Il Pg della Cassazione: confermate la condanna per Wanna Marchi

In appello la teleimbonitrice di Ozzano aveva avuto una pena a 9 anni e 6 mesi. Ora la donna rischia il carcere, insieme alla figlia Stefania che era stata condannata a una pena appena più bassa. L'accusa è di associazione a delinquere finalizzata alla truffa

La lunga carriera di Wanna Marchi è a un passo dal capolinea. Questa mattina in Cassazione il sostituto Procuratore generale Antonello Mura ha chiesto la conferma della condanna a 9 anni e 6 mesi contro la teleimbonitrice di Ozzano. Se la sentenza d'appello dovesse essere confermata, per la Marchi si aprirebbero le porte della prigione. E lo stesso potrebbe accadere per la figlia, Stefania Nobile, che in secondo grado, era stata condannata a 9 anni 4 mesi e 9 giorni. Per Mura devono essere confermati anche i risarcimenti a favore delle parti civili: complessivamente gli imputati dovrebbero versare 2 milioni e 300 mila euro. Insomma, nelle prossime ore, salvo colpi di scena, dovrebbe chiudersi una vicenda clamorosa e dolorosa che ha colpito migliaia di persone. Quando le Fiamme gialle fecero irruzione nei locali dell'Asciè, il quartier generale delle Marchi alla periferia di Milano, scoprirono che i clienti della televenditrice erano circa 300 mila. Uno spicchio dell'Italia profonda. Era la fine del 2001 e solo allora si capì che le Marchi avevano truffato migliaia di italiani, sfruttando le presunte abilità del mago Mario Do Nascimento, a sua volta fuggito in Brasile prima di essere arrestato. Oggi, Do Nascimento è ancora latitante ma in realtàè a un passo dalla libertà: il suo processo, condotto senza clamore col rito abbreviato, si è chiuso con la condanna a 4 anni, in pratica 1 solo per l'indulto. Per le Marchi, invece, la situazione è molto pesante. Il futuro di madre e figlia è ora nelle mani della Cassazione. E con loro è in attesa del verdetto anche Francesco Campana, il compagno di Wanna, che però dovrebbe scontare una pena di 3 anni. Azzerati dall'indulto.