Pedopornografia online: arriva il decreto per oscurare i siti

Gli internet provider dovranno oscurare i siti che diffondono immagini pedopornografiche: soddisfazione del Moige. <a href="/a.pic1?ID=146034">All'estero funziona così</a>

Roma - Il Ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, ha firmato un decreto per contrastare il fenomeno della pedopornografia in rete. Il decreto, realizzato di concerto col Ministero per e Riforme e le innovazioni nella Pubblica Amministrazione, entrerà in vigore tra 60 giorni. In questo arco di tempo i fornitori di connettività - gli Internet Provider - dovranno dotarsi di sistemi in grado di oscurare entro 6 ore dalla comunicazione ricevuta, i siti che diffondano o facciano commercio di immagini pedopornografiche.

Ma il problema della pedopornografia su Internet non riguarda solo i provider italiani, ma soprattutto quelli esteri. Lo sostengono in una nota congiunta don Fortunato Di Noto, fondatore dell'associazione Meter e famoso per avere oscurato migliaia di siti pedofili, ed il giornalista Mario Campanella che con don Di Noto sta scrivendo un libro sulla pedofilia che sarà pubblicato entro l'anno. Commentando il decreto Gentiloni di questa mattina, Campanella e Di Noto sostengono che "gli Internet provider italiani sono sempre stati disponibili e collaborativi nel contrastare le immagini pedopornografiche, mentre il vero problema sono i provider esteri. Il decreto Gentiloni va bene - affermano ancora - ma nei fatti, anche e soprattutto dopo l'entrata in vigore della legge 269 /98, i provider italiani hanno sempre recepito le indicazioni e le denunce. Bisogna invece agire in sede Onu sensibilizzando i Paesi che hanno aderito alla convenzione di Ginevra sui diritti dell'infanzia e chiedere loro comportamenti simili in difesa dei bambini vittime di questo orrendo crimine".

"Il decreto è un importante passo avanti, anche se non si può credere che da solo rappresenti la soluzione a tutto" commenta Maria Rita Munizzi, presidente del Moige, il movimento italiano genitori. "Per combattere questa piaga controllo e repressione sono strumenti importanti - prosegue la Munizzi - ma a questi va unita un'opera forte di sensibilizzazione e informazione, a partire proprio dai minori. Sono loro le vittime ed è dunque giusto che siano i primi a conoscere il rischio e a sapere come evitarlo".