Perquisizioni, i pm: abbiamo rispettato il pudore Ma il Giornale conferma: "La cronista spogliata"

Dopo <strong><a href="/interni/sono_stata_umiliata_mio_lavoro/politica-giustizia-berlusconi-perquisizioni-anna_maria_greco-magistratura-pm/02-02-2011/articolo-id=503426-page=0-comments=1">il racconto della Greco</a></strong> (<strong><a href="/fotogallery/perquisizioni_contro_giornale_racconto_delodissea/id=2797-foto=1-slideshow=0">ascolta l'audio</a></strong>), la procura di Roma rilancia: &quot;Perquisizione stata fatta nel rispetto delle regole, in particolare della dignità e del
pudore&quot;. Ma la nostra cronista conferma tutto al <em>Giornale.it. </em>Perquisita la casa del membro laico del Csm, Matteo Brigandì, sequestrato pc. Lui: &quot;Non ho divulgato le carte sulla Boccassini&quot;

Roma - La procura di Roma non si pente. Anzi, rilancia. La perquisizione nei confronti della giornalista del Giornale Anna Maria Greco è stata compiuta dai carabinieri "nel pieno rispetto delle regole imposte dal codice, in particolare della dignità e del pudore". A replicare all'editoriale del nostro direttore Alessandro Sallusti (leggi qui) e al racconto della stessa giornalista (leggi qui) è proprio il procuratore di Roma Giovanni Ferrara. Ieri, al termine delle perquisizioni, la Greco aveva infatti subito denunciato "l'esperienza allucinante" a cui era stata sottoposta dai carabinieri. Ma la nostra giornalista, che aveva raccontato di essere stata costretta a spogliarsi, conferma la suia versione al Giornale.it.

La procura non si pente e rilancia Secondo la ricostruzione fatta dalla procura, i carabinieri si sarebbero fatti "consegnare gli abiti per la ricerca di documenti o pen-drive, evitando in tal modo qualsiasi contatto fisico con la persona". Nello stesso comunicato Ferrara ricorda che l’indagine è "iniziata a seguito di denuncia proveniente dal Csm, nella quale venivano rappresentate, tra l’altro, ragioni di urgenza per assicurare l’acquisizione di prove reperibili anche all’interno del Csm". "Si è quindi proceduto - conclude Ferrara - ad adottare provvedimenti cautelari per conservare lo stato dei luoghi al fine di poter procedere all’acquisizione degli elementi di prova dopo aver informato, come prevede la legge, l’indagato (il consigliere laico Matteo Brigandì, ndr) al fine di consentirgli di essere presente con l’assistenza del difensore".

La risposta della Greco Preso atto del comunicato della procura, Anna Maria Greco conferma in una dichiarazione al nostro sito la testimonianza pubblicata oggi sul quotidiano. "I carabinieri mi hanno detto che dovevano procedere a una perquisizione personale e, di fronte a una donna carabiniere, ho dovuto spogliarmi integralmente - replica la Greco - non si tratta quindi semplicemente di una consegna degli abiti, come sostenuto dalla procura, ma di una procedura molto imbarazzante". La nostra cronista conferma, come scritto nell'articolo sul quotidiano in edicola oggi, di "non essere stata toccata". "Mi chiedo se sia normale che una giornalista venga costretta a rimanere nuda di fronte a un’esponente delle forze dell’ordine senza nemmeno essere indagata - conclude infine la giornalista - lascio il giudizio ai lettori”.

Le accuse di Cicchitto Anche il capogruppo del pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto accusa duramente l'operato della procura di Roma contro il Giornale. "Il procuratore della Repubblica di Roma Ferrara - spiega l'esponente del Pdl - non riesce proprio a convincerci che le perquisizioni corporali ad una giornalista costretta a spogliarsi non sono volte invece alla sua umiliazione e punizione, anche perchè esse non sono neanche funzionali alla ricerca di documenti e di supporti per computer". Secondo Cicchitto, infatti, "oltre che la libertà personale e di stampa adesso si insulta anche l’intelligenza".

Perquisita la casa di Brigandì L’abitazione privata del componente laico del Csm, Matteo Brigandì, è stata perquisita nella notte fra martedi e mercoledi. All’ex parlamentare della Lega sono stati sequestrati il computer e alcuni documenti. Il componente dell’organo di autogoverno della magistratura è accusato di aver divulgato degli atti riservati sul pm Ilda Boccassini alla cronista del Giornale. Ma Brigandì smentisce ogni cosa: "Io ho fatto richiesta di quella documentazione al Csm perché volevo documentarmi io personalmente. Non ho divulgato le carte in alcun modo. Né ho parlato con nessuno di quanto vi avevo letto. Sfido chiunque - afferma l’esponente del Carroccio - a dimostrare il contrario".