In pericolo i 4 «gioielli» della Liguria

La Liguria ha quattro gioielli del mare, le isole della Gallinara, di Bergeggi, della Palmaria e del Tino. Gioielli non solo per la loro bellezza, ma soprattutto per la loro modesta estensione, tanto piccole che tutte assieme superano di poco i 200 ettari. Già questo dato ci può far intuire quanto delicate esse siano. Eppure, se ne parla sempre come di isole da valorizzare al turismo; come se questi pochi metri quadrati di ambiente naturale si potessero dare in pasto al turismo senza rìschìare dì depauperarle. Già proporlo dovrebbe essere considerata una bestemmia, come voler valorizzare mediante ritocchi vari un quadro di Monet o di Van Gogh.
Le isole della Liguria dovrebbero essere preservate nella loro assoluta integrità come scenari da godere dal mare e dalla terra ferma e, solo moderatamente, ma molto moderatamente (numero chiuso, per intenderci) approdandovi per visitarle a piedi.
Tutte queste isole sono «protette», Parco Nazionale quelle della Palmaria e del Tino, Riserve Naturali quella di Bergeggi e della Gallinara. Eppure tutte sono a rischio di questa «protezione», nel senso che a causa di questa protezione esse saranno prima o poi sottoposte ad usi turistici che rìsulteranno «compatibili» solo sulla carta ed a chiacchiere, e che, di fatto, si riveleranno un danno per gli ambienti naturali in esse preservati. II fatto di essere delle isole, addirittura aumenta il rischio di un loro rovinoso utilizzo, perché il loro valore è più nel fatto di essere gioielli in mezzo al mare che non per l'ambiente che su di esse si è sviluppato. Ciò che attrae è difatti il loro isolamento, l'essere, appunto, delle isole. Bisognerebbe educare la gente di Porto Venere, di Lerici, di Albenga, di Alassio, di Bergeggi, di Spotorno e di Noli a considerarle quadri esposti ai turisti della costa. Invece...
Per la Palmaria sarà sì abbattuto e distrutto 1'ecomostro che da anni la deturpa, ma non già per cercare di recuperare un poco di ambiente naturale andato perso con gli anni, bensì per riadattare il tutto ad un uso turistico che fa ben poco sperare.
Per la Gallinara si parla dì «riattivazione e messa in sicurezza dei percorsi esistenti, ripristina delle forniture dei servizi di acqua, elettricità e telefono, consolidamento del porticciolo, servizi di accoglienza ed informazione (fortunatamente «concentrati in un unico edificio») dove potranno essere ospitate piccole convention, mostre ed attività didattiche; inoltre ci sarà spazio per un piccolo ristoro, servizi igienici ed un'infermeria». Potrebbe essere peggio, è vero, visto ciò che se ne stava per fare in passato, ma come non chíedersi se veramente quanto previsto sia lo stretto ìndìspensabìle?
per la Wilderness