Perquisizioni a tappeto, braccati gli anarchici

RomaMaschere antigas, abiti di ricambio e mantelli neri. I teppisti che sabato hanno messo a ferro e fuoco la Capitale avevano pensato proprio a tutto per colpire nell’ombra, cercando di celare l’identità alla Digos. Ma gli escamotage per 12 di loro non sono bastati a sfuggire all’arresto e nei prossimi giorni per altri teppisti si potrebbero spalancare le porte del carcere.
Gli investigatori, infatti, tassello dopo tassello, città dopo città, stanno lavorando per ricostruire il puzzle delle organizzazioni responsabili di quest’assalto alla civiltà. Ieri il Comune di Roma ha formalizzato la costituzione di parte civile mentre la procura ha chiesto al gip la convalida delle misure e la custodia in carcere dei 12, tre donne e nove uomini tra i quali un romeno, tutti tra i 19 e i 30 anni, arrestati per resistenza pluriaggravata a pubblico ufficiale. Poi, caso per caso, i magistrati valuteranno se attribuire anche i reati di devastazione, incendio e lesioni. Tra oggi e domani sono fissati gli interrogatori di garanzia. I dodici rischiano fino a 15 anni di reclusione, se venisse riconosciuta l’aggravante di «aver operato col volto travisato e in gruppi di più di 5 persone usando oggetti contundenti». Il procuratore aggiunto Pietro Saviotti, che coordina le indagini, parla anche di «condotte violente pianificate e organizzate prima degli scontri» da parte di chi ha «strumentalizzato la piazza», sapendo che la polizia non avrebbe potuto caricare in massa. I denunciati, invece, individuati durante scontri, sono otto, dei quali sei minorenni. Intanto proseguono gli accertamenti per identificare altri antagonisti attraverso i video forniti dai manifestanti alle forze dell’ordine e quelli fatti girare nei social network. Ieri molte città italiane sono scattate le perquisizioni a tappeto della Digos nei confronti di soggetti che gravitano nella galassia anarco-insurrezionalista e tutto il materiale sequestrato è al vaglio degli investigatori.
Nel Chianti la Polstrada ha anche fermato un camper, denunciando i sei occupanti, perché all’interno avevano maschere antigas, piccozze da muratore, abiti scuri e protezioni anti-infortunistiche. Ma la follia antagonista poteva essere annientata prima che esplodesse, puntando sulla prevenzione. Proprio per questo autorità francesi e italiane hanno deciso la momentanea sospensione di Schengen in vista del vertice del G20 di Cannes fissato per il 3 e 4 novembre: già dal 24 ottobre i controlli alla frontiera, a Nizza, verranno ripristinati.