Pedofilia, gli ispettori del Guardasigilli a Milano La Curia assicura: "Mai coperto presunti abusi"

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Ispettori a Milano dopo le dichiarazioni del
capo del pool specializzato in
stupri rilasciate al <em>Giornale</em> sui sacerdoti coinvolti in reati sessuali. Il pm Forno: &quot;Dalla Chiesa mai ostacolate le indagini&quot;
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Roma - Il ministro della giustizia Angelino Alfano invia gli ispettori a Milano. Dopo le dichiarazioni rese ieri al Giornale dal procuratore aggiunto di Milano Pietro Forno (leggi l'intervista), che ha accusato le gerarchie ecclesiastiche di coprire i sacerdoti responsabili di gravi fatti di pedofilia, il Guardasigilli ha dato mandato al suo ufficio ispettivo di verificare il carattere potenzialmente diffamatorio delle dichiarazioni del pm. Forno assicura: "Sono assolutamente tranquillo, fornirò agli ispettori tutte le spiegazioni necessarie". posizione confermata dalla stessa Curia di Milano che assicura: "Mai coperto i presunti abusi".

L'intervento di Alfano Partirà dopo le festività pasquali, probabilmente martedì prossimo, la verifica dell’ispettorato del minisetro della Giustizia sulle dichiarazioni di Forno. L’accertamento - viene sottolineato in ambienti del dicastero di via Arenula - non avverrà con l’invio in loco degli 007 del Guardasigilli, ma attraverso la procura generale della Corte di Appello di Milano che, per conto dell’ispettorato, chiederà a Forno se riconosca come proprie le affermazioni riportate dal Giornale e se le confermi. Non è escluso che, sulla base di ciò che sarà precisato dal procuratore aggiunto, gli ispettori possano decidere di ascoltarlo successivamente per valutare se il suo comportamento sia sanzionabile dal punto di vista disciplinare. Nell’incarico attribuito all’ispettorato, il ministro premette che le parole di Forno sembrano avere un "carattere potenzialmente diffamatorio" e che si dovrà ora stabilire se il magistrato "con tale condotta abbia violato i doveri di correttezza equilibrio e riserbo che devono essere particolarmente osservati nella trattazione di procedimenti delicati come quelli per reati di pedofilia", evitando "pericolose generalizzazioni".

La Curia di Milano "La Curia di Milano non ha in nessuno modo coperto i presunti abusi o ostacolato le indagini", ha fatto sapere la Diocesi Ambrosiana a cui fa eco l’ispettore dei Salesiani di Milano, don Agostino Sosio. La Curia ha, infatti, attestato "di essere convinto della sua innocenza e di avere rigettato la richiesta di denaro da parte del padre della presunta vittima". "Il sacerdote indagato - si legge nella nota della Curia - appartiene ad una Congregazione religiosa e non ha incarichi diocesani. Interpellata dalla Procura di Milano nel settembre 2008 a proposito di questo caso, la Curia ha provveduto a indirizzare gli inquirenti all’ordine religioso di competenza". L’ispettore dei Salesiani di Milano sottolinea inoltre che la congregazione ha preferito "difendere in tribunale l’innocenza del sacerdote: è stata talmente trasparente e collaborativa la nostra azione che il prete - saputo delle indagini - è di sua iniziativa rientrato dall’estero per mettersi a disposizione degli inquirenti".

Forno: "Sono tranquillo" "Sono assolutamente tranquillo, fornirò agli ispettori tutte le spiegazioni necessarie", ha assicurato il procuratore Forno senza tuttavia entrare nel merito dei fatti. "Riguardo il merito dei fatti non dico nulla - ha spiegato all’Ansa Forno - sono però tranquillissimo e fornirò agli ispettori tutte le spiegazioni necessarie". "Non ho inteso fare alcuna generalizzazione e anzi ho dato atto che migliaia di preti compiono con scrupolo la loro missione", ha continuato Forno constatando che "le vicende che ho trattato non sono nate da denunce da parte dell’autorità ecclesiastica". Forno ha, tuttavia, ribadito che, "una volta iniziate le indagini, non ho mai incontrato ostacoli di alcun tipo da parte delle gerarchie ecclesiastiche".

Il capo dei pm "Gli ispettori del ministro faranno il loro lavoro con grande senso di responsabilità e professionalità come in tante altre occasioni. Avevo già chiesto al collega Pietro Forno di precisare e puntualizzare e l’ha fatto". Parla Nicola Cerrato, procuratore capo di Milano facente funzione in assenza del titolare Manlio Minale. "Il Giornale aveva enfatizzato le dichiarazioni di Forno. Alcune parole del mio collega sono condivisibili altre dovranno essere spiegate ulteriormente e lo farà lui. Io non posso impedire la libera manifestazione del pensiero - dice Cerrato -, lo stesso Forno successivamente ha precisato di aver trattato nella sua vita professionale soltanto una decina di casi di preti sottolineando che migliaia di sacerdoti fanno scrupolosamente il loro lavoro. Forno - continua Cerrato - non voleva generalizzare. Comunque il collega agli ispettori darà ogni spiegazione delle parole dette al Giornale".