tassare i cittadini, ma lo ha fatto con una scelta volontaria.
Il giudizio a questo punto è definitivo. Dunque senza appello. Occorre aspettare le prossime elezioni.
Paolo Del Debbio