Pensare positivo si impara all'università

A Yale e Berkeley boom di iscritti ai corsi che insegnano l'ottimismo

A Yale il corso è stato lanciato due mesi fa. Con i suoi 1200 iscritti è uno dei più frequentati della prestigiosa università americana. Il Greater Good Science Center della californiana Berkeley offre invece dal 2014 un ciclo di lezioni su una piattaforma online. In poco meno di quattro anni gli allievi hanno raggiunto quota 500mila. Al centro di tanto interesse in entrambi i casi c'è una disciplina che negli ultimi anni ha conquistato terreno e credibilità in campo accademico: la psicologia positiva. Anzichè occuparsi di quello che non va, di curare le malattie, come fa quella tradizionale, la nuova branca si propone qualche cosa in più: favorire lo sviluppo e la realizzazione personale, studiando i comportamenti che inducono felicità e individuando le strade per riprodurli. Uno dei padri fondatori del nuovo campo di studi è considerato Martin Seligman, docente all'università della Pennsylvania, che così ha spiegato lo scopo della sua attività: «In passato ci siamo dati da fare, e giustamente, per rendere la vita meno faticosa; la psicologia positiva punta invece, a rinforzare quanto possiamo avere di favorevole in noi: la spiritualità e l'ottimismo, l'interesse e la capacità di iniziativa, e a fare leva su tali caratteristiche».

Un altro dei guru della materia è uno docente ungherese naturalizzato americano, Mihaly Csikszentmihalyi. A lungo professore all'Università di Chicago, lo studioso dal nome impronunciabile è conosciuto per aver teorizzato il concetto di «flow», flusso, elaborato attraverso le interviste a centinaia di personalità di successo in ogni campo di attività. Secondo Csikszentmihalyi il «flusso» è uno stato mentale nel quale l'individuo riesce a tendere verso un obiettivo, trovando in questa «tensione» motivazioni, coinvolgimento e gratificazioni.

Nel 2010 a lanciare uno studio sulla «felicità» in Gran Bretagna, secondo i dettami della psicologia positiva, fu l'allora premier David Cameron. Da allora il concetto ha acquistato una popolarità sempre maggiore e l'anno scorso ha varcato le soglie dell'università: la Buckingham University è diventato il primo ateneo «positivo» del mondo: tutti gli studenti e i professori seguono dei corsi di rafforzamento e sviluppo delle proprie potenzialità psicologiche.