Pedrini, intervista esclusiva Ma la sorpresa corre sul filo

Ferruccio Repetti

Lussana, il caporedattore, è così: preciso e metodico. Quando dà i numeri (di telefono, s’intende), ti puoi fidare. Non come me che, quando do i numeri, sono totalmente inaffidabile. Per questo, appena lui mi ha detto, in mezzo lumbard: «Tel chi il numero del Pedrini, il senatur. Ciama, che vuol parlare di tutto» non mi sono fatto scrupoli. «Pronto, senatore, come va?» faccio io. «Alla grande» risponde lui, che però lo sento come se fosse nella gradinata del Genoa quando entra in campo Carraro: pim, pum, pam, un casino dell’accidente che il parlamento, in confronto, è un bivacco di cherubini. Dunque, cerchiamo di accelerare l’intervista. Tanto più che il senatore - sostiene Lussana - deve dirmi cose straordinarie, da prima pagina, tipo: «Entro in lista con Alessandra Mussolini, vendo una Grande Punto a Montezemolo. E compro un’agenda telefonica a Lussana che così non si sforza a dare i numeri a memoria». Pronto, senatore, mi sente sempre? «Certo, non sono mica sordo» fa quello dall’altro capo del (...)